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Attualità | 22 settembre 2019, 08:00

Villa Grock: alla corte del Re dei Clown, Charles Adrien Wettach nell'analisi di Alberto Berruti

Dopo anni di abbandono e grazie a un difficile recupero, si candida ormai a diventare una delle più importanti attrazioni turistiche di Imperia.

Villa Grock: alla corte del Re dei Clown, Charles Adrien Wettach nell'analisi di Alberto Berruti

Villa Grock sta tornando ai suoi antichi splendori. Dopo anni di abbandono e grazie a un difficile recupero, si candida ormai a diventare una delle più importanti attrazioni turistiche di Imperia. Andiamo a scoprire la sua unicità e l'uomo straordinario che l'ha creata.

Io sono un clown, e faccio collezione di attimi. (Heinrich Böll)

Il più grande clown della Storia: Charles Adrien Wettach è un bambino nato nel 1880 in un paesino fra le montagne svizzere. La sua famiglia è piuttosto povera, ma i genitori si danno un gran da fare. Il papà fa l'orologiaio ed è appassionato di musica, ogni tanto si esibisce anche come acrobata. La mamma invece è operaia, gli piace suonare la chitarra e soprattutto cantare. Saltuariamente la coppia gestisce pensioni e trattorie. Il piccolo Adrien cresce così in un ambiente stimolante, in mezzo alla gente, finché non arriva la folgorazione. Nella città dove vive si ferma il circo, lo portano a vedere uno spettacolo e lui decide che quella sarebbe stata la sua vita. Ha soltanto sei anni, ma ha le idee molto chiare.

Con una dedizione fuori dal comune inizia a imparare a suonare vari strumenti musicali e si allena ogni giorno nelle acrobazie o nella giocoleria. E' anche molto bravo ad apprendere le lingue. Una volta adolescente si mette a girare l'Europa, alternando i lavori più diversi a piccole comparsate nei circhi. Il treno vero passa il primo ottobre del 1903: Adrien lo prende al volo. I proprietari del circo dove sta facendo il cassiere gli propongono di sostituire il clown Brock del celebre duo Brick e Brock, lui accetta prendendo il nome di Grock. Da questo momento Adrien non esisterà più. Gli anni successivi sono un crescendo di tournées e successi. Nel 1906 si mette in coppia con il grande clown Antonet, che diventa per lui un maestro fondamentale. In breve tempo la fama di Grock supera i confini dell'Europa.

E' il suo periodo d'oro. Nel 1908 incontra anche il grande amore della sua vita, la cantante italiana Ines Ospiri. Ines è originaria di Trappa, in Val Tanaro, la sua famiglia vive a Oneglia. Durante la prima visita ai suoceri, Grock si innamorerà anche della città. Nel 1913 Grock si divide da Antonet e sceglie la via dei teatri e degli spettacoli del music-hall, un genere simile al varietà, all'epoca popolarissimo. La scelta è ancora una volta felice: Grock è sempre più ricco e famoso, diventa il più grande clown della sua epoca, per molti il più grande clown di tutti i tempi. Il Re dei Clown. I migliori teatri del mondo se lo contendono, spesso è invitato a esibirsi addirittura nelle corti reali. Prova con successo anche la strada del cinema, di cui aveva capito prima di altri le potenzialità: reciterà in tre film.

La sua comicità è considerata estremamente colta, per descriverla si tirano in ballo Shakespeare e la filosofia. Il suo carattere estroverso gli permette di conoscere e stringere amicizia con le più importanti personalità dell'epoca. Grock è un vulcano di idee, anche se non va sempre tutto per il verso giusto. Nel '31 ad esempio, dopo aver investito forti somme di denaro in un film, se la vede davvero brutta: i suoi soci lo abbandonano all'improvviso lasciandolo letteralmente sull'orlo della bancarotta. Ma la sua è la forza di chi viene dal basso: in breve tempo riesce a risollevarsi più ricco di prima. Con il passare del tempo intanto si lega sempre di più a Oneglia. Nel 1927 compra un terreno molto vasto e inizia a costruire Villa Bianca, dal nome della figlia adottiva che Ines aveva avuto dal primo marito e che Grock adorava. Alla fine degli anni Quaranta vorrebbe uscire di scena per stabilirsi qui a godere le sue fortune, la seconda guerra però intralcia i suoi piani.

Alla fine del conflitto Grock si ritira definitivamente a Imperia ma non è ancora il momento di fare il pensionato. Nel 1951 fonda un incredibile circo mobile, rischiando nuovamente la bancarotta. Alla fine rientra con gli interessi dalle spese dopo che un' ennesima tournée trionfale in giro per l'Europa lo consegna definitivamente al mito. Dopo una vita ricca e straordinaria, Grock muore a Oneglia nel 1959. Non si sa che fine abbiano fatto le sue ceneri, secondo alcuni sono state disperse in mare, secondo altri sono nascoste da qualche parte nella villa o nel parco.

Villa Grock: Grock partecipò in prima persona alla costruzione della villa alla fine degli anni Venti. Dirigeva costantemente i progettisti e le maestranze: se qualcosa non corrispondeva perfettamente alle sue idee la faceva rifare. Volle edificare una dimora a sua immagine e somiglianza, trasferendovi il suo mondo con tutto se stesso. Visitare Villa Grock significa entrare nella vita e nel personaggio di Grock. Come le impronte delle dita sono diverse per ogni persona, questa villa è diversa da ogni altra costruzione al mondo, perché è una precisa espressione di un singolo, straordinario individuo. Non ha uno stile definito, non è nemmeno un unione di più stili, villa Grock é Grock.

