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Cronaca | 07 gennaio 2020, 14:14

Reggio Calabria: slitta la sentenza del processo 'Breakfast' nei confronti del sindaco Scajola, si va al 24 gennaio. Pino Liuzzo non deporrà

Adesso il processo riprenderà lunedì 13 e in programma è prevista la ripresa delle arringhe dei difensori.

Pino Liuzzo

Pino Liuzzo

Il ‘neo pentito’ Pino Liuzzo non deporrà al processo Breakfast. Lo ha deciso questa mattina il Tribunale di Reggio Calabria, presieduto da Natina Pratticò, che ha rigettato la richiesta avanzata dai giorni scorsi dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, titolare dell’inchiesta che vede sul banco degli imputati l’ex ministro Claudio Scajola, attuale sindaco di Imperia, Chiara Rizzo, ex moglie dell’armatore e parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, e Martino Politi e Mariagrazia Fiordelisi, collaboratori della coppia.

Tutti sono accusati di aver messo in piedi una rete di supporto a Matacena il quale è ancora latitante a Dubai dopo essere stato condannato a tre anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Un tentativo di latitanza che dagli Emirati Arabi avrebbe dovuto sfociare in Libano. L’accusa nei giorni scorsi aveva depositato nel proprio fascicolo un verbale in cui erano contenute le dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia. L’ imprenditore  reggino dopo essere stato arrestato e condannato nell’ambito dell’inchiesta ‘Araba fenice’ ha infatti,  deciso di intraprendere la collaborazione con i magistrati della Procura dello Stretto. Interrogato dai pm Lombardo e Walter Ignazitto il 28 novembre scorso ha affrontato diversi argomenti tra cui il connubio tra  politica e ‘ndrangheta.

Agli inquirenti Liuzzo ha dichiarato che “La candidatura di Amedeo Matacena fu voluta da tutte le famiglie di ‘ndrangheta dello schieramento condelliano”. Si tratterebbe quindi di un appoggio fornito da tutte le ‘ndrine gravitanti nell’orbita della cosca Condello, attiva alla periferia nord di Reggio Calabria. Per Liuzzo non ci sono dubbi la candidatura di Matancena fu “Una candidatura voluta dal padre. E voluta, poi, da tutte le famiglie(…)Era il loro candidato… proprio dai voti poi che ha preso. Dai Labate, eh… Ficareddi, tu… tutti Nicolò Serraino… tutto quello schieramento”.

Per il Tribunale, però le dichiarazioni rese da Liuzzo, oltre a narrare circostanze risalenti nel tempo trattano fatti ed episodi che non riguardano gli imputati del processo ‘Breakfast’ ed inoltre, sono ‘distanti’ e irrilevanti rispetto ai capi di imputazione contestati. Ed è per questo che il Collegio, accogliendo quanto invocato anche dai legali Antonino Curatola e Corrado Politi, difensori di Marino Politi, ha deciso di escludere la sua testimonianza, non rinnovando quindi l’istruttoria dibattimentale.

Adesso il processo riprenderà  lunedì 13 e in programma è prevista la ripresa delle arringhe dei difensori. La sentenza quindi, slitta ancora una volta. Rispetto al calendario stilato oggi dai giudici è prevista, salvo ulteriori colpi di scena, il 24 gennaio.

dal nostro corrispondente Angela Panzera

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