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Politica | 21 ottobre 2018, 13:57

Imperia festeggia i 95 anni con la Lectio Magistralis di Paolo Mieli: “Il tratto identitario della città non ha niente a che fare con il fascismo” (foto e video)

Ha sorpreso anche Paolo Mieli, storico tra i più importanti del nostro Paese, già direttore di Stampa e Corriere della Sera, del quale è attualmente editorialista, la numerosa partecipazione di questa mattina in sala consiglio per ascoltare la sua Lectio Magistralis voluta dal Sindaco Claudio Scajola, sul periodo storico che ha portato all’unione della città di Imperia, di cui oggi si festeggiano i 95 anni

Imperia festeggia i 95 anni con la Lectio Magistralis di Paolo Mieli: “Il tratto identitario della città non ha niente a che fare con il fascismo” (foto e video)

Ha sorpreso anche Paolo Mieli, storico tra i più importanti del nostro Paese, già direttore di Stampa e Corriere della Sera, del quale è attualmente editorialista, la numerosa partecipazione di questa mattina in sala consiglio per ascoltare la sua Lectio Magistralis voluta dal Sindaco Claudio Scajolasul periodo storico che ha portato all’unione della città di Imperia, di cui oggi si festeggiano i 95 anni.

In un parterre occupato nelle prime file dalle principali autorità, tra cui la giunta comunale al completo, molti dei trentadue consiglieri comunali, il Prefetto Silvana Tizzano, il Questore Cesare Capocasa, il Colonnello dei Carabinieri Andrea Mommo, il Maggiore della Guardia di Finanza Roberta Masci, l’assessore regionale Marco Scajola, l’ex Sindaco Carlo Capacci, e tanti altri cittadini che hanno rappresentato la storia più o meno recente della nostra città, il pubblico ha assistito attento alla lezione di Mieli, partita dalle origini dei primi insediamenti dell’uomo a Porto Maurizio a Oneglia, nel II Secolo A.C.


Non era affatto detto che le due città si fondessero, anzi altri momenti storici fanno pensare a una rivalità”, ha detto Mieli.

Sì perché Porto Maurizio, filo francese e di tradizione massonica, e Oneglia, legata alle tradizioni sabaude, come ricordato dallo storico, misero da parte le divisioni, scommettendo sull’unione. “Una scommessa vinta, e la riprova è la vostra presenza numerosa qui”.

La data della fondazione della città di Imperia, cade nei giorni della fine della prima guerra mondiale, un conflitto pesato molto in termini di perdita di vite, di risorse, di danno per le coltivazioni, e l’unione fu una sorta di risarcimento alle due città.

Ci furono molte vedove che dovettero faticare per rimettere in sesto queste terre, un’impresa lunga e poco raccontata lungo il periodo del dopoguerra che durò fino al 1928, e oggi celebriamo anche il ritorno di quelli che riuscirono a tornare, e l’inizio di una ripresa che avrebbe portato negli anni ’30 a una affermazione di Oneglia e Porto Maurizio quando arrivava la grande crisi del 1929”.

Quel momento – continua Mieli – culminò con quello che non tutti vissero come premio. Gli elettori del fascio di Porto Maurizio espressero contrarietà all’unione, non ci fu un coro che accompagnò l’unione, ma fu un processo complicato che ebbe nella sua parte democratica la linfa vitale”.

Mieli ha ricordato gli anni difficili della grande crisi che colpì l’economia mondiale negli anni ’30, sottolineando la compostezza che ha da sempre contraddistinto la città di Imperia e la sua popolazione nell’affrontare i momenti di tensione. “Sembra di essere in terra straniera, dove a differenza che in altre città d’Italia, non si schiamazza”.

I riferimenti a una prima unione, come ricordato da Mieli, risalgono alla fine del ‘700, con il triennio Giacobino, quando Napoleone arrivò in Italia. Oneglia e Porto in quegli anni trovarono una singolare identità, nonostante le resistenze di Oneglia all’arrivo di Napoleone.

Con diffidenza, ma nel segno della libertà e della fusione da cui nascerà Imperia più di un secolo dopo”.

