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Cronaca | 15 febbraio 2019, 12:49

"Non sono un medico legale, compilavo i certificati perché costretto", la difesa di Giuseppe Garo a processo per le 'autopsie fantasma'

È il contenuto della memoria presentata questa mattina da Andrea Rovere, avvocato di Giuseppe Garo, l’otorinolaringoiatra in servizio presso la struttura complessa di medicina legale a processo per il caso delle cosiddette autopsie fantasma che si è aperto questa mattina

"Non sono un medico legale, compilavo i certificati perché costretto", la difesa di Giuseppe Garo a processo per le 'autopsie fantasma'

Non sono un medico legale, i certificati necroscopici li ho compilati per imposizione e sotto minaccia di sanzioni disciplinari e del trasferimento da parte dell’allora dirigente della struttura complessa di medicina legale Simona Del Vecchio”. È il contenuto della memoria presentata questa mattina da Andrea Rovere, avvocato di Giuseppe Garo, l’otorinolaringoiatra in servizio presso la struttura complessa di medicina legale a processo per il caso delle cosiddette autopsie fantasma che si è aperto questa mattina.

Garo ha anche reso dichiarazioni spontanee davanti al giudice Marta Maria Bossi e al Pubblico Ministero Enrico Cinnella Della Porta, attraverso le quali ha ribadito la propria posizione, leggendo in aula la memoria presentata dal suo avvocato.

La linea difensiva insomma non è quella di confutare i 72 certificati ‘falsi’ presentati dall’accusa, ma di convincere il giudice che tutti, e non solo i 72 i certificati necroscopici compilati da Garo fossero nulli in quanto quest’ultimo da otorinolaringoiatra non avrebbe avuto i titoli per compilarli. Si tratterebbe di un totale di 380 certificati.

Come ho avuto modo di riferire all’autorità giudiziaria – si legge in un passaggio della memoria - sono stato illegittimamente assegnato a svolgere le mansioni di medico necroscopico dalla dirigente della Struttura Complessa a partire dal novembre 2014 ed ho svolto illegittimamente tale mansione (per la quale non avevo competenza specialistica, competenza funzionale e nomina a medico necroscopico da parte del Direttore Sanitario dell’ASL1) fino alla notifica degli avvisi di garanzia avvenuta il 12/06/2015; ciò ho fatto per imposizione della dirigente e sotto minaccia di sanzioni disciplinari e del trasferimento , approfittandosi altresì delle mie precarie condizioni di salute, come avrò modo di provare nel corso del dibattimento e come già riconosciuto dal G.i.p. in sede cautelare rigettando la richiesta della misura della sospensione dal servizio”.

Garo ha allegato anche copia del certificato dell’Ordine dei Medici che attesta la sua qualifica di medico otorinolaringoiatra, audiologo e foniatra.

Il processo è stato rinviato al prossimo 24 maggio. Sempre il legale di Garo ha rinunciato all’audizione di parte dei teste, questo per snellire il fascicolo che vedeva in principio circa 150 testimoni. Una scelta inusuale della difesa, dovuta proprio alla convinzione di poter dimostrare l’estraneità ai fatti del proprio cliente. Il processo si annuncia comunque lungo con date delle udienze fissate fino a settembre. Sempre secondo le difese ci sarebbe anche la concreta possibilità di dover procedere alla riesumazione di centinaia di salme.

A processo, oltre a Garo che oggi è stato riabilitato dopo una sospensione senza stipendio per sei mesi, i medici legali Jean Claude Orengo, Sandra Maria Motrini Gherardi e Alessandro Zacheo, tutti, come l’otorino accusati di falso in atto pubblico. Accusati concorso in falso Francesco Esposito, Leonardo Rosato e Liliana Allaria, titolare di un’agenzia funebre. Esposito e Rosato sono invece addetti alla camera mortuaria. Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Erminio Annoni, Alessandro Mager e Andrea Artioli.

L’ex dirigente della struttura complessa Simona Del Vecchio è stata giudicata e condannata a sei anni e mezzo in un procedimento a parte. Il suo avvocato Marco Bosio, ribadendo di aver presentato ricorso in appello ha respinto le accuse avanzate da Garo alla propria cliente: “Sono accuse infondate e pretestuose, le condotte di ognuno sono libere. La dottoressa Del Vecchio ha negato l’esistenza dei certificati falsi, c’è un processo in appello e aspettiamo l’esito. Credo sia sterile pensare di cavarsela accusando un’altra persona, Garo è l’unico medico della medicina legale a dire queste cose, nessuno degli altri medici, neppure il dottor Traditi ha accusato la dottoressa Del Vecchio”.

Francesco Li Noce

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