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Attualità | 12 luglio 2019, 10:57

Cambio dei nuovi distintivi sulle divise della Polizia: interviene il Sap "Uno sperpero di ben 5 milioni di euro”

"Risorse che sarebbero state più utili per uniformi ed altre esigenze dell’Apparato della Sicurezza".

Cambio dei nuovi distintivi sulle divise della Polizia: interviene il Sap "Uno sperpero di ben 5 milioni di euro”

“No, non è una barzelletta! Da oggi, in tutta Italia, i poliziotti dovranno indossare sulle proprie uniformi i nuovi distintivi di qualifica, sebbene bocciati dalla maggioranza degli stessi nel corso di un sondaggio interno ufficiale. Uno sperpero di ben 5 milioni di euro”.

Interviene in questo modo il Segretario Provinciale del sindacato di Polizia Sap, Stefano Cavalleri, sul cambio dei gradi sulle divise degli agenti. “Sono risorse – prosegue - che sarebbero state più utili per uniformi ed altre esigenze dell’Apparato della Sicurezza. In particolare i poliziotti neo assunti, sono costretti anche ad indossare divise già usate, come quelle operative e di specialità perché i magazzini sono mezzi vuoti. Alcuni, sono costretti a comprarsi il vestiario a proprie spese se vogliono mantenere il loro prestigio. Noi diciamo apertamente che questa scelta dei vertici non ci è piaciuta. Sembra quasi che abbiano voluto allontanare la storia del glorioso Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza dalla attuale Polizia di Stato. Noi siamo sempre stati e saremo aperti ai cambiamenti e all’innovazione, ma francamente, di questi nuovi gradi non se ne sentiva la necessità. Anche la gente comune, abituata a comparare i distintivi della Polizia con quelli militari per riconoscere il ruolo dell'uomo in divisa che ha di fronte, farà non poca fatica a capire chi è costui. Noi vogliamo che l’Amministrazione ci dia delle risposte urgenti sulle problematiche fondamentali per consentirci un efficace servizio di sicurezza nei confronti dei cittadini: rafforzamento degli organici in parte già avviato; moderni equipaggiamenti operativi di difesa passiva ed attiva come il TASER, per dissuadere i delinquenti dall’aggredire le Forze di Polizia; inasprire le pene per chi commette tali reati. Infatti, ahinoi, molti colleghi anche nel 2019, hanno rischiato di morire”.

“Siamo stanchi – termina Cavalleri - di essere lasciati in balia di delinquenti che non hanno nulla da perdere tanto da arrivare al tentativo di ucciderci. Siamo al 12 di luglio e dall’inizio del mese abbiamo contato 20 episodi di violenza nei confronti delle forze dell’ordine con un totale di 35 operatori feriti che vanno ad aggiungersi ai 70 registrati nel mese di giugno. Una vera e propria mattanza. La domanda sorge spontanea: forse il Dipartimento della P.S. alla luce di questi fatti e dati, poteva investire le proprie risorse per salvaguardare meglio la sicurezza pubblica e dei propri poliziotti, che rischiano la propria vita per assicurare alla giustizia delinquenti del genere, anche con i vecchi gradi? Oppure era un problema? Comunque noi, continueremo a servire ad esserci sempre per i cittadini di questa Italia”.

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