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Politica | 13 dicembre 2018, 14:16

Imperia: Scajola annuncia il futuro del porto "Gestione in house al 100%", e sul passato "Un omicidio alla città" (Foto e Video)

“Sul porto è stato commesso un omicidio alla città”. Con queste parole Claudio Scajola ha commentato una delle vicende più travagliate che hanno caratterizzato Imperia negli ultimi anni

Imperia: Scajola annuncia il futuro del porto "Gestione in house al 100%", e sul passato "Un omicidio alla città" (Foto e Video)

Sul porto è stato commesso un omicidio alla città”. Con queste parole Claudio Scajola ha commentato una delle vicende più travagliate che hanno caratterizzato Imperia negli ultimi anni. Lo ha fatto nel corso della conferenza stampa durante la quale ha annunciato l’appropriazione dello scalo da parte del Comune, attraverso un rinnovo della concessione alla Go Imperia per i prossimi 12 mesi, e in seguito, grazie all’incameramento del porto da parte del demanio che permetterà al Comune di reperire le risorse attraverso la valorizzazione delle opere a terra e dei posti barca.

Un’operazione complessa che dovrà prima passare al vaglio del Consiglio Comunale del 20 dicembre. “Mi auguro che sia approvata all’unanimità”, ha auspicato il Sindaco che pochi minuti prima della conferenza ha riunito la sua giunta per l’approvazione della delibera di indirizzo da lui proposta che traccerà la linea dell’amministrazione nei prossimi anni.

L'intervento completo del Sindaco Scajola:

Si tratta di una delibera di indirizzo sulla quale abbiamo lavorato dal primo giorno in questi mesi per individuare il percorso per la ripresa dei lavori del porto, il completamento e la piena efficienza gestionale del porto stesso”.

In premessa Scajola ha elencato la lunga e travagliata storia che ha caratterizzato il porto turistico. “A fine dicembre 2006 – ha ricordato il Sindaco - viene data la concessione cinquantennale alla Porto di Imperia Spa, il 24 maggio 2014 il tribunale di Imperia dichiara fallita la Spa con una sentenza non ancora passata in giudicato perché manca la pronuncia della Cassazione. Il 18 dicembre 2014 il comune di Imperia a firma del dirigente del settore dispone la decadenza della concessione demaniale che viene confermata dal Tar nel 2016 e dal consiglio di Stato nel 2017, nei confronti del quale c’è una richiesta di revocazione presentata dalla Porto di Imperia Spa”.

Scaduti i termini di efficacia degli atti autorizzativi è venuta meno la concessione demaniale, così Capitaneria e Demanio hanno attivato il procedimento per l’incameramento del porto. La conseguenza è quello che è avvenuto fino a oggi, ovvero la gestione temporanea, con affitto d’azienda che l’amministrazione ha affidato alla Go Imperia.

Di fronte a questo – continua Scajola - noi abbiamo avuto presente due necessità: la prima di attivare tutto ciò che è necessario fare per far ripartire il porto, ultimarlo, modificare alcuni difetti di costruzione, avere una gestione efficiente di alto livello. La seconda riguarda come uscire dall’insieme dei contenziosi in atto e garantire una credibilità da parte di un ente pubblico nei confronti di coloro che hanno comprato i posti barca, sottoscritto gli atti notarili e che con la decadenza decisa dal Comune si sono trovati senza titolo per avere il possesso del posto barca legittimamente comprato. Conciliare le esigenze è molto complicato”.

Per farlo il Sindaco racconta di diversi incontri, l’ultimo ieri, con le strutture comunali e con “legali di comprovata professionalità”. Con loro, racconta Scajola, ha valutato le sentenze, compresa quella penale che ”Ha scagionato tutti gli imputati e ha soprattutto confermato che la procedura di affidamento della costruzione del porto era legittima, con sentenza passata in giudicato, come è stato recentissimamente confermato dalla decisione della commissione tributaria: il vantato debito della Porto di Imperia Spa nei confronti del fisco non era dovuto”.

Il frutto degli incontri è la delibera approvata oggi in giunta che dovrà passare per il Consiglio. “Potrebbe non essere competenza del Consiglio, perché lo è portare l’affidamento della concessione ma non una linea di indirizzo”, riconosce Scajola, che però aggiunge “La giunta ha deciso su mia proposta un percorso trasparente e chiaro, attraverso cui i soggetti sanno che il limite del lavoro è quello deciso dall’operazione che prevede compiti e obiettivi: riaffidiamo a Go Imperia per 12 mesi fino al 31 dicembre 2019 il servizio, che devo dire ultimamente è in fase di notevole miglioramento della gestione. In questo modo potremo mantenere l’esistente, svolgere le attività di accoglienza che possano contribuire a riqualificare il porto che ci consentiranno di attivare a seguito delle necessarie valutazioni di praticabilità economica e giuridica le procedure di rilascio per una concessione pluriennale che permetta l’ultimazione delle opere e la gestione a una società a totale partecipazione comunale, che sia Go Imperia o che sia un’altra società, che si occuperà di affidare le gare d’appalto”.

Il progetto prevede un piano finanziario non ancora elaborato, ma Scajola è ottimista “Se tutto andrà come deve per ultimare il porto e migliorarlo non ci sarà bisogno di un socio privato per le risorse mancanti. Questo lo possiamo fare anche alla luce della procedura di incameramento che svolge il Demanio. Se si incamera tutta la parte portuale, comprese le tre palazzine scheletro, al momento di chiedere la concessione potranno essere un’importante risorsa per sostenere il porto”.

Questa la differenza con il passato, quando si decise di scegliere il privato. “Allora il Comune non aveva i soldi. Non li ha neanche adesso, ma ora ha il porto. Quella del porto era un’operazione gigantesca che vedeva il Comune partecipare agli utili avendo un terzo, non costruendo niente, e quindi non mettendoci una lira. In cambio avrebbe avuto 11 milioni di euro per opere fatte alla città. Un’operazione fantastica fallita, un omicidio a Imperia che ha contribuito alla crisi della città”, dice Scajola, che non vuole però parlare di mandanti o presunti tali. “Io non guardo al passato, noi prendiamo atto in base a quanto successo che il porto c’è, il demanio lo incamera e noi lo prendiamo con la concessione e i cespiti di quello che possiamo metterlo sul mercato”, ha aggiunto il Sindaco rivelando che il nodo relativo al porto è stato il motivo che lo ha spinto a ricandidarsi alle ultime elezioni.

Un altro dei nodi da sciogliere è quello relativo ai titolari dei posti barca. “Il porto è stata una rapina legalizzata ai loro danni”, ha detto il Sindaco, spiegando anche la parte relativa ai 92 posti barca invenduti perché senza autorizzazione. “Ho letto della vicenda sui media come un grande scandalo. Poi ho controllato e ho scoperto che per metterli in regola ci vogliono circa 70-80mila euro a fronte delle centinaia di migliaia di euro che possono valere. Li stiamo mettendo a posto. Per il futuro non dovremo correre rischi e con la delibera si trova conferma per riconoscere diritto e partecipazione a coloro che hanno il posto barca, ma non devono ripagarlo come lo hanno già fatto anni fa”.

Infine, Scajola, sottolineando come se l’operazione andrà in porto, la città sarà più ricca, commentando la difficile situazione immobiliare globale relativa ai porti turistici annuncia “Se avessi i mezzi economici, e con il porto ultimato, comprerei un appartamento in zona”.

L'intervista post conferenza stampa:

Francesco Li Noce e Lorenzo Bonsignorio

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