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Attualità | mercoledì 10 ottobre 2018, 18:19

Sanremo: “Comune che vai, burocrazia che trovi”, CNA analizza gli iter burocratici necessari per aprire una nuova attività

"Da questo osservatorio privilegiato è emerso molto forte il tema della burocrazia come un ostacolo potente sulla strada delle imprese, un freno che blocca chi vuole intraprendere, chi vuole crescere e far crescere il proprio territorio".

Luciano Vazzano

Luciano Vazzano

65 Adempimenti, 26 enti coinvolti, 39 file (reali o virtuali), una spesa di quasi 18mila euro e tutto ciò solo per aprire un salone di acconciatura: è quanto emerge dall’Osservatorio nazionale CNA “Comune che vai, burocrazia che trovi”, una indagine alla sua prima edizione condotta sul campo, in collaborazione con 52 CNA territoriali su tutto il territorio italiano.

"Aprire una nuova impresa è una sfida sempre più impegnativa - dichiara Luciano Vazzano, Segretario territoriale CNA Imperia - Nelle nostre sedi transitano numerosissimi aspiranti imprenditrici e imprenditori, per chiedere informazioni e supporto. Da questo osservatorio privilegiato è emerso molto forte il tema della burocrazia come un ostacolo potente sulla strada delle imprese, un freno che blocca chi vuole intraprendere, chi vuole crescere e far crescere il proprio territorio. E le prime vittime sono le più indifese: coloro che hanno nuove idee imprenditoriali, che rischiano sempre più di scoraggiarsi. I dati di questa indagine parlano chiaro: dobbiamo come Associazione far sentire forte la nostra voce verso una semplificazione della burocrazia, che rallenta le potenzialità di sviluppo e di crescita dell’Italia".

Lo studio prende a esempio cinque tipologie d’impresa: acconciatura, bar, autoriparazione, gelateria, falegnameria. Di ognuna è calcolato in dettaglio il numero di adempimenti, degli enti coinvolti e delle operazioni necessarie all’apertura, oltre al costo totale dell’autorizzazione.

"Tutte le attività scontano profonde differenze tra un Comune e l’altro, che incidono in termini di tempi ma anche di denaro. - continua Vazzano - Il risultato di questa pressione è il numero di adempimenti chiesti dalla Pubblica amministrazione: per chi voglia aprire un’attività di autoriparazione sono stimati in una media nazionale di 86. Anche chi ha di fronte una strada relativamente più agevole, ad esempio l’aspirante acconciatore, se ne ritrova di fronte 65. E in questo arco poco invidiabile si posizionano gli altri. Così come si può arrivare a dover spendere quasi 20mila euro, una somma ingente che, invece, potrebbe essere investita per acquistare macchinari e attrezzature necessari all’attività"

Lo studio analizza anche alcune aspetti trasversali relativi all’avvio d’impresa, comuni a tutti gli aspiranti imprenditori: gli adempimenti relativi a salute e sicurezza, la pratica per esporre un’insegna, la ristrutturazione dei locali, l’assunzione di un apprendista.

"Già le nuove imprese si trovano oggi a cimentarsi con un mercato difficile ed estremamente competitivo. Come CNA cerchiamo di supportarle con servizi, consulenza di settore e supporto per il credito. Davvero cerchiamo di inventarcele tutte per sostenerle e questo ci viene riconosciuto, ma non è sempre facile. A volte non è sufficiente ed è ora che lo Stato, nelle sue diverse articolazioni, dia un segnale: nonostante i processi di digitalizzazione, la burocrazia anziché calare è cresciuta e questo sta diventando quasi paradossale".

C.S.

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