Ancora riferimenti di una pre unione si hanno alla metà dell’800, quando Oneglia e Porto Maurizio festeggiarono in maniera unitaria la concessione dello Statuto Albertino.

Imperia, come insegnano i libri di storia, fu poi unita durante il fascismo, quindici anni dopo la permanenza di Benito Mussolini che nel 1908 si rifugiò a Oneglia, dove fu insegnante. In quell’occasione da socialista, Mussolini carpì lo spirito unionista imperiese. Mieli ha però voluto ricordare che non bisogna confondere la storia di Imperia con quella di altre città, nate nell’Agropontino proprio solo grazie al fascismo.

Il tratto identitario non ha niente a che fare con il fascismo. E non è corretto attribuire a questa città un’identità fascista. Imperia nacque in un contesto politico non dittatoriale. Questo lo dico per restituire il clima con cui nacque la città, che non ha mai avuto lo stemma del partito nazionale fascista nel suo atto di nascita. Spero che questi anni che avvicinano al centenario servano a fare chiarezza su questo punto”.

Nel finale, Mieli ha ricordato l’importanza di Imperia nella guerra di Liberazione. “La città pagò un prezzo altissimo. Pieve di Teco, un posto già sede della resistenza nel triennio giacobino, l’eccidio di Torre Paponi, dove morirono 29 persone”.

A questo periodo se n’è aggiunto un altro, non meno cruento che vide i partigiani protagonisti di eccidi contro ex o supposti ex fascisti. “Non sarebbe giusto sottacere questo secondo momento. – ha detto Mieli ricordando l’eccidio di Costa d’Oneglia che costò la vita a 26 persone - Fu un nuovo momento difficile nella storia di questa terra a cui i gruppi dirigenti seppero supplire eliminando e sostituendo la classe dirigente nuova che imparò a misurarsi secondo il sistema democratico che sia nel mondo democratico che social comunista, fu notevole, per cui Oneglia ebbe amministrazioni rosse nel dopoguerra fino al ‘51 quando sindaco fu eletto il padre dell’On. Scajola”.

Oggi – ha concluso Mieli – non sono venuto a fare una lezione, ma a imparare qualcosa e avere un premio che è stata la vostra presenza così attenta e costante. Ringrazio il Sindaco, carissimo amico da molti anni, sono fiero di questa amicizia anche perché fatta con spirito da Imperia, per me è un onore essere suo amico, e quindi sono venuto qua anche per onorare un uomo che stimo e che merita la mia stima. Grazie caro sindaco”.

La Lectio è stata preceduta dal discorso del Sindaco Claudio Scajola

"Signore e Signori,

cittadini tutti che ascoltate, ricorre oggi il 95esimo anniversario dalla fondazione della Città di Imperia. Sono lieto di dare, a nome dell'Amministrazione civica, il benvenuto a voi tutti per un appuntamento che vuole andare oltre la semplice celebrazione dell'anniversario.

Con oggi prende il via un percorso di avvicinamento, che abbiamo racchiuso nel titolo “Aspettando il Centenario”, che ci condurrà nel 2023 a festeggiare i 100 anni della nostra Città.

'Un paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla non può avere un domani'. Lo disse Indro Montanelli in un’intervista che fece storia. E’ un concetto che io sposo totalmente: non ci può essere futuro senza consapevolezza del  passato.

E Imperia, oggi più che mai vuole guardare al suo futuro. Ecco perché ho voluto questo importante tuffo nel nostro glorioso passato.

Ho ritenuto che fosse necessario un progetto di ampio respiro, che coinvolgesse le realtà più attive e radicate della nostra città, che muovesse i propri passi da un'occasione festosa per ragionare insieme del passato, del presente e delle tante sfide future. Un momento di unità interna e di promozione esterna della città.

Abbiamo costruito, seppur nel brevissimo tempo a nostra disposizione, un calendario ricco di eventi, che a partire dalla giornata odierna ci accompagnerà, giorno dopo giorno, sino al 26 novembre, giornata di celebrazioni per San Leonardo, Santo Patrono della Città.

