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Attualità | 07 agosto 2019, 09:14

Paventato ingresso di Iren in Rivieracqua: il Cimap non ci sta "Stupiti dai nuovi possibili assetti societari"

“Ci stupiamo quindi – termina il Cimap - che i Sindaci abbiano preso seriamente in considerazione un’eventualità come questa, che li porrebbe al di fuori del perimetro legale chiaramente descritto dal Consiglio di Stato".

Paventato ingresso di Iren in Rivieracqua: il Cimap non ci sta "Stupiti dai nuovi possibili assetti societari"

“Si scrive acqua, si legge Democrazia (e Legalità)” i movimenti per l’acqua pubblica utilizzano da più di un decennio questo slogan, per significare quanto la battaglia per la gestione pubblica del servizio idrico sia fondamentalmente una battaglia affinché la democrazia prevalga sugli interessi economici delle multi-utilities nazionali e internazionali.

“Possiamo però tranquillamente parafrasare lo slogan in ‘Si scrive acqua, si legge legalità’ – interviene in merito il Cimap di Imperia - dato che in un regime democratico si suppone che la Democrazia sia attuata anche attraverso il rispetto delle regole giuridiche che governano lo Stato. Per questo motivo abbiamo letto con stupore le notizie apparse nelle ultime settimane dei nuovi assetti societari ipotizzati per Rivieracqua, vale a dire l’ipotesi dell’ingresso di un socio privato (Iren nello specifico). Simile procedura è priva di qualunque fondamento giuridico ed esce dall’ambito della legalità, infatti aggirerebbe l’obbligo di sottoporre a gara europea l’affidamento del servizio idrico a soggetti totalmente o parzialmente privati, obbligo posto a tutela della concorrenza. Da quello che abbiamo appreso le intenzioni della Regione, con il consenso dei Sindaci, dovrebbe essere: commissariamento dell’ente Provincia seguito da una Legge regionale che consenta la partecipazione di un soggetto privato in Rivieracqua ed infine vendita di quote della società a Iren”.

“I Sindaci della Provincia di Imperia e i nostri concittadini – prosegue il Cimap - devono avere ben chiaro che l’eventuale ingresso di Iren nella società Rivieracqua a queste condizioni sarebbe un incomprensibile regalo al privato, e costituirebbe una gravissima una violazione della Legge con conseguente intervento della magistratura contabile e molto probabilmente anche di quella ordinaria. E’ stato infatti chiarito con molta precisione dal Consiglio di Stato, con il parere definitivo nr.1389 del maggio 2019, che attualmente la Legge italiana non consente, ad un società che gestisce il servizio idrico con affidamento avvenuto in house providing, la partecipazione di privati al capitale della società stessa. La partecipazione potrebbe avvenire solo se fosse emanata una ‘[…] disposizione legislativa nazionale, in conformità dei trattati e a condizione che si tratti di una partecipazione che non comporti controllo o potere di veto e che non conferisca un’influenza determinante sulle decisioni della persona giuridica controllata’. Appare evidente che una legge regionale non  possa intervenire validamente su questo punto”.

“Ci stupiamo quindi – termina il Cimap - che i Sindaci abbiano preso seriamente in considerazione un’eventualità come questa, che li porrebbe al di fuori del perimetro legale chiaramente descritto dal Consiglio di Stato. Sia quindi molto cauto chi sostiene che il percorso futuro riguardante la gestione del servizio idrico integrato in provincia di Imperia. Non accettiamo che vengano raccontate falsità ai cittadini e ai Sindaci prospettando un percorso che viola palesemente le disposizioni della Legge nazionale e dei trattati europei”.

Redazione

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