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Cronaca | giovedì 13 settembre 2018, 12:17

Negata dal Riesame la scarcerazione dell'algerino accusato di aver tentato di uccidere Alena Sudokova

L’avvocato dell’uomo, Mario Ventimiglia, ha anche confermato che non farà ricorso in cassazione ed attende l’esito delle indagini, che emergeranno dalle dichiarazioni del suo assistito, secretate la scorsa settimana dalla Procura.

Negata dal Riesame la scarcerazione dell'algerino accusato di aver tentato di uccidere Alena Sudokova

E’ stata negata, dal Giudice del Riesame di Genova, la scarcerazione di Zied Yakoubi, l'algerino accusato di aver tentato di ammazzare Alena Sudokova, la turista caduta da un dirupo a Caponero, a Sanremo. L’avvocato dell’uomo, Mario Ventimiglia, ha anche confermato che non farà ricorso in cassazione ed attende l’esito delle indagini, che emergeranno dalle dichiarazioni del suo assistito, secretate la scorsa settimana dalla Procura.

Secondo l’accusa, sostenuta dal Procuratore Capo Alberto Lari e dal Sostituto Procuratore Barbara Bresci, che oggi ha interrogato l’uomo per circa due ore, Yakoubi, difeso dall’avvocato Mario Ventimiglia, dopo una serata passata a bere in compagnia di Alena in piazza Bresca, l’avrebbe gettata dalla scogliera. Un volo di settanta metri in seguito al quale la giovane è stata per diverse settimane in coma farmacologico. Anche Yakoubi è caduto dalla stessa altezza, ma riportando solo la frattura di alcune costole.

Diversa la versione dell’algerino che si è sempre professato innocente e sostiene che mentre stavano bevendo in cima alla scogliera, Alena è scivolata e si è aggrappata a lui per non cadere, facendo così precipitare anche lui. Ora Yakoubi si trova nel carcere di Sanremo mentre la Procura ha secretato per non incorrere nel rischio che la sua versione esca sui giornali, in attesa di sentire quella di Alena.

I magistrati hanno sentito anche gli altri testimoni, compreso il tassista che da piazza Bresca li ha accompagnati a Caponero e l’amico dell’algerino, salito sul taxi, ma che ha abbandonato la coppia tornando a casa.

Sempre su disposizione della Procura, è stata avviata la settimana scorsa la consulenza tecnico medico legale che si basa sulle cartelle cliniche dei due. In base alla perizia si potrebbe stabilire la dinamica dell’accaduto. Per la difesa, Yakoubi sarebbe stato più reattivo nella caduta e avrebbe messo le braccia in avanti. Per questo non avrebbe riportato gravi lesioni, a differenza della giovane, che ora si trova in Germania, circondata dall’affetto dei suoi cari che non credono alla versione fornita dall’algerino.

Francesco Li Noce

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