/ Cronaca

Cronaca | 25 febbraio 2020, 19:40

A La Spezia il secondo caso di Coronavirus in Liguria: è un 54enne passato da Codogno

E' un uomo di 54 anni ricoverato presso malattie infettive nell'ospedale le sue condizioni non sono gravi anche se presenta i sintomi.

A La Spezia il secondo caso di Coronavirus in Liguria: è un 54enne passato da Codogno

Dopo quello di Alassio secondo caso di Coronavirus in Liguria. Questa volta il contagio arriva da La Spezia, nell’estremo Levante della nostra regione. E' un uomo di 54 anni ricoverato presso malattie infettive nell'ospedale le sue condizioni non sono gravi anche se presenta i sintomi. Il paziente è giunto in osservazione in tarda mattinata è stato sottoposto a due test che hanno dato esito positivo. 


“Anche per questa persona – ha detto Toti – stiamo ricostruendo, come per Alassio, la catena epidemiologica. Si sa già che è passato per la zona rossa di Codogno per sue attività hobbistiche e poi è ritornato a casa.  Anche in presenza di questo secondo caso non cambia l’ordinanza emanata che resta in vigore fino a domenica, se la prorogheremo verrà deciso non prima della riunione con il governo di lunedì mattina.”


I numeri sono quelli di stamani, 25 persone sono in sorveglianza attiva su ASL 1, per un totale di 347 individui su scala regionale. In questo momento sono in corso altri 5 tamponi di verifica che risultano tutti negativi. Nella zona di Alassio sono ancora in corso tre tamponi provenienti dalla stessa struttura alberghiera della paziente ricoverata al San Martino di cui verranno date notizie domani. 

Riguardo al primo caso localizzato su Alassio ed alla situazione che sta interessando l'albergo dove soggiornava la 74enne. "Ammontano a 146 le persone già prese in carico dalla Protezione civile regionale all’interno dell’hotel di Alassio, dove resteranno nei prossimi giorni, a cui si stanno fornendo pasti. La protezione civile regionale è impegnata a dare risposte a tutte le persone in quarantena. Anche i medici che sono entrati in contatto con la paziente ricoverata al San Martino sono stati rintracciati e ora sono sotto sorveglianza".

L’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone che sta affiancando i titolari dell’albergo di Alassio presso cui ha soggiornata la paziente del San Martino ha ribadito che “violare l’ordinanza è un reato, ma non esiste un piantonamento h24”.

 “La situazione è seria – ha sottolineato Toti – ma non bisogna drammatizzare, in serata ho dato l’intesa al decreto emanato dal presidente del Consiglio dei Ministri che prevede linee guida per le regioni con focolai e in questo modo si proseguirà, almeno fino a domenica, a meno che domani, in accordo con il Governo, non vengano assunte misure più restrittive per determinate zone”.

L’assessore Viale ha ricordato la prosecuzione dei tavoli tecnici che si sono riuniti oggi “per condividere le azioni e la diffusione di informazioni a tutti gli operatori sanitari e per far conoscere al meglio le modalità di accesso al sistema. Stiamo puntando ai 25.000 operatori sanitari del nostro servizio sanitario, ma anche agli operatori della sanità privata per evitare difformità sul territorio regionale. Abbiamo inoltre ribadito a tutti di non recarsi presso gli studi medici ma di telefonare. Inoltre abbiamo aumentato alcune unità lavorative presso la ASL 1 e la ASL 2 e chiesto ai pediatri e ai medici di medicina generale di essere reperibili dal lunedì al venerdì. Tenendo conto che nel fine settimana è previsto il servizio di continuità assistenziale della Guardia medica”.

L’infettivologo Matteo Bassetti ha confermato le buone condizioni della paziente del San Martino e ha ribadito che “si tratta di un’infezione che decorre in maniera lieve e solo in piccola percentuale in modo grave. Anche questo caso confermerebbe che le condizioni sono discrete e che, se non fosse stato per il momento epidemiologico in corso, la signora sarebbe stata gestita a casa dal suo medico di base. Nel 90% dei casi è una patologia che si autoelimina e che può essere più impegnativa nel 10-15% dei casi e solo nel 5% può avere un andamento critico. Siamo comunque pronti con farmaci sperimentali per usarli nel caso le condizioni dei pazienti si facessero critiche”.

L’infettivologo Giancarlo Icardi ha voluto ricordare che entrambi i due casi liguri sono di importazione e sono correlati alla zona rossa della lombardia. “Non siamo di fronte a un supervirus – ha detto Icardi – ma  a un virus nuovo su cui abbiamo innalzato la soglia di attenzione. Si sta facendo il massimo per bloccare la catena epidemica”. 

Redazione

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium