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Cronaca | 20 maggio 2019, 15:10

Reggio Calabria: Cedro smentisce le affermazioni di Virgiglio su Scajola che oggi ha rilasciato dichiarazioni spontanee (Foto e Video)

L'ex Assessore sanremese Giuseppe Riotto, oggi in aula per testimoniare, smentisce di essere a conoscenza di rapporti tra Luppino e Scajola.

Reggio Calabria: Cedro smentisce le affermazioni di Virgiglio su Scajola che oggi ha rilasciato dichiarazioni spontanee (Foto e Video)

“Scajola?, l’ho incontrato solo due volte e sempre per appuntamenti politici”. Carmine Cedro, imprenditore attivo nella realizzazione di biliardi, nel rispondere alle domande del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, ha negato qualsiasi tipo di conoscenza approfondita con l’ex Ministro e attuale Sindaco di Imperia.

Chiamato a testimoniare nel processo ‘Breakfast’, che vede accusato Scajola (insieme a Chiara Rizzo, Martino Politi e Mariagrazia Fiordalisi) di aver avuto un ruolo nella latitanza dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, Cedro ha sostanzialmente smentito quanto riferito, nei mesi scorsi, dal collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio. Il ‘pentito’ disse infatti, che “Cedro, per conto della cosca mafiosa dei Molè dei Gioia Tauro erano intervenuti con l’Impregilo”. Lo scopo sarebbe stato quello di ‘accaparrarsi’ i lavori di un tratto dell’allora A3 Salerno-Reggio Calabria. Per farlo la ‘ndrina si sarebbe rivolta a Giacomo Maria Ugolini, ambasciatore di San Marino e massone, il quale a sua volta avrebbe ‘agganciato’ Scajola. Con precisione Virgiglio riferì che Ugolini disse a Cedro: “Va bene ti mando dall’allora ministro delle Attività Produttive che era Scajola”. Particolari tutti smentiti dal testimone il quale ha dichiarato che “Virgiglio lo ha visto una volta sola a casa di Ugolini e con quest’ultimo era entrato in contatto per via di un campionato mondiale di biliardo che si era svolto a Roma a villa Vecchia”.

Cedro inoltre, ha detto di “Non sapere se Virgiglio fosse in contatto o meno con ambienti criminali e di non sapere neanche se Ugolini fosse al vertice di una struttura masso-mafiosa”. Ed è proprio per indagare su quest’ultima circostanza che il procuratore Lombardo ha ritenuto necessario il suo esame. A Scajola l’accusa contesta infatti, l’aggravante non solo di aver agevolato la criminalità organizzata, ma anche “Una associazione segreta collegata alla ‘ndrangheta da un rapporto di interrelazione biunivoca, destinata ad estendere le potenzialità operative del sodalizio mafioso in campo nazionale ed internazionale”. Da teste di accusa, Cedro però è risultato essere un teste a discarico per l’ex ministro. Due sarebbero state le occasioni in cui i due si sarebbero conosciuti.

“L’ho incontrato a Reggio Calabria, all’hotel ‘Excelsior’, per un appuntamento politico, e poi a Taurianova (piccolo comune della Piana di Gioia Tauro ndr) in occasione della presentazione di alcuni candidati di centro-destra e successivamente l’ho accompagnato da un mio lontano cugino ossia l’avvocato Giuseppe Luppino. I due hanno parlato per pochi minuti sempre di questioni politiche poiché Luppino era candidato per l’Udc. Non sono mai stato né nell’ufficio di Scajola né tantomeno a casa sua”. Quest’ultima risposta è arrivata dopo la contestazione, da parte dell’accusa, delle dichiarazioni del collaboratore Virgiglio il quale aveva riferito che, in un’occasione Cedro gli riferì che “Stava andando ad Imperia a casa sua e che comunque lo incontrò varie volte”.

