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Cronaca | 10 gennaio 2019, 18:15

Con un'inchiesta di Panorama si torna a parlare del caso di don 'Lu', condannato per violenza sessuale a una giovane chierichetta, ma assolto dalla Chiesa

Sarebbero emerse, delle testimonianze rese da una suora e da Mons. Brancaleoni trascurate dai giudici di primo grado, ma che svelerebbero ulteriori dettagli sulla vicenda

Con un'inchiesta di Panorama si torna a parlare del caso di don 'Lu', condannato per violenza sessuale a una giovane chierichetta, ma assolto dalla Chiesa

Si torna a parlare del caso di Luciano Massaferro, Don Lu per i suoi fedeli, e lo si fa attraverso un’inchiesta curata da “Panorama” e pubblicata anche on line lo scorso 7 gennaio 2019.

Sarebbero emerse, delle testimonianze rese da una suora e da Mons. Brancaleoni trascurate dai giudici di primo grado, ma che svelerebbero ulteriori dettagli sulla vicenda. Panorama ha ricostruito i fatti risalenti all’estate 2009 attraverso gli atti giudiziari e le notizie emerse in quel periodo. Don Lu è stato accusato - e poi condannato nei 3 gradi di giudizio e rinchiuso prima in carcere a Sanremo e Spezia e poi nel convento di Diano Castello - per il reato di violenza sessuale su una chierichetta di 11 anni per poi essere, però, riabilitato, almeno per la Chiesa, dalla sentenza emessa nell’ambito del processo canonico.

Il focus sul quale si punta nell’inchiesta giornalistica è, da un lato quello delle testimonianze inedite emerse e dalle quali sembrerebbe che dubbi su Don Luciano fossero stati rappresentati anche da altre persone. Una suora, in particolare, avrebbe riferito di aver notato il parroco in atteggiamento sospetto e in posizioni anomale con un bambino. In secondo luogo il giornalista di Panorama ha voluto evidenziare un ulteriore aspetto, quello legato ai blasonati nomi dei difensori di Don Lu assistito da Mauro Ronco presidente dell’ordine degli avvocati di Torino prima e per il ricorso in Cassazione da Franco Coppi.

“Difficile che i due legali abbiano lavorato pro bono. Improbabile che le loro parcelle siano state saldate da un umile pastore. Così gli indizi condurrebbero alla diocesi di Albenga o, comunque, a un’istituzione religiosa” si legge nell’articolo.

Proprio questo avrebbe portato, altresì l’avvocato della bambina che avrebbe subito le violenze sessuali da Don Lu, Vannucci a chiedere un risarcimento prima al vescovo Oliveri (Vescovo all’epoca dei fatti) e poi al Vescovo Borghetti, subentrato a Olivieri per volere di Papa Francesco per mettere ordine in quella che è stata definita una delle Diocesi più discusse per questioni legate a pedofilia, omosessualità, e ruberie.

Mara Cacace

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