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Cronaca | 11 febbraio 2019, 12:02

Reggio Calabria: rinviato a lunedì prossimo l'ascolto dei pentiti Lombardo e Virgiglio ammessi al processo 'Breakfast' (Foto)

Si tratta del procedimento che vede alla sbarra l’ex ministro dell’ Interno e dello Sviluppo economico Claudio Scajola insieme a Martino Politi, Mariagrazia Fiordelisi e a Chiara Rizzo ex moglie di Amadeo Matacena, attualmente latitante a Dubai dopo aver rimediato una condanna definitiva a tre anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Claudio Scajola questa mattina all'arrivo in tribunale

Claudio Scajola questa mattina all'arrivo in tribunale

E’ stata rinviata a lunedì prossimo, per un problema personale del Pm, l’udienza prevista oggi al al processo 'Breakfast', in corso di svolgimento a Reggio Calabria, che vede alla sbarra l’ex ministro dell’ Interno e dello Sviluppo economico Claudio Scajola insieme a Martino Politi, Mariagrazia Fiordelisi e a Chiara Rizzo ex moglie di Amadeo Matacena, attualmente latitante a Dubai dopo aver rimediato una condanna definitiva a tre anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il Sindaco di Imperia, Claudio Scajola, era presente per seguire l'udienza, sospesa e poi rinviata per il problema personale del Pm. Quest’oggi dovevano essere sentiti i pentiti Giuseppe Lombardo (omonimo del Pm ma non parente) e Cosimo Virgiglio. Nell’ultima udienza del 28 gennaio scorso, infatti, il tribunale reggino presieduto da Natina Pratticò ha ammesso una serie di testimoni accogliendo principalmente quanto richiesto nell’udienza celebrata lo scorso 14 dicembre, dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo. Oggi l’accusa era rappresentata dal Pm antimafia Sara Amerio, in sostituzione del Procuratore Aggiunto, Lombardo.

In particolare il collegio ha dato l’ok all’audizione dei tre collaboratori di giustizia Cosimo Virgiglio, Giuseppe Lombardo e Pasquale Nucera. Quest’ultimo è stato un esponente di spicco della cosca Iamonte attiva a Melito Porto Salvo, comune dell’area grecanica della provincia reggina, mentre Lombardo è ritenuto dalla Dda dello Stretto uno dei killer più spietati della ‘ndrangheta prima di scegliere di collaborare con la giustizia.

Cosimo Virgilio infine, è stato un un imprenditore legato alla cosca Molè di Gioia Tauro ma, anche un soggetto inserito in contesti masso-mafiosi. Virgiglio aveva tirato in ballo in questi contesti, l’ex ministro Scajola. Negli atti dell’indagine il collaboratore aveva affermato che “la ‘ndrangheta tramite Scajola voleva arrivare a Impregilo (l’azienda impegnata nella realizzazione di dighe e impianti idroelettrici, opere idrauliche, ferrovie e metropolitane, aeroporti e autostrade, e anche nel famoso progetto del 'ponte sullo Stretto').

La richiesta di testimonianza era già stata formulata dall’accusa nei mesi scorsi e il Tribunale, a differenza del 28 gennaio, non aveva ammesso l’audizione di Virgilio. Adesso quindi il processo si arricchisce di questi nuovi tre testi ritenuti importanti per dimostrare l’aggravante mafiosa nella contestazione mossa agli imputati che sono accusati di aver messo in piedi il tentativo di latitanza di Matacena da Dubai al Libano.

Un tentativo che non si concretizzerà, ma che è bastato all’Antimafia a muovere pesanti accuse nei confronti di Scajola e degli altri soggetti alla sbarra. Il 'pentito' Virgiglio poi, è ritenuto un 'teste chiave' dal procuratore aggiunto in riferimento all’altra aggravante contestata a Rizzo e Scajola ossia quella aver agevolato un’associazione segreta collegata alla ‘ndrangheta da un ‘rapporto di interrelazione biunivoca, destinata ad estendere le potenzialità operative del sodalizio mafioso in campo nazionale ed internazionale’. Il tutto con lo scopo di sostenere ‘la perdurante latitanza del Matacena, già condannato in via definitiva quale concorrente esterno della ‘ndrangheta reggina, per il rilevantissimo ruolo politico ed imprenditoriale svolto a favore della predetta nell’ambito di una più vasta operazione avente ad oggetto anche la programmata ed in parte eseguita latitanza all’esterno di Marcello Dell’Utri’.

Intanto il Tribunale ha concesso a Chiara Rizzo di essere giudicata con il rito abbreviato, così come richiesto dal difensore Candido Bonaventura, ma solo per quanto concerne la nuova contestazione dell'aggravante di aver favorito l'associazione segreta. I giudici infine, hanno ammesso la deposizione dell’ex ambasciatore Giorgio Starace, così come di altri testimoni invocati dalle difese, e del sostituto commissario Giuseppe Gandolfo che ha partecipato all’inchiesta denominata 'Stato parallelo'. Un’inchiesta quest’ultima che, per la Dda guidata da Giovanni Bombardieri, ha fatto luce sull’esistenza proprio di questa associazione segreta.

Carlo Alessi

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