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Cronaca | 07 novembre 2019, 18:15

Imperia: la parrocchia di Santa Maria Maggiore rischia la bancarotta, debiti per oltre 200 mila euro e seri problemi strutturali che potrebbero causare un parziale crollo

Don Joseph e il suo vice don Paul, devono far fronte a una situazione finanziaria delicatissima. E dire che un tempo, quella di Santa Maria Maggiore era una delle parrocchie più ricche in provincia

Imperia: la parrocchia di Santa Maria Maggiore rischia la bancarotta, debiti per oltre 200 mila euro e seri problemi strutturali che potrebbero causare un parziale crollo

Come abbia fatto la parrocchia di Santa Maria Maggiore a Castelvecchio, chiesa ‘matrice’ di Oneglia a ritrovarsi con debiti che superano i 200mila euro e i conti correnti bloccati, se lo chiedono i parrocchiani che ancora ricordano l’eredità lasciata dalla fedele e benefattrice Ersilia Gorlero, morta una mattina di circa quindici anni fa a causa di un malore all'interno della chiesa.

L'anziana dispose un lascito testamentario alla parrocchia per un valore che oggi equivarrebbe ad alcuni milioni di euro che ne hanno fatto per anni una delle chiese più ricche in provincia di Imperia.

Il denaro ereditato permise di fare investimenti, per alcuni superflui e inutilmente onerosi, come la costruzione di un campetto da calcio a 7 in erba e la ristrutturazione interna dell’edificio della parrocchia che, ci spiegano alcuni parrocchiani, vanta la presenza di un condizionatore all’interno di ognuna delle camere in uso ai preti. Oltre a vari altri interventi di riqualificazione.

Fatto sta che oggi don Joseph e il suo vice, don Paul devono far fronte a una situazione finanziaria delicatissima dovuta a un debito pregresso di 90mila euro, a cui si aggiungono 110mila euro per una causa risarcitoria persa in primo grado nel 2016, e in appello lo scorso 9 ottobre, intentata da una donna che nel 2011, in occasione di un concerto del coro Mongioje si ruppe una caviglia per via della scalinata pericolante e dell’illuminazione carente. Bizzarro che il parroco di allora, don Giorgio, decise di non costituirsi in giudizio, portando la parrocchia a una condanna in contumacia in primo grado.

Come se non bastasse, sempre nel 2011, il pontino che collega piazzale largo don Benedetto Clerici alla chiesa parrocchiale, che si trova sopra l’incrocio tra via IV Novembre e via Issel, venne ritenuto pericolante dai vigili del fuoco, dai tecnici del comune e dagli stessi periti della parrocchia. Tutti concordarono sul rischio crollo della struttura, evento che tra le conseguenze, potrebbe causare il cedimento del sagrato della chiesa, con il rischio di ferimento dei religiosi e dei fedeli che si troverebbero lì in quel momento. "Il pontino - ci spiegano i parrocchiani - è pericolante anche per chiunque passi al di sotto, e ci chiediamo perché, nonostante il comune abbia intimato la parrocchia al ripristino, a oggi non sia stato fatto nulla. Ci chiediamo anche perché il comune non abbia quantomeno provveduto a chiudere la strada sottostante per evitare qualsiasi rischio a cose, e soprattutto a persone".

Dal 2011 a oggi, tuttavia, l’intervento è stato sempre rimandato. La parrocchia si è rivolta alla curia al fine di ottenere garanzie per un finanziamento di circa 60mila euro, cifra necessaria per la ristrutturazione del pontino. Finora, ci dicono le nostre fonti, la curia, nonostante le promesse, non ha dato il via libera alla spesa. Abbiamo contattato il vescovo, monsignor Guglielmo Borghetti, che non ha però risposto alle nostre telefonate e ai nostri messaggi.

Più di recente, infine, a causa della mancata manutenzione della chiesa e dell’oratorio sottostante, alcuni pezzi di cemento sono caduti, portando il parroco a chiudere in via precauzionale l’oratorio.

Queste problematiche allarmanti si intrecciano con un allontanamento da parte dei fedeli, che ha avuto un picco negli ultimi anni, portando la parrocchia di Santa Maria Maggiore ad avere nella prossima primavera, appena sei bambini che saranno cresimati su un bacino di cinquemila persone che vivono a Castelvecchio.

Di tutto questo don Joseph ne ha parlato anche di recente durante le messe domenicali, sottolineando come lui si sia trovato a far fronte alla difficile situazione finanziaria, ereditata da chi lo ha preceduto.

Abbiamo provato a contattare anche il parroco, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni, così come il suo vice, don Paul, il quale tuttavia alcuni giorni fa su Facebook si era lasciato andare a uno sfogo: “Purtroppo la parrocchia di Santa Maria Maggiore sta in una situazione grave economicamente parlando. Ponte pericoloso, denuncia di tanti soldi da qualche anno. Il parroco don Giuseppe ha chiesto aiuto, nemmeno il vescovo aiuta. Triste”.

Francesco Li Noce

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