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Cronaca | 27 novembre 2019, 16:30

Imperia: il Tar boccia l'ordinanza anti cinghiali in città del sindaco Scajola, "materia già disciplinata dalla legge"

Con una sentenza breve, il tribunale amministrativo regionale ha infatti accolto il ricorso presentato dall’associazione Vittime della Caccia

Imperia: il Tar boccia l'ordinanza anti cinghiali in città del sindaco Scajola, "materia già disciplinata dalla legge"

Il Tar boccia l’ordinanza anti cinghiali del comune di Imperia. Con una sentenza breve, il tribunale amministrativo regionale ha infatti accolto il ricorso presentato dall’associazione Vittime della Caccia, rappresentata dall’avvocato Massimo Rizzato, contro l’ordinanza contingibile e urgente del sindaco Claudio Scajola finalizzata al contenimento dei cinghiali in città, firmata lo scorso 19 settembre.

L’associazione contesta la parte dell’ordinanza in cui il sindaco “demanda agli agenti della vigilanza faunistica venatoria di adottare misure necessarie al contenimento dei cinghiali (sus scrofa) con i metodi ritenuti più efficaci e risolutivi in relazione alle circostanze fattuali di tempo e di luogo”.

Il Tar ha accolto il ricorso, ricordando precedenti sentenze in cui si specifica che “non si può utilizzare lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente, risultando la materia già compiutamente disciplinata dalla legge regionale n.29\94”.

“In particolare, - scrivono i giudici - nell'ordinamento della Regione Liguria, infatti, sono previste apposite norme per fare fronte all'emergenza collegata alla presenza della fauna selvatica e, in particolare, dei cinghiali.

L'art. 36, comma 4, della L.R. 1 luglio 1994, n. 29, stabilisce che "gli interventi di controllo della fauna selvatica effettuati in ambito urbano avvengono previa ordinanza prefettizia o sindacale, con la presenza ed il coordinamento di agenti od ausiliari di pubblica sicurezza", difettando pertanto “il requisito della contingibilità, intesa come impossibilità di fronteggiare con gli strumenti ordinari una situazione non tipizzata dalla legge di pericolo effettivo (cfr., in analoga fattispecie, T.A.R. Liguria, sez. II, 21 luglio 2017, n. 653)”.

Poiché la giurisprudenza, non solo di questo Tribunale ( Tar Liguria II, n.744 del 30\9\2019; Tar toscana n.163\2019) è consolidata nel ritenere che la previsione di abbattimenti selettivi di cinghiali ed in generale della fauna selvatica sono disciplinate da apposite norme dell’ordinamento, nessuno spazio residua per le ordinanze ex artt. 50 e 54 del Dlgs n.267\2000.

Sulla base delle pregresse indicazioni appare pertanto illegittimo il ricorso all’utilizzo dello strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente per fronteggiare una situazione ormai da anni diffusa su tutto il territorio ligure e priva di quell’indispensabile requisito dell’impossibilità di farvi fronte con gli strumenti ordinari posti dal legislatore per regolare le più svariate fattispecie proprie del vivere sociale.

Nel caso di specie, l’art. 36 della L.R. Liguria 1.7.1994, n. 29 detta apposite norme per fare fronte all'emergenza collegata alla presenza della fauna selvatica in generale e del cinghiale in particolare, mediante l’autorizzazione da parte della regione, di concerto con gli enti locali interessati, di specifici interventi di controllo, anche mediante piani di abbattimento da effettuarsi in deroga ai divieti di cui all’art. 21 comma 1 lett. e) della L. n. 157/1992 (divieto di esercizio della caccia nelle aie e nelle corti o altre pertinenze di fabbricati rurali, nelle zone comprese nel raggio di cento metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade carrozzabili, eccettuate le strade poderali ed interpoderali)”.

Francesco Li Noce

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