Cronaca - 20 luglio 2019, 16:00

Mostra foto del boss Messina Denaro a due concorrenti, la Cassazione annulla l'assoluzione di Giovanni Ingrasciotta

Ingrasciotta, difeso dall’avvocato Giulio Bettazzi, ai due avrebbe mostrato la copertina del settimanale L’Espresso con la foto del boss latitante Matteo Messina Denaro, dicendo loro di esserne il cognato. Condannato in primo grado, Ingrasciotta fu assolto in appello

Mostra foto del boss Messina Denaro a due concorrenti, la Cassazione annulla l'assoluzione di Giovanni Ingrasciotta

La Cassazione annulla l’assoluzione di Giovanni Ingrasciotta che nel gennaio 2018 aveva visto riconosciuta la propria innocenza al processo in appello per estorsione nei confronti di due rappresentanti della DDS, ditta concorrente alla sua Coffee Time.

Ingrasciotta, difeso dall’avvocato Giulio Bettazzi, ai due avrebbe mostrato la copertina del settimanale L’Espresso con la foto del boss latitante Matteo Messina Denaro, dicendo loro di esserne il cognato. Condannato in primo grado, Ingrasciotta fu assolto in appello.

Ora la Suprema Corte ha annullato la sentenza, disponendo un nuovo rinvio a giudizio fissato per il 26 settembre. Per i giudici, la sentenza in secondo grado difetterebbe nella motivazione. In sostanza non sarebbe stato chiarito se a mentire fosse stato Ingrasciotta, considerato credibile, o le presunte vittime dell’estorsione, le cui versioni sono state considerate comunque veritiere.

Sarà quindi un nuovo processo a stabilire la verità, mentre l’ex titolare della Coffe Time (nel frattempo fallita, e per questo Ingrasciotta è stato condannato in primo grado a quattro anni e tre mesi per bancarotta fraudolenta, ndr) è stato rinviato a giudizio per concorso morale in insolvenza fraudolenta.

La vicenda in questo caso è curiosa, e riguarda la prenotazione di un viaggio in Marocco, fatta da un soggetto rimasto anonimo a nome di Ingrasciotta presso un’agenzia di viaggi di Sanremo. Il soggiorno non è però mai stato pagato e Ingrasciotta, che si è detto da subito all’oscuro della vicenda, è stato rinviato a processo, su richiesta del Pubblico Ministero Enrico Cinnella Della Porta.

La prossima udienza, davanti al giudice Antonio Romano, è fissata per il 16 gennaio 2020. 

Francesco Li Noce

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