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Cronaca | 12 febbraio 2020, 16:30

Imperia, chiusa l'istruttoria del processo sulla morte di Mauro Feola: il 20 maggio si inizia con la requisitoria dell'accusa

L'uomo annegò nel luglio del 2015 nelle acque antistanti il lido "Papeete Beach". Alla sbarra ci sono i due bagnini e la titolare che, tramite l'assicurazione, hanno risarcito la famiglia con 400 mila euro

Imperia, chiusa l'istruttoria del processo sulla morte di Mauro Feola: il 20 maggio si inizia con la requisitoria dell'accusa

Bisognerà attendere il 20 maggio per conoscere le determinazioni della Procura di Imperia sul processo che tenta di fare luce sulle responsabilità della morte di Mauro Feola. L'uomo è annegato il 25 luglio 2015 nello specchio acqueo antistante lo stabilimento balneare ‘Papeete Beach’. Alla sbarra ci sono con l'accusa di omicidio colposo Aldo De Notaris e Caterina Pandolfi, i due bagnini, e Rossella Gobbi, madre di Caterina Pandolfi e titolare dello stabilimento balneare. In quella data infatti, il pm Maria Paola Marrali farà la requisitoria e renderà note le richieste di condanna o le eventuali richieste di assoluzione. Stamani infatti, il giudice monocratico Laura Russo ha chiuso l’istruttoria dibattimentale dopo aver rigettato, in quanto ritenuta superflua, l’istanza avanzata dall’avvocato Eminio Annoni, che difende i due bagnini.

Il legale, alla luce della modifica del capo di imputazione da parte dell’accusa nella scorsa udienza in cui, a seguito delle perizie è emerso che Notaris e Pandolfi, avrebbero dovuto dotarsi di attrezzatura, quali rescue tube e caschetto protettivo, aveva chiesto al giudice di acquisire un video di 20 secondi, realizzato da un consulente, volto a valutare la visione che aveva la bagnina nonché ha richiesto di effettuare nuove perizie da parte di esperti che praticano proprio i salvataggi in mare. La difesa aveva inoltre, presentato istanza di udire altri cinque testimoni. Per tutte queste richieste, il pm si è opposto e dopo la camera di consiglio il giudice le ha rigettate.

Durante l’udienza odierna infine, i legali degli imputati hanno dato comunicazione che è stato raggiunto l’accordo tra le parti per il risarcimento ai familiari di Feola, tramite la compagnia assicurativa, stimato in 400 mila euro ed è per questo che oggi l’avvocato dei familiari ha ritirato la costituzione di parte civile dal processo. Tra tre mesi quindi si porrà la parola “fine” sul dibattimento. Dopo la requisitoria del pm Marrali si registreranno le arringhe dei difensori e il giudice Russo si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza. La tesi difensiva è che quel giorno le condizioni del mare non permettessero a nessuno di entrare in acqua, nemmeno nel tentativo di salvataggio. Una tragedia quindi che non poteva essere evitata e che non addurrebbe ad alcuna responsabilità degli imputati. Per la Procura imperiese invece, non hanno assistito adeguantamente la vittima e non hanno quindi impedito la sua morte.


Angela Panzera

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