Ringrazio i miei collaboratori per la professionalità dimostrata nell'organizzazione dell'iniziativa, gli uffici comunali e la Go Imperia che ha contribuito alla sua realizzazione. Un ringraziamento particolare va soprattutto alle tante associazioni che hanno risposto con entusiasmo alla sfida lanciata da questa Amministrazione, dimostrando la preziosa e rilevante vitalità culturale imperiese.

A dispetto dei soli 95 anni di età, Imperia può vantare una lunga storia di assoluto rilievo per il glorioso passato dei Comuni fondatori, che, come potete vedere, è stato descritto in maniera magistrale nell'affresco di Carlo Cesare Ferro che domina questa Sala.

La stessa vicenda che ha condotto alla nascita di Imperia ha una sua rilevanza storica di primissimo piano. La fusione tra Oneglia e Porto Maurizio venne infatti decisa, una prima volta, dai due rispettivi Consigli Comunali nel 1908. Soltanto il burrascoso periodo politico e il conseguente scoppio della Prima Guerra Mondiale impedirono alla nuova città di vedere la luce già in quegli anni.

La fusione avvenne così soltanto nel 1923 con uno dei primi atti voluti dall'allora Governo Mussolini, con il quale Imperia divenne il primo caso in Italia di fusione tra Comuni, al quale seguirono nel tempo gli esempi di tante altre città, tra cui Genova.

La necessità della scelta unitaria non fu messa in discussione neppure dall'antifascismo nei decenni a seguire, a riprova – e di questo ne sono da sempre profondamente convinto - che gli elementi di unione siano sempre stati nettamente superiori rispetto a quelli di divisione.

Dobbiamo fare in modo, tutti insieme, che alla data del 2023 il processo di unificazione di Imperia risulti pienamente concluso. Dobbiamo partire dalla riaffermazione di un bagaglio culturale e valoriale comune, obiettivo ambizioso che riteniamo di poter completare anche grazie alle iniziative del calendario che prende il via oggi e a tante altre che seguiranno.

Completare l'unificazione di Imperia significa anche valorizzare il policentrismo che caratterizza questa città. Non può esserci percorso di crescita che non ricomprenda gli antichi Comuni dell'entroterra, oggi frazioni, dove troppo spesso si è respirata la sensazione di un centro cittadino lontano.

Iniziamo questo percorso di avvicinamento al Centenario con una lectio magistralis di un assoluto protagonista del giornalismo italiano. Paolo Mieli, già direttore de 'La Stampa' e due volte direttore del 'Corriere della Sera', rappresenta oggi un punto di riferimento della cultura italiana e, in particolare, della saggistica storica. Per me uno dei più brillanti storici contemporanei.

Con l'autorevolezza del suo racconto ci condurrà agli anni Venti del secolo scorso, inserendo la vicenda specifica di Imperia nella più complessa cornice dell'Italia di quegli anni. Lo ringrazio, a nome di tutti, per aver accolto l'invito e per aver onorato con la sua presenza l'avvio di questi festeggiamenti.

Auguri Imperia e buon 'Aspettando il Centenario' a tutti".

Si aprono oggi delle celebrazioni che dureranno cinque anni, perché la ricorrenza è del 1923, - ha spiegato Paolo Mieli alla stampa - ma molto opportunamente a mio avviso, il Sindaco Claudio Scajola ha voluto far partire queste celebrazioni con cinque anni di anticipo per farle a tappe, anche perché la storia di questa città è una storia poco conosciuta. Siccome nacque nel 1923, quando al governo c’era Benito Mussolini, c’era quasi una sorta di pudore, di vergogna, come fosse una città ‘fascista’, mentre quello che ho cercato di dimostrare nella mia lezione è che le origini della fusione tra Oneglia e Porto Maurizio sono di tutt’altro segno, opposto a quello fascista. Poi Mussolini che quando era socialista rivoluzionario nel 1908 era stato a Oneglia come rifugiato e nella sua fuga partecipasse a questo spirito unionista è un altro capitolo, ma quello che ci tengo a dire è che per quello che risulta a me è che questa città nasce come una città democratica dalle tradizioni democratiche, repubblicane e liberali addirittura con dei semi alla fine del ‘700 ai tempi della Rivoluzione Francese”.

