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Attualità | 11 gennaio 2020, 07:11

Imperia e le occasioni perdute: quando la Provincia rifiutò l'offerta del famoso clown Bernhard Paul di fare di villa Grock un museo con i cimeli originali del celebre artista

C’è stata un’occasione mai sfruttata dalla Provincia, proprietaria dell’immobile che forse avrebbe permesso di dare a Grock un degno ricordo di sé e alla città di godere della fortuna di aver ospitato uno dei personaggi più illustri della sua epoca

Imperia e le occasioni perdute: quando la Provincia rifiutò l'offerta del famoso clown Bernhard Paul di fare di villa Grock un museo con i cimeli originali del celebre artista

Se qualcuno di voi ha mai sentito parlare della città svizzera di Corsier-sur-Vevey molto probabilmente la assocerà al leggendario Charlie Chaplin, la star del cinema muto che, una volta espulso dagli Stati Uniti, decise che la cittadina svizzera dovesse essere il luogo in cui trascorrere gli ultimi anni di vita. Un po’ come ha fatto un’altra grande star dell’epoca, Adrien Wettach, in arte ‘Grock’ che scelse però Imperia come ultima residenza, dove fece costruire una villa sulle Cascine, patrimonio artistico mai del tutto valorizzato.

Corsier-sur-Vevey ha colto l’occasione, a fianco alla storica casa dell'attore è sorto il 'Chaplin's World', un museo che raccoglie i cimeli di famiglia, oltre a una serie di statue, tra cui una dedicata a ‘Charlot’, il personaggio più celebre dell’attore britannico.

Imperia da anni ha nelle corde un rilancio attorno a villa Grock. Il sindaco Claudio Scajola ha parlato di un recupero del giardino con la riapertura dei giochi d’acqua, vera attrazione del parco.

Quello che però saltava all’occhio ieri mattina, visitando la residenza in occasione dei 140 anni dalla nascita del clown, è che nonostante i continui e meritevoli sforzi del ridottissimo personale, la mancanza di investimenti si faccia sentire. All’interno della villa già nel 2013 è nato un museo dove mancano arredi e oggetti appartenuti a Grock, oltre a infissi, vetrate e porte originali. A tutto ciò si aggiungono le difficoltà nella gestione che costringono il personale a chiudere i battenti nel fine settimana, e solo da quest'anno è prevista l'apertura di villa e museo il venerdì mattina.

C’è stata però un’occasione mai sfruttata dalla Provincia, proprietaria dell’immobile che forse avrebbe permesso di dare a Grock un degno ricordo di sé e alla città di godere della fortuna di aver ospitato uno dei personaggi più illustri della sua epoca.

A metà degli anni duemila, infatti, Bernhard Paul, direttore del circo Roncalli, uno dei clown viventi più famosi al mondo, contattò l’ente a cui fornì una bozza di piano – che Imperia News ha letto – proponendo di fornire in prestito i numerosi cimeli in suo possesso, comprese le preziose vetrate originali, oltre a decine di oggetti appartenenti a Grock per cui Paul ha avuto da sempre un'ammirazione, tanto da chiamare il figlio, nato il 10 gennaio, Adrien, nome di battesimo del clown svizzero, nato lo stesso giorno.

In cambio chiedeva che la Provincia ne facesse un museo, che si attivasse un servizio di bar – che all’interno della villa esiste, ma quasi mai utilizzato – che se ne potesse ricavare del merchandising, l’utilizzo di immagini e materiale sonoro oltre che la commercializzazione di 'Grock', che venissero organizzati dei simposi e proiezioni di film e l’istituzione di un archivio mondiale dei clown.

Nel piano Paul elenca gli oggetti in suo possesso, e narrano le cronache, non ci fu mai da parte della Provincia la volontà di portare avanti la proposta, tanto che il direttore del circo Roncalli decise di tenere tutto per sé, ancora provato dal suo difficile rapporto con le istituzioni locali.

Francesco Li Noce

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