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Cronaca | lunedì 07 gennaio 2019, 07:21

Cerchi lavoro all’estero? Attenzione alla truffa del contratto via mail, diversi i casi di furto di identità in provincia

Si offre la possibilità di siglare un contratto a distanza prima dell’incontro di persona, ma è un inganno per avere la scansione della carta di identità

Cerchi lavoro all’estero? Attenzione alla truffa del contratto via mail, diversi i casi di furto di identità in provincia

Chi architetta truffe lo fa per ‘professione’ e, per essere efficace, punta sui nervi scoperti. E mai come in questo periodo storico la ricerca di lavoro è un punto debole, un ambito nel quale si è disposti anche a rischiare pur di trovare un guadagno fisso. Ed ecco che, appena si presta il fianco, entrano in azione i professionisti del raggiro.

Grazie al racconto di un nostro lettore che, ovviamente, ha preferito rimanere anonimo, siamo venuti a conoscenza di molti casi di fiato di identità nella nostra provincia con uno stratagemma che punta proprio sulla ricerca di lavoro, in particolare all’estero. 

Tutto parte da un annuncio (che poi si rivelerà falso), scritto in un italiano non perfetto ma giustificato, per chi legge, dalla nazionalità. In questo caso specifico si parla di un potenziale posto di lavoro in un hotel tedesco. Dopo un iniziale scambio di mail di cortesia si passa alle vie di fatto e, dopo la consultazione del currriculum, arriva la proposta di lavoro che, ovviamente, sembra allettante. Si passa alle cose formali con la sigla dei primi documenti da inviare con scansione e, infine, anche la carta di identità. Ed ecco che la truffa è scattata.

Il nostro interlocutore ha una copia del documento con la quale può, volendo, dedicarsi ad altri traffici illeciti. Ma, in questo caso specifico, ha provato il doppio colpo, tentando anche di inviare un corriere (reale, in questo caso) a pagamento con dei documenti (finti). Ovviamente se avesse pagato anche il corriere non avrebbe mai più rivisto quei soldi. Per fortuna tutto si è interrotto all’invio ingenuo della scansione della carta di identità. Un errore al quale si pone rimedio con la denuncia di scomparsa e un nuovo documento. E, magari, anche una segnalazione alla Polizia Postale.

La speranza è che la brutta avventura di chi ha scelto di raccontarsi a noi possa servire per evitare altri inganni.

Pietro Zampedroni

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