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Al Direttore | 14 giugno 2019, 14:56

Incidenti in montagna: un lettore suggerisce gps e assicurazioni obbligatorie dalle strutture ricettive

Incidenti in montagna: un lettore suggerisce gps e assicurazioni obbligatorie dalle strutture ricettive

Un nostro lettore, Ivan Rozzi, ci ha scritto in relazione ai molti incidenti che si verificano sulle montagne, dove i turisti praticano outdoor e vari sport:

Gli operatori del settore sulla costa e che mandano i turisti  nell'entroterra dovrebbero anche farsene carico. Sarebbe necessario dotare le biciclette  di un dispositivo Gps e per i turisti ‘fai da te’ l'obbligo di un bracciale Gps e dell'assicurazione sulla rifusione spese di recupero e cura. Questo perchè non è più possibile sostenere l'impegno di strutture e volontari a servizio di un divertimento che giornalmente genera incidenti sulle nostre montagne e dove chi le frequenta non è registrato in nessun posto. Se l'incidente fosse più grave, il malcapitato si troverebbe ad attendere ore, quando addirittura giorni per l'intervento di ritrovamento. Spesso dalle rappresentanze interessate dei biker vengono fatte analogie a sproposito, citando ad esempio i cacciatori. Il cacciatore di selezione, quello che in questi giorni (giornate fisse) si può trovare ad esempio sulle nostre alture,  comunica preventivamente all'uscita via sms la zona di territorio su cui eserciterà la caccia, le forze dell’ordine hanno evidenza che egli è in quel giorno in quella zona, l’ambito è immediatamente reperibile per informazioni o segnalazioni o altre azioni necessarie.  obbligatoriamente ha dotazioni di abiti ad alta visibilità , oltre ai doverosi permessi ha l'obbligo di apposita polizza assicurazione per rischi verso terzi e a se stesso, con condizioni inerenti spese di recupero, degenza ecc”. 

“Pertanto sarebbe necessario – prosegue - che le strutture (hotel, B&B ed associazioni dedicate) dispongano di un apposito registro informatico, eventualmente tenuto dal Comune o dalla struttura convenzionata, su cui inserire obbligatoriamente prima di ogni uscita il nome e cognome del biker o camminatore e numero di telefono. Sarà così possibile al segnale di emergenza identificare immediatamente il luogo in cui è presente e il tragitto più breve per il recupero, oltre a poter contattare altri soggetti eventualmente nelle prossimità. Penso non sia più possibile continuare a fregiarsi di risultati su presenze ecc.. senza che si metta a regime un vero sistema di gestione del fenomeno. Troppi che girano nel settore lo fanno soltanto perchè ci si può improvvisare, basta una maglietta scritta, due adesivi e via su per le montagne a portar gente a farsi male. Il territorio, chi lavora, chi volontariamente offre tempo e denaro, nonostante il difficile momento economico e turistico in netta flessione, merita comunque di essere rispettato e di vedere che il proprio impegno non è soltanto rivolto nell'interesse di chi su questo specula”.

Carlo Alessi

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