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Cronaca | 28 novembre 2019, 16:37

Rocchetta Nervina: a 24 ore dall'isolamento, viaggio nel paese che vuole subito tirare su la testa (Foto e Video)

Abbiamo trovato un paese di persone eccezionali che non hanno manifestato insofferenza e non hanno polemizzato come spesso purtroppo si vede in televisione, in casi come questo.

Rocchetta Nervina: a 24 ore dall'isolamento, viaggio nel paese che vuole subito tirare su la testa (Foto e Video)

Siamo andati questa mattina a Rocchetta Nervina, il paese isolato da ieri, a causa della frana che ha eroso il terreno sotto la Provinciale 68 che, di fatto, è l’unica strada di accesso al paese. Cosa abbiamo trovato? Intanto c’era la Polizia Provinciale e la Protezione Civile al controllo della frana e, questo, è importante per la sicurezza di tutti. C’erano gli operai che hanno sistemato il camminamento di fortuna, sul terrazzamento di un privato, per consentire il passaggio almeno a piedi.

Ma, soprattutto, abbiamo trovato un paese di persone eccezionali che non hanno manifestato insofferenza e non hanno polemizzato come spesso purtroppo si vede in televisione, in casi come questo. Certo, i residenti sono preoccupati, perché la frana blocca tutto, dal passaggio del pane a quello del gas per il riscaldamento e per far da mangiare. Appena passata la zona della frana troviamo una donna con i figli, che non sono potuti andare a scuola. Francesca Brigasco è dovuta rimanere a casa, lei lavora a Monaco, perché non poteva fare altro e, ovviamente, presenta le sue preoccupazioni: “Non siamo potuti andare e domani speriamo di poter andare perché viviamo sicuramente un problema. Il camminamento è una piccola soluzione perché bisogna avere una macchina da una parte ed una dall’altra”.

Poi ci toccano due chilometri e mezzo a piedi, gli stessi che dovranno fare i residenti tra la curva della frana ed il centro del paese. Prima ci fermiamo al ristorante e albergo ‘Lago Bin’, uno dei più noti dell’entroterra sia per il suo lavoro di ricettività turistica che di ristorazione. Avrebbe dovuto aprire domani ma, probabilmente, dovrà rinunciare. Eppure per il primo weekend di dicembre aveva già il tutto esaurito. Che fare? Ce ne parla la titolare, Maria Grazia Carabalona: “Dovevamo riaprire domani – ha detto – anche con molte prenotazioni ma ora ci troviamo nell’impossibilità di aprire ma anche di dire alla gente che non possiamo ospitarli perché l’alternativa a piedi non è agevole, vista anche l’età media della nostra clientela. Non so quanto possiamo sostenere questa situazione perché il mese di dicembre è importantissimo per noi. Abbiamo 30 dipendenti che rischiano di restare a casa e siamo molto preoccupati”.

E poi andiamo in paese. Troviamo poca gente, perché la maggior parte è ovviamente andata a lavorare. Ci sono i bambini, loro si che sono contenti perché non vanno a scuola, che giocano tranquillamente in strada in una giornata di sole straordinario, che fa dimenticare quella pioggia fortissima di ieri, che ha provocato il tutto. Nella piazza principale c’è un bar aperto e ne approfittiamo per un caffè: “Certo la situazione non è delle migliori – ci dice il gestore – ma ci siamo già passati e ne usciremo sicuramente”.

Di fronte c’è il ristorante ‘Rio Barbaira’, che era già pieno per il fine settimana: “Dopo le vacanze – ha detto Enio Faraone - avevamo molti prenotati per il weekend ed invece dobbiamo fermarci. Avevamo 35 prenotazioni per sabato ma noi solitamente abbiamo sempre il locale pieno. Il danno economico è elevato, visto che siamo molto frequentati anche dai francesi. Purtroppo sono le leggi della natura e dobbiamo avere pazienza per risolvere la situazione. Volevo tentare di aprire ma per chi?”.

C’è anche la Croce Azzurra, che sta tenendo il presidio medico per ogni evenienza. Per ora solo una medicazione ma, per i residenti di Rocchetta è una sicurezza con il problema della frana: “Stiamo cercando gestire l’emergenza con il 118 – ci ha detto Matteo Amato - con un mezzo a supporto della popolazione di Rocchetta e, in base all’intervento, decideremo se predisporre il trasbordo sul camminamento o con l’elicottero. Per ora non abbiamo nulla e speriamo che continui cosi”

Andiamo in Comune per parlare con il Sindaco, Marco Rondelli. E’ stanco, ha dormito poco e sta cercando di tirare le fila di un paese isolato. Non è facile. Tra l’altro è stato proprio suo padre, Natale, a dare ieri l’allarme. Stava passando sulla strada che insiste sul rio Masula (un affluente del Barbaira), quando ha sentito i primi scricchiolii. Ha avvertito il figlio e si è messo in mezzo alla strada per fermare le auto in transito. Il primo cittadino spera che, nelle prossime ore e con l’arrivo del Presidente Toti, si trovino delle soluzioni: “Il problema principale è che non si passa con nessun mezzo, come ad esempio Vigili del Fuoco o altro. C’è il passaggio pedonale alternativo, che però non è accessibile per chi ha problemi di deambulazione. Anche il presidio medico ha problemi perché,per gli interventi servono i Vigili del Fuoco. Ci sono tante problematiche per tutti, come il bombolone del gas che doveva venire ieri ed ora i tempi tecnici per il ripristino sembrano piuttosto lunghi, forse un mese e mezzo, tempo permettendo. Si è parlato anche del ponte militare, ma non so se è possibile. Certo che è una soluzione che ci toglierebbe tanti problemi, per evitare la viabilità alternativa proposta dalla Provincia, per la quale serve un’auto 4x4. Ora speriamo che le soluzioni che ci prospetteranno nelle prossime ore servano a tornare alla normalità”.

Rocchetta Nervina, a 24 ore dall’isolamento, cerca un minimo di normalità ma, almeno per le imprese che sono sul territorio e che vivono di turismo la preoccupazione è tanta. Ci sono in ballo almeno 50 posti di lavoro, di cui solo 30 al ‘Lago Bin’ ed anche la sicurezza di un’intera comunità. 300 persone tra cui tanti bambini che stanno saltando la scuola, frequentata a Dolceacqua ed Isolabona. C’è da sperare che la situazione migliori e, soprattutto, ci si trovi una soluzione.

Qualcuno ha anche prospettato un ponte militare, con l’intervento del Genio Pontieri, ma non sembra una soluzione così semplice. La Provincia ha garantito l’intervento di ‘palificazione’ ma, al netto delle precipitazioni (che sembra nuovamente essere dietro l’angolo) i lavori non sono così veloci. E, invece, servirebbe poter transitare subito per fare in modo che Rocchetta torni alla vita di prima.

Alla fine una curiosità ma che conferma quanto gli abitanti di Rocchetta siano straordinari. Chi scrive è rimasto oggetto di un piccolo incidente ad una calzatura. Ebbene al ‘Lago Bin’ mi hanno anche aiutato a risolverlo. Un grazie particolare a Maria Grazia Carabalona. Può sembrare una cosa da poco ma, senza quell’aiuto non avrei potuto portare avanti questa testimonianza.

Carlo Alessi

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