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Politica | 15 febbraio 2019, 12:34

Imperia: una mozione antiaborto nel prossimo Consiglio Comunale, a presentarla il membro della maggioranza Baldassarre "Diventiamo città della vita"

Sarà discussa nelle pratiche di venerdì 22 febbraio

Imperia: una mozione antiaborto nel prossimo Consiglio Comunale, a presentarla il membro della maggioranza Baldassarre "Diventiamo città della vita"

Tra i punti all'ordine del giorno nel prossimo Consiglio Comunale, di venerdì 22 febbraio, vi sarà anche una mozione antiaborto.

A presentarla il consigliere di maggioranza Orlando Baldassarre che, nel testo redatto, invita a proclamare Imperia "città della vita".

Questo il testo completo della mozione denominata: Iniziative per la prevenzione e il sostegno alla maternità nel quarantesimo anniversario della legge 194.

Premesso che:
la legge 194 ribadisce fra l’altro:
estratto dell’articolo
• Lo Stato… riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio
• L’interruzione volontaria della gravidanza. di cui alla presente legge. non mezzo per il controllo delle nascite
• Lo Stato. le regioni e gli enti locali—promuovono…iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite estratto dell’articolo 2
• / consultori familiari…assistono la donna in stato di gravidanza.. contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza
• i consultori…possono avvalersi.. della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato (Consultorio Pro Famiglia – Centro per la famiglia e la vita – CAV ) estratto dell’articolo 5
• il consultorio e la struttura socio-sanitaria hanno il compito. in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivato dall’incidenza delle condizioni economiche, di esaminare con la donna le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero all’interruzione della gravidanza

Considerato che ormai sono passati 40 anni dalla pubblicazione della legge 194 sulla Gazzetta Ufficiale. riteniamo di dover approfondire gli effetti sociali e culturali, prodotti da questa legge, e rilevare alcuni punti di mancata applicazione:

• le legge 194 si proponeva di legalizzare l’aborto in alcuni casi particolari (violenza carnale, incesto, gravi malformazioni del nascituro, ecc.) e di contrastare l’aborto clandestino, mentre ha contribuito ad aumentare il ricorso all’aborto clandestino quale strumento contraccettivo e non ha affatto debellato l’aborto clandestino

• l’articolo I della legge 194 è stato in gran parte disatteso, e anche l’opera dei volontari (art. 2). che vorrebbero informare la donna sulle possibili alternative all’aborto (adozione in anonimato, aiuti economici, assistenza psicologica, ricerca di un lavoro, ecc.) viene spesso ostacolata (omessa casualmente?), mentre è noto che talvolta basta un piccolo aiuto economico o la possibilità di un lavoro, per restituire alla donna in difficoltà la serenità necessaria per accogliere il suo bambino. Occorre sapere che la donna non è sola!

• La legge 194 voleva impedire il ricorso all’aborto dopo i primi 90 giorni, tranne che nel caso di “serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna” (art.4), ma questo limite è stato ampiamente scavalcato, come dimostra l’analisi delle relazioni annuali del Ministero della Salute, dalle quali risulta che nel periodo 1990-2010, gli aborti oltre la 12° settimana sono cresciuti del 172% e costituiscono il 278% di tutti gli aborti

• gli aborti legali effettuati dal 1978 ad oggi sono circa 6 milioni, senza contare le morti prodotte dalla pillola abortiva e dall’eliminazione degli embrioni umani “eliminati” nelle pratiche della procreazione medicalmente assistita

• le statistiche annuali degli aborti mostrano un leggero calo negli anni, ma non tengono delle varie pillole abortive: manca all’appello una popolazione di 6 milioni di bambini, che avrebbero impedito il sorgere dell’attuale crisi demografica

• un dato preoccupante è la crescita del numero di ai, tra le minorenni dal 1992 al 2010: quello delle ragazze fino a 18 anni è cresciuto del 45.2%, quello delle ragazze fino a 15 anni è cresciuto addirittura del 112. 2%
• non vengono in nessun modo pubblicizzati dati scientifici, relativi alle conseguenze sulla salute fisica e psichica della donna dovute all’aborto chirurgico e farmacologico, la cosiddetta “sindrome post-aborto”
• la diagnosi prenatale può portare la donna ad abortire per vere o presunte malformazioni del feto: in realtà, come dimostrano le cure prenatali praticate da alcuni centri ospedalieri dì eccellenza, molte malfunzioni possono essere curate; è importante quindi informare le donne con maternità difficile di questa possibilità
• l’obiezione di coscienza all’aborto in Italia è molto alta (circa il 70%), a prescindere dalla visione antropologica degli operatori e a conferma dei conflitti di coscienza che pone la soppressione di una vita. L’obiezione di coscienza è garantita dall’art. 9 della legge 194 e non ostacola in nessun modo l’accesso all’aborto; ciò nonostante è spesso oggetto di pressioni da pare di gruppi ideologizzati
• con la diffusione della pillola abortiva RU486 sono cresciuti gli aborti e si diffonde la “cultura dello scarto” abbandonando la donna proprio quando avrebbe maggior bisogno di aiuto
• l’informazione alle donne, che chiedono l’interruzione volontaria dì gravidanza, sulle possibili alternative all’aborto è migliorabile

L’obiettivo è:
• realizzare una sinergia per avere una rete di servizi sociali e consultori che funzioni davvero e che non lasci la donna da sola, ma faccia il possibile per rende effettivamente la donna libera dì scegliere con cognizione
• salvare ogni vita presente e futura, nei limiti e nel rispetto della legge vigente (che riconosce il diritto di abortire)
• potenziare se possibile i consultori pubblici perché ciò avvenga come approvato con la mozione “Pro Vita” in Regione.

Ritenuto che il Comune di Imperia debba adoperarsi per la diffusione di una cultura di accoglienza alla vita.

Il Consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta

• a inserire nel prossimo assestamento di bilancio un sostegno economico, culturale, ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Imperia, ad esempio il progetto “Adotta una mamma”, il Centro dì aiuto alla vita di Imperia e Pro Familia

• a proclamare ufficialmente Imperia “Città della vita”

Redazione

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