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Politica | 19 aprile 2019, 14:26

Alisa e Regione Liguria contro le fughe dei pazienti fuori regione: trend invertito ma continua l'impegno

Sono stati confermati, anche per il 2019, programmi di incremento di produzione ospedaliera, attraverso azioni di coinvolgimento delle Strutture private accreditate contrattualizzate, in ambito cardiochirurgico di chirurgia diurna ortopedica e proctologica, di recupero e riabilitazione funzionale motoria.

Alisa e Regione Liguria contro le fughe dei pazienti fuori regione: trend invertito ma continua l'impegno

Regione Liguria mette in atto un’azione aggiuntiva per combattere e ridurre la mobilità passiva e le criticità sulle liste di attesa: sarà di 3.000.000 di euro l’impegno finanziario ulteriore per contrastare la fuga di pazienti fuori Regione verso le regioni confinanti a maggiore attrattiva come Piemonte, Lombardia e Toscana.

Sono stati confermati, anche per il 2019, programmi di incremento di produzione ospedaliera, attraverso azioni di coinvolgimento delle Strutture private accreditate contrattualizzate, in ambito cardiochirurgico di chirurgia diurna ortopedica e proctologica, di recupero e riabilitazione funzionale motoria.

Tra le azioni previste si prevedono inoltre: l’implementazione e il potenziamento dell’offerta di prestazioni specialistiche ambulatoriali di radiodiagnostica, in particolare TAC, risonanza magnetica, ecografie e prestazioni chirurgiche ambulatoriali ortopediche e oculistiche.

A.Li.Sa., con Delibera 126 del 17 aprile scorso, pubblicherà nei prossimi giorni una procedura pubblica di manifestazione di interesse, rivolta alle strutture private accreditate liguri, nella quale saranno dettagliate le prestazioni richieste, rapportate ai fabbisogni degli assistiti residenti presso le Asl maggiormente soggette a fenomeni di mobilità passiva, tenendo conto delle liste di attesa per quelle prestazioni e nei limiti della spesa complessiva stabilita.

«Le risorse che Regione Liguria, insieme ad A.Li.Sa., mette a disposizione per abbattere le liste di attesa e la mobilità passiva, sono il frutto di un rigoroso  lavoro di riduzione del disavanzo – sottolinea Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità. Le misure messe in atto sono state rese possibili dal percorso di riforma della sanità ligure che si basa sull’efficientamento. La mobilità passiva è un fenomeno da anni sotto la lente di ingrandimento che va affrontato in modo mirato anche sotto il profilo dell’appropriatezza delle prestazioni, sia nell’interesse del sistema sanitario sia a tutela dei pazienti. Grazie anche al lavoro dei DIAR, i dipartimenti interaziendali, – conclude Sonia Viale - l’obiettivo dell’abbattimento delle liste d’attesa verrà progressivamente raggiunto».

La lenta ma costante inversione di tendenza delle fughe sanitarie aldilà dei confini regionali registrata negli ultimi due anni è un fenomeno consolidato, con risultati soddisfacenti rilevati nel biennio 2016-2017 per quanto riguarda le malattie dell’apparato neurologico (-6,8%), quelle dell’apparato cardiovascolare (-6%, con un calo del 16,5% in relazione ai bypass coronarici), le malattie e i disturbi della pelle, del tessuto sottocutaneo e della mammella (-26%).

Il trend negativo che ha caratterizzato la mobilità passiva di Regione Liguria fino al 2016 ha subito una battuta di arresto: gli effetti positivi dei programmi di incremento delle attività in ambito ospedaliero e ambulatoriale avranno ripercussioni in maniera più marcata attraverso l’applicazione delle misure di controllo e di governance previste dalle leggi di riforma approvate in ambito sanitario.

C.S.

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