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Economia | 12 ottobre 2019, 11:32

Stop al cibo ‘anonimo’: raggiunte le 1,1 milioni di firme in Europa per tutelare le ‘eccellenze locali’

È quanto commenta Coldiretti Liguria in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio con la consegna da parte del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e della delegata nazionale dei giovani agricoltori Veronica Barbati al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Stop al cibo ‘anonimo’: raggiunte le 1,1 milioni di firme in Europa per tutelare le ‘eccellenze locali’

E’ stato raggiunto lo storico obiettivo della raccolta di 1,1 milione di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con la petizione europea “Eat original! Unmask your food (Mangia originale, smaschera il tuo cibo) promossa dalla Coldiretti assieme ad altre organizzazioni europee. Un grande traguardo che permetterà di difendere anche le grandi eccellenze di mare e di terra Made in Liguria, dalla concorrenza sleale dei falsi prodotti agroalimentari stranieri, dove troppo spesso, l’etichetta non chiara, trae in inganno il consumatore.

È quanto commenta Coldiretti Liguria in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio con la consegna da parte del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e della delegata nazionale dei giovani agricoltori Veronica Barbati al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di un “maxi assegno” simbolo dello storico traguardo dall’iniziativa dei cittadini europei (Ice) autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione (UE) 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 a firma del vice presidente Franz Timmermans. Un’iniziativa che gode del sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco della Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde, a Gaia (associazione degli agricoltori greci) a Green protein (Ong svedese), alle quali se ne sono poi aggiunte molte altre.

L’iniziativa che solo in Italia ha visto la raccolta dell’85% delle firme necessarie, ha come nobile scopo il rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Ue, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche, e per quanto riguarda gli alimenti trasformati, l’etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali se hanno un’origine diversa dal prodotto finale. Inoltre punta a migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione circa la produzione e i metodi di trasformazione, al fine di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare.

“E’ stato un vero e proprio fronte per la trasparenza - affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa che ora, forte del milione di firme raccolto in tutti i Paesi, non può essere più ignorato da una Ue, la quale ha avuto sinora un atteggiamento incerto e contradditorio, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero. Nella nostra regione le firme raccolte nei mercati di Campagna Amica Liguria e in occasione delle iniziative organizzate sono state oltre 15.000. Difendere il cibo che produciamo è un modo per salvaguardare la nostra salute e le nostre filiere di qualità, garantendo inoltre il giusto riconoscimento al valore della nostra agricoltura e della nostra pesca, sia a livello nazionale sia internazionale. Prodotti come l’olio extravergine d’oliva taggiasca, gli ortaggi e la frutta ottenuti grazie alle numerose biodiversità presenti in Liguria, i formaggi, la carne, il miele nonché il pesce locale, sono eccellenze che identificano la nostra regione, per le quali la maggior trasparenza in etichetta permetterà una piena valorizzazione rispetto alla concorrenza sleale dei falsi Made in Liguria, prodotti non possono competere con i nostri in freschezza e qualità”.

Redazione

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