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Politica | 17 settembre 2019, 12:12

Matteo Renzi lascia il Pd: Pietro Mannoni "Dispiace ma speriamo che si possa proseguire il dialogo"

“Al momento non c’è nessuna presa di posizione da parte degli aderenti al partito". Sul ritorno di Bersani: "Se il Pd, in questo momento viene ritenuta una casa politica da chi non l’ha ritenuta tale negli ultimi anni mi fa piacere ma, a livello locale, non va a cambiare nulla".

Matteo Renzi lascia il Pd: Pietro Mannoni "Dispiace ma speriamo che si possa proseguire il dialogo"

"Ecco perché lascio il Pd. Sarà un bene per tutti, anche per Conte. Per molti ‘dem’ ero un intruso": sono alcune delle dichiarazioni di Matteo Renzi, rilasciate ai quotidiani nazionali, con le quali conferma di abbandonare il Partito Democratico. Una notizia che era nell’aria ma che, comunque, può essere considerata un fulmine a ciel sereno per il Governo Conte, appena insediatosi anche con l’appoggio del Pd.

Renzi ha confermato che non lo farà comunque mancare al nuovo esecutivo giallorosso ma, ovviamente, i commenti si sono scatenati sul caso, sia a livello nazionale che locale. Nella nostra provincia il Segretario Pietro Mannoni ha fatto il punto della situazione anche se, dopo l’ufficialità della notizia, non ha ancora radunato i suoi fedelissimi e non ci sono stati incontri al vertice.

“Ho letto l’intervista di Renzi – ha detto Mannoni - e, quando ci sono queste separazioni dispiace sempre. In particolare in questo caso, visto che Renzi è stato segretario e, la sua scelta, ci lascia amarezza. La speranza è quella di poter continuare il dialogo anche se gli argomenti dovranno essere gestiti a livello nazionali. Noi l’abbiamo appresa in modo improvviso. Ritengo che il Pd resti il luogo dove svolgerà l’attività politica. C’è l’annuncio di Renzi ma la speranza è quella che ci sia una prosecuzione del dialogo. Nelle sue parole traspare comunque questa prospettiva, soprattutto per chi ha costruito e condiviso il percorso del Pd”.

C’è già stata una reazione alla decisione di Renzi e del suo entourage nella nostra provincia? “Al momento non c’è nessuna presa di posizione da parte degli aderenti al partito e, ovviamente, non ci sono ancora state riunioni in merito ma non penso che, a livello territoriale ci possano essere questioni che si possano aprire nella nostra provincia o in altre zone. Non so certo cosa farà la base”. Lei o pezzi importanti del partito a livello provinciale potreste seguirlo? “Io sono stato tra i fondatori del Pd ed il mio pensiero resta lo stesso di quando il percorso era iniziato. Abbiamo scadenze su cui lavorare, tra cui le Regionali in Liguria”.

Sul piatto c’è anche il possibile ritorno di Bersani con lo scioglimento di LeU, come lo vede? “Fino a quando sono solo voci restiamo in attesa e, onestamente, nella nostra zona non è praticamente uscito nessuno per seguire Bersani e D’Alema. Non so se accadrà la stessa cosa per Renzi, però chi esce e dopo qualche anno rientra è anche giusto che faccia le dichiarazioni sul perché ha fatto queste scelte. Io rappresento, nel bene e nel male, chi nel Pd ha sempre creduto. Ritengo che un partito se ha una motivazione di esistere, lo si vede sia nei momenti positivi che negativi. Se il Pd, in questo momento viene ritenuta una casa politica da chi non l’ha ritenuta tale negli ultimi anni mi fa piacere ma, a livello locale, non va a cambiare nulla. Tutto questo senza polemiche”.

Serafica è arrivata la dichiarazione dell’unico Consigliere regionale del Pd della nostra provincia, Giovanni Barbagallo, che ha così commentato l’abbandono di Renzi: "Chi lascia la vecchia strada per quella nuova sa quel che perde, ma non sa quel che trova" utilizzando un detto comune, ma che lascia trasparire la sua decisione di non seguire l’ex segretario.

Carlo Alessi e Francesco Li Noce

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