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Politica | 21 marzo 2019, 19:25

Elezioni comunali a Sanremo: la "Lega Ligure" sostiene il candidato Sindaco Alessandro Condò

"Oggi i promotori della lista che sostiene il candidato a Sindaco Condò rivolgono un appello a tutti i cittadini italiani, siano essi residenti a Sanremo, in altre località della Liguria, in altre Regioni d’Italia o all’estero, affinché aderiscano alla loro lista, candidandosi a Consiglieri Comunali di Sanremo"

Elezioni comunali a Sanremo: la "Lega Ligure" sostiene il candidato Sindaco Alessandro Condò

"I cittadini di Sanremo, che presto saranno chiamati a votare per eleggere la loro nuova Amministrazione Comunale, troveranno sulla scheda elettorale due liste contrapposte, pur essendo entrambe risalenti alla matrice, alla storia ed all’esperienza dell’ex Lega Nord". A scriverlo è Marco Sicardi, presidente della Lega Ligure.

"Non possiamo purtroppo dire tuttavia - continua - che ambedue le formazioni, l’una schierata a sostegno del candidato a Sindaco Tommasini, e l’altra in favore del suo rivale Condò, coincidano nei propri obiettivi.

E’ precisamente questa la ragione per cui, tanto nella Città dei Fiori quanto in numerose altre località – come avvenuto nei giorni scorsi in vari centri del Veneto – questo Partito si è scisso.

Ora saranno gli elettori a decidere quale delle due contrapposte linee politiche ritengano più confacente alle loro aspirazioni ed ai loro ideali.

La Lega era nata con l’obiettivo dichiarato di accrescere l’autonomia delle Regioni dell’Italia Settentrionale, di trasformare il nostro Stato, costituito in forma unitaria, in una Repubblica federale o confederale, come anche di mantenere viva la prospettiva dell’esercizio dell’autodeterminazione: un diritto riconosciuto a tutti i popoli del mondo dalla Carta delle Nazioni Unite e conquistato via via – a partire dall’inizio della Prima Guerra Mondiale – da un numero sempre maggiore di Nazioni.

Il Segretario Salvini ha trasformato la Lega da Partito espressione del Settentrione in una forza politica di carattere nazionale.

Questa scelta risultava in sé condivisibile: l’Unità nazionale dell’Italia si era infatti realizzata a suo tempo coartando la volontà dei diversi popoli che la compongono e distruggendo gli Antichi Stati Regionali, senza tenere conto della possibilità di mantenerli in vita, sia pure con un nuovo assetto democratico, in considerazione della funzione storica da essi esercitata a suo tempo nel fondere le rispettive popolazioni e nell’omologare i loro territori.

Si trattava in sostanza di sostituire al progetto di Giuseppe Mazzini quello di Carlo Cattaneo, di inserire una nuova Italia federale in una nuova Europa federale.

Le rivendicazioni autonomistiche dei Meridionali, assoggettati ingiustamente alla condizione di colonia interna dello Stato unitario, non erano certamente incompatibili – bensì convergenti – con quelle espresse dai Settentrionali.

Il Segretario Salvini, nel forgiare la Lega come suo seguito personale – al punto di inserire il proprio stesso nome nella sua sigla ufficiale (neanche Mussolini, al colmo del suo delirio di dittatore, era giunto a tanto con il “Partito Nazionale Fascista”) - ha rovesciato decenni di elaborazione teorica e di battaglie condotte sul territorio come nelle Assemblee elettive, per proporre viceversa agli Italiani un modello centralistico ed autoritario del tutto obsoleto.

Il progetto concepito dal “Capitano” - un termine non a caso sinonimo di “Duce” - risulta del tutto anacronistico, in quanto riproduce la peggiore degenerazione conosciuta prima dallo Stato sabaudo, e poi – con una ulteriore degenerazione – dallo Stato fascista, entrambi tendenti ad un centralismo irrispettoso delle differenze, delle identità e delle aspirazioni all’autonomia delle nostre popolazioni.

Se il dopoguerra era stato caratterizzato da un rifiorire delle Autonomie locali, la prima Lega si poneva nel solco tracciato dalla Repubblica in quanto erede delle tradizioni democratiche italiane, dell’antifascismo e della Resistenza: questo Partito si proponeva infatti di estendere e rafforzare tali autonomie.

La Lega di Salvini si muove invece nella direzione opposta, con la dichiarata intenzione di coartarle.

Ecco per quale ragione un gruppo di Leghisti “storici” di Sanremo ha deciso di scendere in campo, schierandosi contro le pretese del Segretario, trovando la solidarietà di alcuni democratici non appartenenti alla loro stessa tradizione, ma ugualmente fedeli allo spirito ed al programma federalista di Cattaneo, proiettato nella dimensione europea da Altiero Spinalli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi, con il “Manifesto di Ventotene”, proprio anche dei rappresentati delle minoranze linguistiche che durante la Resistenza redassero il “Manifesto di Chivasso”.

Oggi i promotori della lista che sostiene il candidato a Sindaco Condò rivolgono un appello a tutti i cittadini italiani, siano essi residenti a Sanremo, in altre località della Liguria, in altre Regioni d’Italia o all’estero, affinché aderiscano alla loro lista, candidandosi a Consiglieri Comunali di Sanremo.

Questa chiamata ad esprimere una testimonianza e ad assumere una responsabilità risulta tanto più significativa e importante nel momento in cui Salvini manifesta la sua intenzione – o meglio il suo tentativo – di trasformare lo Stato italiano nell’ennesima “democratura”, mostrando di ignorare le prerogative proprie del Potere Giudiziario, e mentre i suoi seguaci minacciano impunemente chiunque si opponga ai disegni autoritari del “Capitano”.

Il clima che si vive in Italia ricorda sinistramente gli Anni Venti, quelli dell’avvento del regime fascista.

Scrisse nella sua ultima lettera un condannato a morte della Resistenza italiana: “Non dite di non volerne più sapere; ricordatevi che tutto è cominciato perché non ne volevate più sapere”.

Oggi chiamiamo a schierarsi a nostro fianco tutti i concittadini che rifiutano di “non volerne più sapere”.

Questo appello vale per tutti, ma in particolare per chi vive nelle Regioni in cui – per la loro collocazione geografica o per la loro particolarità culturale – è più forte l’ispirazione autonomistica, e risulterebbe dunque più grave una menomazione dei suoi risultati storici.

La battaglia in corso a Sanremo riguarda anche voi: non lasciateci soli, venite ad aiutarci.

Poco tempo è trascorso da quando le rappresentanze della zona frontaliera, posta a cavallo del confine delle Alpi Marittime, hanno manifestato insieme a Nizza, sulla piazza dedicata ab Giuseppe Garibaldi, accomunate dalla preoccupazione per l’ostilità manifestata dal nostro Governo verso tutte le esperienze volte ad attenuare le differenze tra l’uno e l’altro versante, quello italiano e quello francese.

Mussolini, al culmine del suo delirio, inneggiò ai “cannoni a Ventimiglia”: quei cannoni non erano destinati a sparare contro la Francia, ma contro di noi, contro le nostre aspirazioni alla concordia tra popoli profondamente affini.

Questa concordia trova la sua migliore tutela giuridica e politica nella autonomia: tanto Mussolini quanto Salvini, non a caso, hanno preteso di coartarla.

Noi ci proponiamo di difenderla".

C.S.

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