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Politica | 09 agosto 2019, 15:28

Crisi politica nazionale: cosa può cambiare per il nostro territorio se cade il governo guidato da Giuseppe Conte?

Nuove elezioni o governo ‘balneare’? Salvini premier o un accordo in Parlamento tra Pd e 5 Stelle? Con la crisi che potrebbe portare a un’imminente caduta del governo sono aperti gli scenari possibili che la politica italiana è pronta ad affrontare nelle prossime ore

Crisi politica nazionale: cosa può cambiare per il nostro territorio se cade il governo guidato da Giuseppe Conte?

Nuove elezioni o governo ‘balneare’? Salvini premier o un accordo in Parlamento tra Pd e 5 Stelle? Con la crisi che potrebbe portare a un’imminente caduta del governo sono aperti gli scenari possibili che la politica italiana è pronta ad affrontare nelle prossime ore.

La conclusione di un’esperienza di governo, di riflesso interessa anche gli amministratori locali, come quelli che guidano le città della nostra provincia. Abbiamo chiesto ai sindaci e ai rappresentanti politici un commento sulla situazione, su cosa potrebbe cambiare per il territorio se il governo Conte dovesse davvero andare a casa, e quali potrebbero essere le conseguenze di tutto ciò.

Alberto Biancheri, Sindaco di Sanremo: “Aspettiamo che la crisi venga formalizzata e che si chiariscano le tempistiche di un ritorno al voto. Se da un punto di vista politico la crisi non sorprende, l’aspetto più preoccupante è quello che sia stata aperta alle porte di una legge finanziaria che si preannuncia molto delicata, con il serio rischio di lasciare il Paese nel caos. In tutto questo, da oltre un anno siamo in un clima di campagna elettorale permanente, con tutto il suo corollario di annunci, promesse e passerelle, ma le urgenze e le priorità del territorio rimangano sempre le stesse, a cominciare dalle infrastrutture, con il raddoppio ferroviario a ponente e il completamento dell’Aurelia Bis, su cui attuali esponenti del Governo avevano già preso impegni ben precisi e avevano confermato la disponibilità di risorse”.

Gaetano Scullino, Sindaco di Ventimiglia: “Gli unici problemi che potrebbero investire la città di Ventimiglia riguardano l’accordo quadro con le ferrovie che deve essere fatto entro dicembre, ma potrebbe riguardare anche il progetto del parco Roya, con la relativa tangenziale Nord. (la cosiddetta ‘Tanovia’, ndr) Speriamo che ci sia un governo entro la fine dell’anno per ascoltarci e ci auguriamo che i ‘nostri’ parlamentari lavorino affinchè i finanziamenti statali continuino ad arrivare. Sicuramente non avremo problemi per il porto e per la ‘Zona Franca’, che andrebbero avanti tranquillamente”. Se dovesse cambiare il Governo cosa si augura? “Beh – termina Scullino - è normale che io speri che ci sia un esecutivo di centrodestra e, secondo quanto mi dicono dei sondaggi, non ci dovrebbero proprio essere problemi in merito”.

Vittorio Ingenito, Sindaco di Bordighera: “Ci sono richieste di finanziamenti che dipendono dai Ministeri ma i progetti in itinere non subiranno fortunatamente tagli o riduzioni dovuti alla crisi. Resta la preoccupazione per una legge sul Bilancio che deve essere rivista”. Il primo cittadino bordigotto, che tra l’altro è uno stimato commercialista, ha anche fatto una digressione sulla situazione fiscale nazionale, che ha un grave riflesso su quella locale. “Una ‘Flat tax’ – ha detto - va inevitabilmente ad erodere gli introiti che arrivano dall’addizionale comunale. Non dico che sia sbagliato il prelievo fiscale del 15%, ma ci sono proiezioni al 25% per tutti che sarebbero già difficile da sostenere. Figuriamoci al 15. Se si amplia la base imponibile che verrà tassata con la ‘Flat’, i Comuni dovranno avere forzatamente altri introiti perché verrà meno l’incasso dell’addizionale comunale”.

Giacomo Chiappori, Sindaco di Diano Marina: “Le crisi di governo sono sempre pericolose, fosse stato per me non ci sarebbe stata, perché mai avrei fatto un  accordo con i 5 Stelle. Per Diano Marina non cambia niente, avremmo bisogno di una modifica della 104, perché c’è gente che si fa sei, sette mesi di vacanza, ma fino a oggi su questo sono arrivate solo promesse. La situazione potrebbe essere ancora più pericolosa se, come dicono, ci sarà anche una crisi finanziaria, perché con la scusa dei conti che non sono in ordine potrebbero mettere le mani nelle tasche degli italiani con una finanziaria”. Sulla possibilità di trovare un accordo in Parlamento e rinviare le elezioni, Chiappori, da ex Parlamentare dice la sua: “Con la pochezza delle persone all’interno qualsiasi accordo è possibile per tenere la sedia. Se Mattarella si inventa il Draghi della situazione, la maggioranza la trova, perché se fosse vero che tutti tornerebbero volentieri alle urne, il presidente della Repubblica non potrebbe fare altro che prendere atto e sciogliere le camere, ma la pochezza dei parlamentari attuali li porterà a votare qualunque cosa”.

