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Politica | 09 gennaio 2019, 10:19

Ventimiglia: il Comune mette alle strette Rivieracqua e chiede indietro i soldi delle quote societarie

L'Ente frontaliero non rientra nei soci e non è mai stato convocato alle assemblee. Proprio per questo chiede indietro 36.997 euro ma il messaggio è chiaro, verso una situazione difficile della società.

Ventimiglia: il Comune mette alle strette Rivieracqua e chiede indietro i soldi delle quote societarie

Il Comune di Ventimiglia mette alle strette Rivieracqua, la società che dovrebbe gestire in futuro del prezioso liquido nell’estremo ponente ligure. E lo fa chiedendo indietro la somma di 36.997 euro, versati l’8 maggio del 2017 per la partecipazione al capitale sociale.

“Noi non siamo mai stati soci di ‘Rivieracqua’ – tuona l’Amministrazione, come abbiamo potuto verificare dalla copia del libro dei soci aggiornato alla data del 25 ottobre. In più non siamo stati convocati all’assemblea ordinaria del 18 dicembre scorso. Dopo aver visionato il parere della Corte dei Conti regionale, secondo il quale il mancato adempimento dell’iscrizione del Comune di Ventimiglia nel libro dei soci ricade esclusivamente nella negligenza di Rivieracqua, chiediamo la restituzione della quota versata”.

Chiare le parole dell’Amministrazione comunale che, in questo momento di assoluta incertezza, attende di capire gli sviluppi futuri dell’azienda che, ricordiamo, dovrà presentare in tribunale il concordato entro il 5 febbraio. Anche il Sindaco, Enrico Ioculano, è stato molto chiaro: “Abbiamo regolarmente versato la somma per l’ingresso in società e questo non è mai avvenuto. Non siamo mai stati invitati alle assemblee e, nel frattempo, sta succedendo quello che tutti vediamo. A questo punto chiediamo indietro i nostri soldi e rimaniamo alla finestra”.

Un chiaro segnale, sul piano amministrativo ed anche politico, quello del Comune di Ventimiglia: “Non si può andare avanti così – termina Ioculano - perché la nostra città non può essere ‘cornuta e mazziata’. Non otteniamo i benefici della nuova società e dobbiamo rimetterci? Così non va e ci riaggiorniamo a quando le cose cambieranno”.

Carlo Alessi

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