Nel corso della Lectio Magistralis Mieli ha ricordato come un intoppo all’unione tra Porto Maurizio e Oneglia, fu dovuto, molti anni prima che l’unione avvenisse ufficialmente, a Giuseppe Garibaldi che si oppose quando la sua Nizza fu regalata alla Francia come risarcimento della partecipazione dei francesi alla guerra d’indipendenza. Come risarcimento a Garibaldi fu data la titolarità della provincia a Porto Maurizio, che a differenza di Oneglia sabauda, era filo francese.

Non lui personalmente – ha poi chiarito Mieli – ma in suo nome ci fu un momento di divisione perché a Garibaldi come risarcimento per la perdita di Nizza che era la sua città, cosa per cui lui fece un dramma politico vero, fu dato il titolo di capoluogo a Porto Maurizio che era una città garibaldina di tradizioni massoniche e repubblicane. Questo conferire a Porto Maurizio questo titolo provocò risentimenti e quindi frenò il percorso unitario che poi sarebbe ripreso solo cinquant’anni dopo. Quindi non fu colpa di Garibaldi, ma in fondo qualcosa c’è perché Garibaldi gradì che Porto Maurizio ricevesse questo titolo sottratto a Oneglia”.

Mieli ha ricordato anche le radici nordiche, inteso come Nord Europa, di Imperia, negli anni in cui la città si arricchiva grazie alla nascita dell’industria olearia, con il richiamo, soprattutto da Sanremo, di un turismo frutto di un’alleanza con Austria e Germania, la triplice intesa, che modernizzò l’Italia e principalmente Imperia.

Ho notato che alla fine dell’800 ci fu una singolare attrazione di turismo austroungarico in questa terra e mi sono domandato perché. Il clima politico lo favoriva perché noi nel 1882, per reagire alla Francia che si era presa la Tunisia entrammo in un’alleanza con l’Austria Ungheria e con la Germania, e il contesto politico generale favorevole portò in questa terra molti tedeschi e molti austriaci e ci fu una cosa su cui è doveroso soffermarsi. Questo incontro lasciò qualcosa che nello spirito di questa gente c’era già prima, una capacità di affrontare la vita in modo Nord-Europeo e non mediterraneo, anche se è bagnata dal mar Mediterraneo”.

Paolo Mieli ha concluso la sua Lectio Magistralis ricordando l’amicizia che lo lega al Sindaco di Imperia. “Io conosco Claudio Scajola da molti anni – ha detto alla fine – l’ho visto sia nella sua attività di Ministro, di uomo politico, un uomo molto capace, ma l’ho conosciuto meglio nei momenti delle sofferenze che gli sono state inflitte e mi ha sempre colpito il suo comportamento serio, dignitoso, da uomo che tiene conto che nella vita ci siano momenti difficili e sa reagire. Mi colpisce molto anche la sua famiglia, il modo in cui gli è stato vicino. Tante belle cose, io penso che nella vita bisogna essere come lui. Magari gli devono capitare meno incidenti, mi auguro, però quando capitano, e capitano a tutti, bisogna essere come lui”.


Non so, perché non studio il latino da tanto, se c’è qualcosa di superiore a Magistralis – ha detto Scajola ai giornalisti – perché abbiamo ascoltato tutti in un silenzio dove non volava una mosca, con tante persone in piedi, una lezione meravigliosa della storia della nostra città, e anche noi imperiesi che in parte la conosciamo, e io che per tradizione familiare che più volte l’ho approfondita, ancora stamattina invece ho avuto una lezione completa partendo in tempi più remoti sulla nascita di questa nostra terra. Come conclusione si può dire che ascoltando queste parole dotte, molto ben comunicate, cresce ancora di più l’amore di noi cittadini verso Imperia, perché è una storia di cui dobbiamo essere orgogliosi, tanto è vero che ho avuto già richiesta da tutte le persone che ho incontrato fino a adesso, di far diventare questa Lectio Magistralis il libro della storia della città di Imperia, e lo faremo”.

Francesco Li Noce e Pietro Zampedroni

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