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Attualità | 27 novembre 2019, 13:27

Crisi Rivieracqua: l’assemblea dei sindaci dice ‘sì’ all’ingresso del privato e chiede ad Amat il ritiro dell’istanza di fallimento (Foto e Video)

Questa mattina la votazione decisiva da parte dell’assemblea dei sindaci

L'assemblea di Rivieracqua in Comune a Sanremo

L'assemblea di Rivieracqua in Comune a Sanremo

C’è il ‘sì’ definitivo e ufficiale all’ingresso del socio privato per salvare le sorti di Rivieracqua. L’assemblea dei sindaci riunita questa mattina a Sanremo ha votato favorevolmente all’unanimità il cambio di statuto con un documento che dà il mandato al Cda per l’attuazione delle procedure necessarie per trasformarla, inoltre, in Spa dando così l'addio al servizio in house.

Al contempo l’assemblea ha anche chiesto ufficialmente ad Amat di ritirare l’istanza di fallimento che prevede (al momento) l’udienza prefallimentare fissata per il prossimo 20 dicembre in Tribunale a Imperia.

La lunga mattinata sanremese si è aperta alle 9 con l'incontro con i sindacati, per poi proseguire con la relazione ai sindaci da parte del commissario Gaia Checcucci che ha ripercorso tutte le tappe della delicata e articolata vicenda Rivieracqua. Poi l'assemblea dei sindaci che ha votato all'unanimità il documento.

Al termine della votazione i sindaci hanno organizzato una conferenza stampa nella quale hanno esposto le loro considerazioni e dalla quale emerge chiara l'intenzione da parte di tutti di ribadire che l'acqua resterà pubblica e che l'ingresso del socio privato in Rivieracqua non pregiudicherà la filosofia del bene pubblico. Il socio privato entrerà tramite gara pubblica con una quota minima del 30% e una quota massima del 49%. Per la gestione dell'acqua pubblica, infatti, esistono due modalità: o in house (con un Comuni che si fanno carico del servizio) o con una società mista a gestione pubblico/privato, con il privato che non può andare oltre il 49%.

Cosa succederà per le bollette? Le bollette recepiranno la tariffa dell'ambito, fornendo i fondi per coprire le spese del pubblico e per consentire anche il giusto profitto del privato. Ci saranno fasce che vedranno aumenti e altre no.

Pietro Zampedroni

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