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Al Direttore | domenica 16 settembre 2018, 19:05

In una lettera ai Comuni del golfo, il dianese chiede aiuto: "Siete in sette, insieme potete fare tanto oppure unitevi in un unico comune!"

Una residente si fa portavoce dei vari problemi che affliggono la zona a partire dall’ennesima rottura della tubazione dell'acquia

In una lettera ai Comuni del golfo, il dianese chiede aiuto: "Siete in sette, insieme potete fare tanto oppure unitevi in un unico comune!"

"In pratica è finita l’estate, stanno ricominciando le scuole, i turisti ormai sono tornati alla loro quotidianità e di conseguenza anche noi, residenti del golfo dianese. Sabato a sorpresa l’ennesima rottura, della tubazione vecchia come mia nonna, o forse di più. Questa volta i turisti non ci sono, la pressione era normale, la richiesta di flusso nella norma. Questa volta è solo partito un altro pezzo di un impianto a colabrodo. Non potere usare l’acqua, per un’intera giornata, non potersi lavare, cucinare e di conseguenza tutto il resto è sopportabile se il problema è un caso eccezionale, intollerabile se continua a ripetersi. Il problema non è una volta, due o tre rotture nel corso dell’anno, il problema che 'nessuno' fa niente per migliorare la vita del cittadino.
Allora è proprio il caso di sedersi alla scrivania e guardare i bilanci: preventivi e consuntivi
Come vengono spesi i nostri soldi? Dalle amministrazioni che sono salite in carica grazie ai nostri voti e che grazie ai nostri soldi sono stipendiate? Ci ascoltano? Capiscono cosa è necessario per vivere in dignità e cosa è invece superfluo? Sanno di cosa abbiamo realmente bisogno?
E’ più importante fare eventi, dare sostegno alle associazioni sportive, abbellire i centri storici, andare alle fiere europee per promuovere il turismo, assumere nuovi ausiliari ed acquistare nuovi automezzi

OPPURE

E’ arrivato il momento di pensare al benessere del cittadino a 360° con i suoi diritti e necessità’? Benessere che non vuol dire solo del residente, ma di chi nel dianese ha la propria attività commerciale e chi ci soggiorna.


Ed allora quali sono le necessità?
Un acquedotto che funzioni, un servizio di raccolta rifiuti non da terzo mondo, il lavaggio dei cassonetti programmato e costante per il decoro e l’igiene del paese e delle persone. Il lavaggio delle strade e dei marciapiedi a calendario settimanale, abbiamo le strade invase da pipì e deiezioni di cani: una puzza tremenda! Oltre che il verde che grida al miracolo!
L’arredo urbano arrugginito, passaggi pedonali dissestati e vergognosamente abbandonati. Strade piene di buche! I centri dei paesi sono sufficientemente curati ma tutto il resto? Sporco, buio, abbandonato, puzzolente! Non c’è controllo, non c’è manutenzione, c’è incuranza e menefreghismo a 360°. Si, verità!

Non parliamo di tutti gli oggetti abbandonati in giro, dagli “svuotacantine” e dagli incivili! Non c’è raccolta! Non c’è un’area destinata alla raccolta, se non quella esclusiva di San Bartolomeo al mare.
Soluzione? Multe! Ed anche salate!
Multe per chi lascia lo sporco dei cani, multe a chi crea discariche a cielo aperto, a chi parcheggia nelle zone riservate al carico-scarico ed ai disabili. Ci vogliono regole! Ci vuole educazione ed intelligenza e, chi non la ha o non la usa, mettendo mano al portafogli imparerà! Anche molto velocemente!
La nuova stazione del golfo è in totale abbandono. Pulizia interna ed esterna? I giardini? Servono foto?
Serve cura per le cose comuni, serve fare anche a danno di qualche amico insoddisfatto, perché il lavoro onesto a lungo termine porta frutti. E se i frutti arrivano, arrivano anche i voti! Magari non quelli pensati, ma ne arrivano altri.
Siamo in tanti, di differenti visioni ed origini, ma tutti viviamo nello stesso mondo, che giorno dopo giorno sta morendo a causa di questo vivere senza valori, ideali, buonsenso.
Io amo la mia terra. Amo il mio dianese e chiedo a voce forte, urlo basta!
Cosi non si può più andare avanti, non è più tollerabile, stiamo diventando cattivi e insensibili! Siamo arrabbiati! Basta alle cattive gestioni, il cittadino intanto ha diritto di essere ascoltato, ma ascoltare oggi non basta più! Dobbiamo scendere in piazza?
Avete dei doveri per darci dei diritti. Noi per avere dei diritti accetteremo i nostri doveri. E’ una partita ad armi pari, dove ognuno mette il suo.
Questa non è campagna elettorale, non c’è colore politico, il cittadino ha bisogno di vedere dei risultati, non bastano più le belle parole o bei sorrisi. Siete in sette comuni, insieme potete fare tanto oppure, come anni che se ne parla, unitevi in un unico comune. Decidete voi, ma se non mettete al primo posto il benessere della comunità al posto del vostro, non risolveremo mai nessun problema. Perché non sono più i tempi del lanciare il sasso e nascondere la mano: ora i sassi, gli scogli, sono da togliere! Avete un grande lavoro da fare, ma chi ha scelto questo incarico lo sapeva da subito.
Serve anche una scuola che funzioni, che non cada a pezzi, che sia dignitosa e all’avanguardia per i nostri bambini, che saranno gli uomini del domani. Ed i torrenti? Vanno puliti dall’alto al basso, insieme, o prima o poi piangeremo come a Genova! E dopo, usciranno le responsabilità antecedente al fatto. Perché per ogni cosa, fatte e non fatte ci sono sempre delle responsabilità.
Insieme ce la possiamo fare! Basta avere buona volontà e voglia di fare! Vedrete che se le cose migliorano, anche ogni singola persona farà la sua parte, tenendo in ordine e curando meglio il proprio.

Da domani, Vi chiediamo di scegliere diversamente come spendere il nostro denaro!

Franca".

Redazione

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