Il parco della villa in origine era molto più vasto e si estendeva verso il mare. Ancora oggi appare come un'armoniosa unità di vegetazionevialetti e curiosissime costruzioni. Per inserire la sua anima nella villa, Grock si servì dell'uso raffinato della simbologia. I riferimenti al mondo del circo sono costanti ma spesso si incontrano anche segni o forme collegate agli interessi esoterici e alchemici del clown, che era membro della Massoneria. Il parco ricorda un grande e ordinato circo, dove le costruzioni sembrano potersi animare da un momento all'altro, riproducendo le specialità dell'arte circense. Ecco allora che le colonne a fuso diventano le clave del giocoliere, ecco che le luci dei lampioni prendono forma, specchiandosi nel tremolio del laghetto e tramutandosi in sfere che volteggiano. Questa sensazione diventa particolarmente forte al tramonto e alle prime luci della sera.

Un motivo ricorrente del parco, ma anche della villa, è la spirale. Secondo alcuni è un riferimento all'infinito, secondo me indica, collegandosi a una simbologia massonica ripresa dal mondo pagano, il principio dinamico dell'universo, l'eterno movimento. E' come se Grock attraverso la spirale avesse voluto caricare le pietre della villa di energia vitale, per farle muovere. Nel parco potrete ammirare il salone delle feste/orangerie, splendidamente inserito nei livelli del giardino, la fontana dell'Arancio, la fontana Per Aspera ad Astra, i graffiti decorativi tracciati dalla stesso Grock. Rimarrete poi ovviamente estasiati dalle deliziose strutture che formano il laghetto. Si tratta di una grossa piscina dove Grock nuotava o addirittura pescava, con al centro un tempietto che ricorda l'Oriente, raggiungibile attraversando una passerella in pietra decorata.

Gli interni della villa appaiono molto più sobri e lineari rispetto all'esterno, come se Grock avesse voluto rappresentarvi una dimensione più intima, razionale. Sembra una battuta ma direi quasi "svizzera". Certo è difficile qualsiasi valutazione precisa, perché la villa è stata completamente svuotata dal mobilio originale, messo all'asta nel periodo dell'abbandono. I volumi e le strutture sembrano comunque esprimere la scelta di un'architettura semplice e funzionale. Di sicuro, secondo le testimonianze di chi ha visitato la villa negli anni d'oro, Grock riempi la casa di suoi ritratti, premi e riconoscimenti. Era il Re e certamente non gli mancava l'autostima.

Il Museo del Clown: Dopo i lavori di recupero si poneva dunque il problema di riempire gli interni. Una felice intuizione ha portato alla progettazione di un museo dedicato al mondo dei clown e del circo: un percorso originale di cui Adrien, pardon Grock, sarebbe molto fiero. L'allestimento si compone di 14 stanze dedicate alla clownerie. Le tecnologie più moderne permettono al visitatore di interagire direttamente con i temi trattati: c'è di che divertirsi, ve lo assicuro. Dopo essere passati sotto la volta stellata che introduce nell'ingresso, è d'obbligo un rapido saluto al busto di Grock prima di arrivare davanti alla stanza del cinema. Qui vengono riprodotti spezzoni di pellicole dedicate ai clown e al circo; ovviamente non mancano i film intepretati da Grock. Nelle sale del baule e del trucco ci si può travestire da clown, realmente o virtualmente, attraverso un sofisticato sistema di telecamere e specchi. Nella sala della musica si diventa compositori, utilizzando un macchinario sonoro che ricorda i lampioni fantasiosi del giardino e riproduce i suoni degli strumenti più utilizzati sul palcoscenico.

Se volete imparare qualche trucco con le carte, dovete fare un salto nella stanza della magia: dopo aver visionato i video diventerete dei veri esperti. Un'altro spazio molto suggestivo è quello dedicato al tendone del circo, con le ombre cinesi di acrobati e clown. Nel museo è stato inserito anche un singolare percorso a spirale, in riferimento forse a un percorso iniziatico. Al nostro passaggio le immagini esposte cambiano lentamente i loro misteriori contenuti, legati agli interessi esoterici del creatore di Villa Grock. E' un museo veramente riuscito, pensato sia per i bambini che per gli adulti. A impreziosire la visita, una terrazza panoramica al terzo piano regala viste imperdibili sul mar Ligure, Porto Maurizio e la collina verso Diano Marina. Uno splendido parco, una villa unica, un museo originale: cosa volete di più? Villa Grock ha davvero tutto per diventare un simbolo della città. In ogni metro quadro si sente la presenza gioiosa del suo fondatore, uno dei più grandi protagonisti del mondo dello spettacolo del Novecento. In ogni istante di visita sentirete fortissimo il richiamo del circo, un mondo che è presente fin dall'infanzia nell'immaginario di tutti noi. Datemi retta, appena vi è possibile portate i vostri bambini, o portate il bambino che è in voi, a Villa Grock. Buona Liguria!

Alberto Berruti si è appassionato fin da piccolo alle bellezze della Liguria, per colpa un pò dei genitori e un po' di Rosalba, la sua maestra delle elementari. Dal 2016 cura il blog Tesori del Ponente, dove racconta luoghi più o meno conosciuti delle province di Imperia e Savona. Collabora come guida turistica abilitata con la scuola ANWI di Arma di Taggia, che associa il Nordic Walking alla scoperta del territorio. 

Alberto Berruti in collaborazione con Stefania Orengo

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