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Attualità | 22 febbraio 2020, 13:29

Imperia: vasche per l'itticoltura a largo della Galeazza, 'Spazio Vuoto' gremito per l'incontro del comitato che si oppone (foto e video)

Un incontro molto partecipato, sia da comuni cittadini, che da esponenti della politica, dell’imprenditoria e dell’associazionismo imperiese

Imperia: vasche per l'itticoltura a largo della Galeazza, 'Spazio Vuoto' gremito per l'incontro del comitato che si oppone (foto e video)

Spazio Vuoto gremito, con cittadini rimasti fuori per l’esaurimento degli spazi. È stato un successo la prima uscita pubblica del comitato “SiAMO Galeazza”, che questa mattina si è incontrato nel piccolo teatro di Oneglia, dove la direttrice artistica Livia Carli ha fatto partire la protesta, prima tramite un gruppo Facebook che conta 1800 iscritti, poi con una raccolta firme, contro il progetto di installazione di un impianto di itticoltura a largo della Galeazza.



Un incontro molto partecipato, dicevamo, sia da comuni cittadini, che da esponenti della politica, dell’imprenditoria e dell’associazionismo imperiese. Erano presenti tra gli altri infatti l’imprenditore Lucio Carli, fratello di Livia, il consigliere comunale di ‘Imperia al Centro’ Guido Abbo, che in consiglio comunale aveva con una question time chiesto spiegazioni all’amministrazione, l’ex consigliera comunale Gabriella Badano, il referente di Fratelli d’Italia Paolo Strescino, il presidente di Federalberghi Americo Pilati, e Mauro Manuello, per ‘Cittadinanza Attiva’.

Siamo già un gruppo su Facebook di 1800 persone. – spiega Livia Carli - Oggi ci incontriamo per la prima volta. Diciamo no alla Galeazza, perché è uno dei pochi posti incontaminati del ponente ligure, una spiaggia che è un po’ il centro di tutta la comunità, noi la consideriamo un luogo sacro, un tempio, tutti noi cittadini. Riteniamo che sia una grande ferita che sia stato deciso di mettere un impianto di itticoltura senza consultarci, è un problema che riteniamo politico, di ‘polis’ in quanto comunità. Alla Galeazza siamo cresciuti, venivano i nostri nonni, i nostri genitori, noi. È il testimone che passeremo ai nostri figli, e quindi in essa c’è anche il significato di tutta la nostra esistenza. È per questo che noi oggi non siamo contrari a un impianto di itticoltura, ma siamo contrari al fatto che venga istituito in un posto che è il centro della nostra comunità. Siamo una città che consideriamo ormai senza identità, ci era stata promessa una vocazione commerciale che poi è risultata fallimentare, ci è stata promessa una vocazione turistica, ci abbiamo creduto, grazie anche alla pista ciclabile. Oggi la creazione di un impianto di itticoltura va anche contro questa finalità, perché quale turista verrà mai in una città dove c’è un impianto di itticoltura? In più ci ferisce perché è il centro del nostro ritrovo, quindi è un valore sacro, per noi è la profanazione di un tempio”.



Il tema fortunatamente è sentito, lo avevamo visto su Facebook, ma è sempre importante rivedersi, guardarsi negli occhi e capire se quello che uno scrive sia veramente corrisposto da un sentimento interiore. – ha spiegato Lucio Carli - Direi che abbiamo ricevuto una grande adesione, tutti sentono questo problema della sostenibilità di una zona importante per tutti noi, come un problema da affrontare e guardare tutti insieme. Siamo aperti a tutti, non abbiamo nessuna vocazione che non sia quella di una protezione di un’area per noi molto importante a cui siamo molto legati, e che pensiamo che sia un luogo per tutto un territorio che va da tutto il golfo dianese fino a San Lorenzo al Mare. Abbiamo sentito nel cuore il bisogno di provare a riunirci, dire la nostra su questo impianto che noi non mettiamo assolutamente in discussione, ma che non ci fa piacere che venga posizionato in quel luogo, soprattutto per l’impatto che potrebbe avere su tutta la nostra comunità da un punto di vista turistico, e poi oggi la sostenibilità è una visione molto importante, Greta oggi ci fa stare molto attenti a tutto ciò che accade sul pianeta, ed è importante che noi di questa comunità imperiese diciamo la nostra posizione su questa attività”.

Mi hanno invitato, - ha dichiarato Guido Abbo - volevo ascoltare cosa dicono i cittadini di questo tema. Non voglio strumentalizzarla politicamente, non volevo intervenire, me l’hanno chiesto, ho fatto due battute velocissime, l’unica cosa che dico è che chiedo trasparenza, perché io ho fatto una question time su un tema che è già molto avanti, perché è da aprile dell’anno scorso che questa cosa è sul tavolo della giunta e del sindaco. Ho scoperto questa cosa, ho fatto una question time, mi è stato risposto in modo opaco, secondo me i cittadini che sono qua riuniti hanno diritto alla trasparenza, se il sindaco è d’accordo con questo impianto, avrà i suoi motivi ma lo dica chiaramente. Se non è d’accordo faccia tutto quello che deve e soprattutto lo spieghi ai cittadini. Questo per me è un problema di metodo, non entro nel merito perché lo stanno già facendo gli interessati”.



L'INTERVENTO DI GABRIELLA BADANO:



L'INTERVENTO DI MAURO MANUELLO:

Christian Flammia

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