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Politica | 09 settembre 2019, 18:25

Imperia: salvataggio di Rivieracqua, pronta una nuova richiesta di proroga sul piano concordatario

Domani mattina, nei tempi della cancelleria, il presidente Mangiante invierà in tribunale una nuova memoria, allegando i documenti come le delibere di Sanremo e Taggia e l’approvazione del bilancio dello statuto, che per il presidente del consorzio “attestano che il piano concordatario va avanti”

Imperia: salvataggio di Rivieracqua, pronta una nuova richiesta di proroga sul piano concordatario

Auspico che il Sindaco di Imperia tenga conto del richiamo fatto dai suoi colleghi di Taggia e Sanremo per concertare un piano di intesa comune”. Così il presidente di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante alla scadenza, fissata per domani, della proroga per la presentazione di nuovi documenti in tribunale per il piano concordatario dell’azienda.

Domani mattina, nei tempi della cancelleria, Mangiante invierà in tribunale una nuova memoria, allegando i documenti come le delibere di Sanremo e Taggia e l’approvazione del bilancio dello statuto, che per il presidente del consorzio “attestano che il piano concordatario va avanti”, spiega a Imperia News.

Insieme alla documentazione, Rivieracqua avanzerà la richiesta di una nuova proroga. “Chiediamo un termine motivato anche dalla ormai imminente nomina di un commissario, come indicato dalla Regione, ci sembra una motivazione valida per cui, nonostante il termine perentorio della scorsa udienza, siamo fiduciosi che verrà accolta la nostra istanza”, continua Mangiante.

Tornando al rapporto con il Sindaco di Imperia Claudio Scajola, Mangiante affonda: “Imperia ha incidenze con Amat, che ha un percorso collegato a Rivieracqua, per vari rapporti di debiti e crediti, credo che un discorso condiviso sia indispensabile, per evitare di ‘spararsi’ l’uno con l’altro, con il rischio di ammazzare se stesso".

Ora, alla vigilia di un commissariamento, che era stato in verità annunciato come imminente prima di Ferragosto, Mangiante prepara le carte di un piano concordatario da 50 milioni che prevede il pagamento del 65% dei debiti nei confronti dei creditori.

Francesco Li Noce

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