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Al Direttore | venerdì 24 agosto 2018, 17:11

Danni alle coltivazioni da parte degli ungulati, le considerazioni della nostra lettrice Cesira Ansaldo

“Gli animali non possono essere considerati come oggetti di cui ci si libera con noncuranza”

Danni alle coltivazioni da parte degli ungulati, le considerazioni della nostra lettrice Cesira Ansaldo

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento della nostra lettrice Cesira Ansaldo in merito all'emergenza ungulati per i coltivatori e alle soluzioni per ovviare al problema.

Il Presidente della CIA  Aldo Alberto, nel mese di maggio, aveva chiesto, perentoriamente, di procedere con “interventi seri, coordinati e costanti, con un vero e proprio  piano che affronti in maniera concreta e convinta” il problema degli ungulati selvatici che provocano gravi  danni alle colture e chiedeva un intervento della regione  non solo con provvedimenti a livello regionale, ma anche portando  la gravità della situazione  a livello nazionale.

La questione è stata nuovamente sollevata dagli agricoltori iscritti alla CIA Liguria, che hanno inviato una lettera  al Prefetto ed al Presidente della Regione chiedendo di intervenire con azioni straordinarie considerata “la priorità della tutela delle attività agricole e dell'incolumità degli abitanti”.

Nella lettera si afferma che i danni provocati dagli animali sono sempre più gravi, la presenza dei selvatici “non è soggetta ad alcun controllo” e “l' attività venatoria ordinaria, insieme alle attività di prevenzione, non sono sufficienti nel mantenere entro i limiti della tollerabilità, la presenza di queste specie”.
Si fa anche riferimento all'assalto da parte di un cinghiale ferito ad alcune auto e si sostiene che gli animali provocano “una preoccupante diffusione di parassiti nocivi per gli umani in ambiente rurale e boschivo”. Infine si afferma  che i mezzi di difesa (barriere elettriche o fisiche) sono inefficaci soprattutto per i daini e i caprioli.

Si segnalano  questi due interventi per sottolineare la totale insensibilità verso gli animali, da parte degli agricoltori e di chi li rappresenta. 
E' ripresa la campagna contro gli ungulati (cinghiali, daini, caprioli) per i danni che provocherebbero ai coltivi, non si tiene conto delle cause che provocano l'aumento del numero degli animali quali l' abbandono di larga parte del territorio ricoperto da rovi e altre piante selvatiche.

Ritengo che la Regione Liguria dovrebbe intervenire con rimborsi adeguati e celeri in caso di danni considerato che ha ancora disponibili circa 12 milioni per l'agricoltura dei fondi europei, che devono essere spesi entro quest'anno, potrebbe intervenire adeguatamente per sovvenzionare gli agricoltori.

Gli animali non possono essere considerati come oggetti di cui ci si libera con noncuranza. Hanno diritto a vivere,  occorre, quindi, individuare tutti i mezzi che possono consentire la  convivenza con la Natura, di cui l'uomo è parte integrante e non giudice supremo.

Redazione

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