Gianni Berrino, Assessore Regionale in quota Fratelli d’Italia: “Da mesi auspico che questo Governo giunga al termine perché, quantomeno per la parte dei 5 Stelle, non lo ritengo utile all’Italia, dalle posizioni sulle infrastrutture a quelle sul lavoro, sull’occupazione e sullo sviluppo economico è stato altamente insufficiente. Penso che a oggi ci sia la possibilità che Fratelli d’Italia possa andare al governo con la Lega e con chi ci sarà dell’area di centrodestra. Al momento FdI e Lega avrebbero la maggioranza e quindi possiamo sognare di andare al Governo con un partito che ho seguito dall’inizio e che è nato dal niente. Una crisi così veloce ad agosto imporrebbe di andare a elezioni a brevissimo e, in Liguria, abbiamo anche da studiare le strategie per le elezioni 2020. Andare al Governo sapendo che la prima cosa da fare è la Legge Finanziaria non è la cosa migliore, ma è sempre meglio che andare avanti con questa alternanza tra sì e no di 5 Stelle e Lega. Al momento non aspettiamo provvedimenti da Roma, anzi, con la crisi scongiuriamo il pericolo di averne qualcuno che non volevamo”.

Massimiliano Iacobucci, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia: “La crisi di Governo non ci trova sorpresi, visto che l’esecutivo è nato dalla fusione di due componenti politiche incompatibili alla fonte, tanto è vero che non hanno fatto un alleanza ma un contratto. Alcune cose sono state fatte e le abbiamo condivise, in particolare sulla sicurezza. Siamo al 50% vicini al Governo ed al 50 contrari. Se la crisi ci porta velocemente alle elezioni, sarà un semplice atto di democrazia e Fratelli d’Italia è favorevole a votare subito perché ne avrebbe un vantaggio anche la Liguria. Questo perché diverse opere riguardanti la viabilità si sono fermate per l’incapacità del Movimento 5 Stelle. La stessa vicenda del ponte Morandi ha avuto lungaggini enormi per quanto non fatto dal Ministro Toninelli nel gestire la questione”. Come vede il futuro di un’eventuale alleanza nel centrodestra? “Abbiamo una particolare attenzione ad una alleanza con la Lega mentre, per quanto riguarda Forza Italia tutto è sotto osservazione da tutti, visto il movimento di Toti che sta nascendo. Al momento non ci sono certezze e l’unica, dal punto di vista sentimentale, è che FdI e la Lega abbiano sempre vissuto un percorso comune. Non ci sono accordi scritti, ma sia sul piano popolare che dirigenziale c’è una grande vicinanza. Sul resto ci stiamo muovendo per capire cosa accade in Forza Italia e nel nuovo movimento di Toti”.

Il presidente della Regione Giovanni Toti, che da due giorni ha fondato il comitato del suo movimento ‘Cambiamo’, interviene con una diretta Facebook dalla sua casa al mare di Bocca di Magra, commentando la difficile situazione politica.

“Non siamo tra coloro che piangono, perché questo governo avrebbe potuto fare molto di più, se togliamo l’immigrazione e l’impegno sulla sicurezza che abbiamo sempre apprezzato e appoggiato, anche da governatore, lo abbiamo fatto spesso con il ministro Salvini molte cose in giro per la Liguria sulla sicurezza dei centri storici: telecamere, sicurezza, più agenti, intesa per le forze dell’ordine. Tolto questo, credo non si debbano dimenticare i tanti italiani che in questo momento invece di occuparsi di passare il Ferragosto in serenità con la sua famiglia, si occupano delle bollette accumulate da pagare, degli affitti. Noi crediamo e speriamo che questa crisi di governo possa portare a un momento positivo per il Paese. Quando si torna a votare è sempre un momento positivo, noi saremo tra quelli che vogliono davvero il cambiamento, noi staremo con chi vuole cambiare questo Paese, non staremo mai con chi vuole conservare quello che abbiamo visto fino a oggi: privilegi, stesse facce, stesso Parlamento che si auto perpetua da troppo tempo”. Sul Movimento 5 Stelle: “Le proposte grilline hanno ahimè lasciato a desiderare, sia nelle nostre città che nel governo di questo Paese. Oggi forse c’è l’occasione per cambiare, ma dare tutta la colpa al solo Movimento 5 Stelle per tutto quello che non si è fatto in questo Paese, francamente non credo che sarebbe un’analisi corretta, pur ritenendo che il Movimento 5 Stelle sia, per essere chiaro, il peggio che ha prodotto la politica di questo Paese”.

Li Noce - Alessi - Zampedroni

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