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Cronaca | 17 gennaio 2020, 07:11

Danni per oltre un milione e 500mila euro in Valle Argentina: sopralluogo della Commissione governativa a Montalto Carpasio e Badalucco (Foto e Video)

La visita ha interessato i due borghi del comune di Montalto Carpasio e Badalucco. In questi paesi si è registrata la concentrazione maggiore di criticità.

Questo pomeriggio la Commissione Ministeriale e la Protezione Civile Nazionale hanno effettuato un sopralluogo in valle Argentina per constatare l’entità del danni causati dagli ultimi eventi meteo avversi tra novembre e dicembre. La visita ha interessato i due borghi del comune di Montalto Carpasio e Badalucco.  In questi paesi si è registrata la concentrazione maggiore di criticità.

LE INTERVISTE AI SINDACI MARIANO BIANCHI E MATTEO ORENGO


L’amministrazione comunale di Montalto Carpasio ha quantificato danni per 500mila euro mentre Badalucco per oltre 1milione di euro. Cifre importanti, che parlano di un territorio flagellato e con i comuni che si interrogano su come riportare alla normalità i paesi. 


Su Montalto Carpasio la situazione non è rosea anzi. Il Comune ha registrato: il cedimento banchina su strada comunale Ponte Passetto-Acqasanta; il cedimento banchina su strada Vecchia (ex. S.P.); l’accumulo di detriti e materiali di origine alluvionale depositati su strada Gruttin; la completa occlusione con fango e detriti di numerose griglie stradali; una situazione di pericolo per parziale crollo edificio su Via Sottostrade (dove il Comune interverrà in modo prioritario con i lavori di messa in sicurezza affidati alla ditta Ecogrid, essendoci un potenziale grave rischio anche per l’abitazione privata adiacente ndr); la frana sulla strada vecchia, all’altezza del frantoio Saccheri; la frana sulla strada provinciale 21 dove è stato interrotto anche un beodo irriguo; ulteriori smottamenti sulla strada per la Madonna dell’Acquasanta.

“Si sono resi conto dei nostri problemi purtroppo la vecchia mulattiera dell’Acquasanta non sarà considerata prioritaria. - commenta il sindaco Mariano Bianchi, al termine del sopralluogo a Montalto Carpasio - Bisogna vedere quale percentuale di finanziamento passerà tra gli interventi di somma urgenza segnalati. Non c’è una tempistica certa. Nel momento in cui il consiglio dei ministri confermerà lo Stato di Calamità potremo vedere come agire, per mettere in sicurezza il territorio. Ad oggi purtroppo non abbiamo certezze. Abbiamo fatto le prime somme urgenze per ridare un minimo di viabilità ma non possiamo fare altro che sperare che dallo Stato arrivino i soldi. La sicurezza è ben altra cosa”.

Discorso analogo per Badalucco che a dicembre ha dovuto fare la conta con il distaccamento di un fronte franoso importante che ha completamente invaso l’area delle abitazioni di ‘U Cian’ arrivando fino a lato della Caserma dei Carabinieri. Nelle ore immediatamente antecedenti il disastro molti badalucchesi si erano tirati su le maniche per aiutare i compaesani in difficoltà. A distanza di alcune settimane il quadro appare chiaro nella sua complessità.

“U Cian è la situazione più urgente con sei famiglie che sono ancora oggi evacuate. - conferma il sindaco Matteo Orengo - E’ l’intervento più grande. Consisterà nell’inserire barriere sul versante e fare una pulizia con sgaggiamento dei materiali a rischio crollo. Abbiamo una situazione di danno importante in località Cegno, dove c’è un versante che ha ceduto riversandosi sulla strada. Abbiamo fatto un primo intervento di sgombero ma c’è ancora molto da fare. Poi c’è regione Oxentina, dove sarà necessario costruire una barriera a protezione delle case e dei terrazzamenti. Poi c’è San Rocco, dove bisognerà mettere in sicurezza il versante per riaprire la viabilità. Stiamo aspettando un segnale dal Governo perchè il nostro comune non ha le risorse necessarie per fare tutti questi interventi”. 

Entrambi i sindaci si trovano costretti a dover aspettare una mossa da Roma e l’approvazione dello stato di calamità. Una volta passato questo provvedimento, la diretta conseguenza saranno i finanziamenti per portare avanti le opere di messa in sicurezza. La domanda principale riguarda la disponibilità concreta che sarà data ai singoli comuni e quindi a quanto ammonterà la compartecipazione alla spesa. Un dettaglio importante in queste realtà dell’entroterra dove le risorse sono limitate. I sopralluoghi odierni non servono a dare risposte ma sono necessari per arrivare al futuro finanziamento delle opere, tuttavia sulle tempistiche oggi non c’è certezza alcuna.

Stefano Michero

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