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Politica | 03 dicembre 2019, 20:05

Rivieracqua e istanza di fallimento da Amat: il presidente Mangiante replica "C'è qualche crepa tra i sindaci. Serve soluzione definitiva a breve termine, compreso il fallimento"

"Nel caso del mancato ritiro, probabilmente qualche crepa c’è, in questa sbandierata omogeneità da parte dei sindaci, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla conferenza dei sindaci”.

Gianalberto Mangiante

Gianalberto Mangiante

“Se si intente continuare a lasciarla in questo stato è probabilmente meglio una soluzione definitiva, qualunque essa sia, compreso il fallimento. Certamente, la naturale debolezza fa si che ci siano tutta una serie di carenze nella gestione. Quindi, è inutile accanirsi contro Rivieracqua, oggi gli sforzi devono essere nel trovare una soluzione”.

Così Gianalberto Mangiante, presidente del Cda di Rivieracqua al termine di una giornata calda sul fronte dell’acqua pubblica, con la posizione assunta dal Comune di Imperia ed Amat (LINK), circa la possibilità di ritirare l’istanza di fallimento su Rivieracqua, per via del debito di 2 milioni e 600mila euro maturato nel corso degli anni per il mancato pagamento della fornitura idrica nel dianese. Istanza che peraltro sarà discussa il 20 dicembre. 


Il tutto a pochi giorni di distanza dalla posizione assunta dall’assemblea dei sindaci (LINK). “Rivieracqua va avanti secondo le indicazioni votate all’unanimità dalla conferenza dei sindaci, per presentare un piano concordatario che tenga conto di queste indicazioni, quindi, eventualmente anche con l’apertura al socio privato. - rimarca Mangiante - Chiaro che il ritiro dell’istanza fallimento è un aspetto sostanziale, anche nei confronti del tribunale. Nel caso del mancato ritiro, probabilmente qualche crepa c’è, in questa sbandierata omogeneità da parte dei sindaci, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla conferenza dei sindaci”.

“Per quanto riguarda Rivieracqua e le sue posizioni ante e post concordato, intende far fronte, considerate le disponibilità a disposizione e non si sottrae a queste obbligazioni, ripeto, nei limiti delle disponibilità esistenti e questo riguarda tutti i creditori coinvolti. L’ultima considerazione è che mi auspico che si arrivi ad una soluzione di breve termine anche perché è chiaro che la naturale debolezza della struttura di Rivieracqua, non fa altro che peggiorare la situazione. - prosegue il presidente - E’ chiaro e conclamato da tutti ed è inutile che tutti lo ribadiscano, Rivieracqua oggi non è un soggetto in grado di gestire in maniera efficiente l’idrico finché non si realizzano le indicazioni del piano”.

“Se si intente continuare a lasciarla in questo stato è probabilmente meglio una soluzione definitiva, qualunque essa sia, compreso il fallimento. Certamente, la naturale debolezza fa si che ci siano tutta una serie di carenze nella gestione. Quindi, è inutile accanirsi contro Rivieracqua, oggi gli sforzi devono essere nel trovare una soluzione. I sindaci hanno dato l’indicazione di un percorso e noi compatibilmente con quelle che sono le volontà, perchè poi, non si può obbligare o coercire volontà diverse, vogliamo portarle avanti. - conclude Gianalberto Mangiante - Se questo non sarà possibile sarà un discorso che verrà fatto a posteriori e riguarderà altre considerazioni di carattere politico che non competono certamente a me”.

Stefano Michero

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