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Politica | 29 gennaio 2019, 18:26

Lavoro: a rischio 40 dipendenti della Colussi di Fossano, ci sono anche alcuni lavoratori ex Agnesi di Imperia

A rischio ci sarebbero ora 40 persone operanti nello stabilimento di Fossano, a fronte di un esubero occupazionale di 117 persone su un totale di 180 lavoratori.

Lavoro: a rischio 40 dipendenti della Colussi di Fossano, ci sono anche alcuni lavoratori ex Agnesi di Imperia

Da fine giugno 2019 le due linee di produzione di fette biscottate dello stabilimento fossanese della Colussi verranno spostate in quello di Petrignano, a Perugia, confermando i licenziamenti collettivi già annunciati da vertici dell’azienda.

Un'altra tegola per i dipendenti dell'azienda cuneese, al cui interno vi sono anche alcuni lavoratori provenienti dall'ex Agnesi di Imperia. A rischio ci sarebbero ora 40 persone operanti nello stabilimento di Fossano, a fronte di un esubero occupazionale di 117 persone su un totale di 180 lavoratori. Quali iniziative la Regione Piemonte intende avviare per tutelare i lavoratori? Questa l’interrogazione a risposta immediata che il consigliere del M5S, Giorgio Bertola, ha rivolto oggi in aula, nell’ambito dei question time, all’assessora al Lavoro Gianna Pentenero.

Nei primi mesi del 2019 - ha sottolineato il consigliere Bertola - era in programma un nuovo incontro di confronto con l’azienda ma al momento non risulta essere stata fissata alcuna data. E intanto tra lavoratori coinvolti c’è grande apprensione dal momento che non ricevono alcun aggiornamento da quasi due mesi”.

Per evitare i licenziamenti, lo scorso giugno, azienda e sindacati trovarono un accordo attraverso l’applicazione di un contratto di solidarietà per un anno (che scadrà il 30 giugno 2019) e la possibilità di procedere a 40 uscite volontarie (secondo la non opposizione al licenziamento) entro il 31 gennaio 2019.

Oggi - specifica invece la Pentenero- ci risulta abbiano lasciato l’azienda 10 lavoratori. L’assessorato da mesi sta monitorando la vicenda tenendo contatti costanti con le parti interessate anche se al momento i sindacati non hanno manifestato l’esigenza di un intervento da parte della Regione che tuttavia si rende disponibile, qualora ce ne fosse la necessità, a convocare le parti e a mettere in campo ogni utile strumento che possa essere di supporto alla salvaguardia dei livelli occupazionali”.

Nicolò Bertola

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