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Attualità | 21 giugno 2019, 15:04

San Lorenzo al Mare: la parrocchia 'sfratta' il Comune e la cooperativa dai locali della scuola dell'infanzia e dell'asilo nido

Se il Sindaco Paolo Tornatore è fiducioso, almeno per la scuola dell'infanzia, lo è meno il presidente della Jobel Alessandro Giulla: "Senza titolo non possiamo rimanere"

San Lorenzo al Mare: la parrocchia 'sfratta' il Comune e la cooperativa dai locali della scuola dell'infanzia e dell'asilo nido

San Lorenzo al Mare rischia seriamente di dire addio all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia. A lanciare l’allarme è un nostro lettore, che ci ha scritto una lettera per informare che da luglio scadrà il contratto di locazione con il Comune, gestore della scuola dell’infanzia e con la cooperativa Jobel, che gestisce l’asilo nido, e la parrocchia, proprietaria dello stabile in cui si trovano i due istituti, non intenderebbe rinnovare il contratto.

La notizia viene confermata dal Sindaco di San Lorenzo al Mare Paolo Tornatore, che però rassicura: “Ci sono contatti in corso, siamo fiduciosi, ma in ogni caso posso dire che per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, il prossimo anno sarà sempre a San Lorenzo al Mare”. Il primo cittadino non aggiunge altro, ma la nuova soluzione potrebbe essere una palestra, che si trova nel territorio del piccolo comune.

Diversa la situazione per la gestione del nido, per ora in mano alla Jobel: “Avevamo un contratto di comodato d’uso gratuito, stipulato ancora prima della nascita della Jobel. – spiega il presidente Alessandro GiullaA luglio terminerà, quindi non ci hanno dato sfratti, ma la parrocchia ci ha comunicato la sua intenzione di non rinnovarlo. Per cui, se non abbiamo più la disponibilità dell’immobile, per forza non possiamo rimanere lì. Nel mentre il Comune ha avuto la stessa comunicazione per la scuola. Inizialmente proprio dal Comune ci hanno rassicurati, dicendoci che la scuola sarebbe rimasta aperta, ma pochi giorni fa hanno comunicato la stessa notizia alla dirigente scolastico”.

Ora la palla è in mano ai legali della parrocchia e del Comune. Un eventuale accordo potrebbe prolungare anche la permanenza dei bambini del nido. “Senza un accordo scritto noi però non abbiamo un titolo per rimanere, perché eserciteremmo un’attività privata senza autorizzazione del proprietario dell’immobile”, conclude Giulla

Questa la lettera del nostro lettore: “Dopo un po' di tempo, in cui ho cercato di capire meglio la situazione e le diverse possibilità, mi è sembrato doveroso condividere su uno spazio pubblico un evento che sta turbando parte della piccola comunità del paese in cui vivo: San Lorenzo al mare. Circa un mese fa si è appreso che la Curia - Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, proprietaria dell'immobile che ospita al civico di Via Aurelia 11 il Micronido “Mio Piccolo Mio” gestito dalla Cooperativa Jobel e al civico di via Roma 4 la Scuola dell'Infanzia dell'Istituto Comprensivo di Riva Ligure e San Lorenzo al Mare, chiedeva formalmente di abbandonare i locali entro l'estate. I suddetti locali erano stati lasciati in eredità alla Curia con un vincolo legato al fatto che fossero adibiti a Scuola dell'Infanzia. Dopo decenni in cui, prima le suore della Madonna della Neve e poi le Dorotee si erano occupate di mantenere vivo l'Asilo, più recentemente al piano di sopra la Cooperativa Il Colore del Grano aveva proceduto a sue spese ad un lavoro di ristrutturazione per consentire l'apertura di una sezione di Nido in cambio dell'uso gratuito degli spazi. Il piano di sotto era stato dato in convenzione al Comune di San Lorenzo al Mare il quale aveva proceduto a lavori di ristrutturazione e lì allestito la Scuola dell'Infanzia. In questi anni molti bambini hanno goduto non solo delle aule, ma anche del terrazzo e del giardino come spazi preziosi di gioco nelle molte giornate di sole che ci garantisce il bellissimo posto in cui viviamo".

"Per raccontare il lavoro straordinario delle due tate non basterebbe l'inchiostro. La possibilità di affidare i propri figli, anche di pochi mesi, in mani esperte e sicure non ha prezzo. La professionalità e l'umanità con cui ho visto gestire i piccoli grandi problemi dei bambini alle prese con l'arrivo di un fratellino, con la rinuncia all'amato ciuccio, nella delicata fase di abbandono del pannolino o durante lo svezzamento, mi hanno lasciato sempre ammirato. I progetti ogni volta nuovi e stimolanti: “a pranzo con mamma e papà”, le attività sensoriali e sulle emozioni, il laboratorio dei colori e molti altri hanno rappresentato momenti indimenticabili. Nella mia esperienza personale e nel racconto dei genitori ho percepito un servizio che funziona, prezioso per il territorio. La Scuola dell'Infanzia al piano di sotto vanta, si fa per dire, una perenne lista d'attesa perché, anche per i bambini da 3 a 5 anni, con le due maestre e la collaboratrice scolastica, hanno svolto un lavoro straordinario. Le insegnanti hanno dato la possibilità agli alunni di accedere a progetti internazionali che hanno messo i piccoli in contatto con quelli di altri paesi impegnati sulla stessa tematica. Si è lavorato perché la scuola si qualificasse come eco-school nel 2018, ogni anno è stato ideato uno specifico progetto approfondito in maniera originale. Fin qui non c'è nulla di speciale, o forse sì. Perchè se qualcosa funziona bene è prezioso, soprattutto quando si parla di educazione e infanzia. La prospettiva per il Nido potrebbe essere quella della chiusura, quella della Scuola dell'Infanzia di garantire il servizio in altra sede, forse in un posto privo di spazi esterni oppure scomodo per le famiglie che hanno iscritto lì i loro figli anche in funzione della logistica e degli ambienti".

"Qualcuno ha cercato di parlare con il Parroco, Don Zeno Locatelli, e qualcuno ha chiesto un appuntamento al Vescovo, ma il dialogo su questo delicato tema che riguarda la comunità non è stato accettato. Questi ultimi hanno motivato la scelta con il fatto che la comunicazione con il Comune su alcune questioni non sia stata possibile, mentre il Comune sostiene di non aver mai ricevuto nessun approccio dalla Chiesa fino a due mesi fa. Affinché questa lettera non rimanga solo uno sfogo chiedo, se interessa alla testata a cui la invio, che approfondiscano l'argomento anche per i loro lettori, e agli attori di questo contenzioso, se ritengono meglio attraverso la voce dei loro legali, di chiarire i termini del problema in maniera più chiara di quanto fatto finora ed eventualmente di rivedere le proprie posizioni in favore della cittadinanza. Se la Chiesa vuole di riappropriarsi di questi beni immobili ha sicuramente il diritto di farlo, non trovo nulla di scandaloso in questo. Trovo perlomeno discutibili le modalità e i tempi con cui viene chiesto, non tanto nei confronti del Comune e della Cooperativa, ma nei confronti della gente a cui viene chiesto di trovare, in fretta, altre soluzioni per ciò che ha di più caro al mondo: i propri figli”.

Francesco Li Noce

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