Subito dopo la testimonianza di Carmine Cedro è stato Scajola a chiedere di poter rendere dichiarazioni spontanee affermando che, neanche in queste due occasioni politiche, ha conosciuto Cedro. “Cerco di aiutare - ha esordito l’ex Ministro – e l’obiettivo comune a tutti, ma soprattutto a me, è di fare giustizia. Tre chiarimenti: io non mai conosciuto questo signore, non l’ho mai visto, l’ho visto questa mattina per la prima volta. Mi sono fatto dare una foto di questo Luppino. Ho una buona memoria visiva, sui nomi, ho visto tantissime persone nella mia vita, questo signor Luppino io non l’ho mai visto. Secondo argomento, ci tiene a precisare Scajola, io ho avuto una scorta, anche forte, dal 10 giugno 2001 fino al giorno in cui ho ricevuto l’ordine di arresto firmato dal dottore Lombardo all’alba dell’otto maggio 2014. Quindi, 10 giugno 2001, 8 maggio 2014. Non sono mai stato su un’auto, per motivo di sicurezza, il che oltretutto renderebbe difficile anche sul piano disciplinare il ruolo delle scorte, su una macchina guidata dal signor Cedro. Mai. Ho visto quella foto dove c’è questo signor Cedro molto giovane, e si vede anche nei miei capelli. Ho provato a chiedere questa mattina, perché io non ricordo di essere stato mai a Taurianova e neanche mai a Gioia Tauro. Cercherò di capire quella fotografia, dove è stata presa. Quanto all’Excelsior e a Reggio Calabria, ha continuato il sindaco di Imperio- io ho dormito due volte all’Excelsior in vita mia. Prima di diventare cliente abituale e sostenitore dell’albergo, cioè dal 22 ottobre, perché il processo va avanti dal 22 ottobre 2014. Quindi sono cliente abituale, ma prima di allora ci sono stato due volte, una nel 1997, perché ero venuto la prima volta a Reggio Calabria per presiedere quel congresso di Forza Italia di cui si è parlato tante volte. Il primo congresso di Forza Italia locale, come tutti gli altri fatti in Italia che portavano poi al congresso nazionale nel ’98. Persi l’aereo e mi trovai senza niente. Mi fermai all’Excelsior e partii col volo della mattina dopo. Ho dormito all’Excelsior una seconda volta, arrivando di notte, da Ministro dello Sviluppo Economico, perché facevo a Reggio Calabria, una riunione per i fondi europei di tutte le regioni del Sud. E nella sala dell’assemblea regionale, risulta in tutto ciò che è possibile vedere, facemmo una riunione di tutte le regioni del Sud per un piano del Sud che stavo costruendo. Dormii quella notte prima, arrivando tardissimo con un volo di Stato all’aeroporto di Reggio Calabria. Feci questo convegno fino alle 2 di pomeriggio e poi partii. Non ho dormito altre volte a Reggio Calabria, né ho mai incontrato in quelle due occasioni, per i motivi che ho detto, quindi non c’era neanche il tempo, altre persone. Ho detto tutto, spero sia utile”.

E un altro teste ‘importante’ per la Dda dello Stretto era Giuseppe Riotto. Quest’ultimo è stato impegnato in politica fino al 1994 prima con la Democrazia cristiana e poi ha creato diverse liste civiche, fino al 2004, quando viene eletto, appoggiando l’allora Sindaco Claudio Borea. Nel 2006 viene nominato assessore con delega al Casinò di Sanremo, ma non è per queste vicende amministrativo-politiche che è stato chiamato a deporre bensì per la sua parentela con l’avvocato Luppino. Questo, imparentato con la cosca Piromalli, verrà coinvolto negli anni scorsi nell’inchiesta dell’Antimafia reggina ‘Metauros’ che ha svelato  i presunti condizionamenti nel settore rifiuti della ‘ndrina gioiese. “Sono molto legato a mio cugino - ha dichiarato Riotto con il quale mi vedevo tre-quattro l’anno, ma ci sentivamo ogni giorno, al massimo due giorni. Io rimasi molto deluso dalle amministrative poiché, pur avendo apportato un sostegno elettorale importante, al candidato-sindaco, non fui  mai gratificato. Mio cugino mi consiglio comunque di fare riferimento a Scajola che era il politico più importanti sul territorio e di spicco nazionale, ma poi con Scajola non ebbi alcuna frequentazione o contatto. Ci siamo incontrati poche volte e sempre per motivi politici e mai da soli”. Di una cosa è certo Riotto: “Scajola e Luppino non si conoscevano e non si sono mai incontrati. Ne sono certo”.

Il teste ha inoltre, precisato che il cugino, in un’occasione, partecipò ad un incontro di Scajola, ma vi presenziò dal pubblico quale prova della mancata conoscenza fra i due. A seguito di queste parole, non è mancata la reazione del procuratore Lombardo il quale ha contestato alcune dichiarazioni che Riotto aveva reso durante le indagini. Nel verbale di sommarie informazioni, il teste riferì di “Non essere a conoscenza di eventuali rapporti tra Luppino e Scajola”. Quindi di non sapere se si conoscevano o meno. Oggi invece Riotto ha precisato di sapere con certezza che i due non si conoscevano. Anche con Carmine Cedero, Riotto ha escluso qualsiasi tipo di conoscenza o contatto: “L’ho visto per la prima volta nella mia vita oggi qui mentre aspettavamo di entrare in aula.  Non so chi sia né l’ho mai incontrato”.

Il processo ‘Breakfast’ è stato aggiornato a lunedì prossimo per l’escussione di altri testimoni mentre l’esame di Claudio Scajola, assistito dai legali Elisabetta Busuito e Patrizia Morello, è atteso il 20 giugno.

dal nostro corrispondente Angela Panzera

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