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Politica | 28 febbraio 2020, 13:19

Imperia: itticoltura a largo della Galeazza, il Comune chiede nuovi pareri, ma il sindaco avverte "Non c'è rapporto costi-benefici" (foto e video)

Il Comune prende tempo non ritenendo concluso l’iter chiedendo una nuova conferenza dei servizi chiedendo nuovi pareri, già espressi in passato, ma che il sindaco Claudio Scajola ritiene siano nel frattempo scaduti.

Imperia: itticoltura a largo della Galeazza, il Comune chiede nuovi pareri, ma il sindaco avverte "Non c'è rapporto costi-benefici" (foto e video)

Itticoltura alla Galeazza. Il Comune prende tempo non ritenendo concluso l’iter chiedendo una nuova conferenza dei servizi chiedendo nuovi pareri, già espressi in passato, ma che il sindaco Claudio Scajola ritiene siano nel frattempo scaduti.

Abbiamo esaminato punto per punto l'iter – ha spiegato Scajola ai giornalisti al termine dell’incontro di stamattina - e abbiamo valutato che alcuni pareri sono eccessivamente datati. Nel frattempo sono cambiate anche le normative nel merito e le competenze. A differenza di quanto viene ritenuto dalla società Aqua pensiamo che l'iter non sia concluso. Convocheremo, quindi, una conferenza dei servizi  istruttoria per acquisire tutta la nuova documentazione sia dal punto di vista ambientale, del fondo marino e correnti con il ministero delle Politiche agricole”.



Alla riunione erano presenti, per la Regione Liguria l'assessore al  Demanio e ambiente Marco Scajola e Pierpaolo Tomiolo, per la Soprintendenza Liguria Simon Luca Trigona, il comandante della Capitaneria di porto Giuseppe Semeraro anche in rappresentanza del Comando Marina Nord,  Danilo Manconi per l' Istituto idrografico della Marina. L'Agenzia del Demanio non è a causa di limitazioni derivanti dall'emergenza coronavirus partecipando  tramite una nota.  Per il Comune oltre al sindaco erano presenti il vice sindaco Giuseppe Fossati,l l'assesso al Commercio Gianmarco Oneglio, il segretario  generale Rosa Puglia, per l'ufficio legale Manolo Crocetta e Sonia Martini per l'ufficio porti.

Scajola, ai cronisti presenti ha fatto una valutazione politica, ritenendo insufficiente l’analisi costi-benefici del progetto:

Devo altresì dire che nelle valutazioni che intendo esprimere per non nascondermi dietro un dito ritengo che non ci sia rapporto tra costo e benefici per consentire la costruzione nel nostro spazio acqueo di un impianto di itticoltura”. Tutto fermo dunque. Uno stallo che potrebbe portare a una battaglia legale? “Spero di no – ha risposto il sindaco - perché devo tutelare contemporaneamente come sindaco della mia città l'interesse dei cittadini e dell'ambiente ma con la prudenza necessaria affinché tutti gli atti siano inattaccabili”.

Al fronte del no – ha poi detto Scajola - dico che di questo argomento non ho mai voluto parlare, non ho mai avuto confronti perché non ritenevo giusto, finché non fossi stato totalmente a conoscenza degli argomenti, esprimere un mio parere. Ho ricevuto recentemente alcune persone esponenti di questo comitato, per ascoltare, perché è giusto ascoltare, ma non ho espresso opinioni con nessuno, la prima volta è adesso perché è motivata da un approfondimento che abbiamo fatto”.

Ho letto tante cose, non studiate, non pensate, anche perché non tutti hanno la documentazione per poter verificare e approfondire. C’è una disposizione legislativa come è successo per le spiagge, anche questa contestata, che proroga automaticamente le concessioni, ma questa non è stata assolutamente una decisione del comune di Imperia che quando ha ricevuto, ad aprile di quest’anno l’istanza di modificazione dell’impianto, passando da dodici a otto vasche, e quindi conseguentemente all’impianto che ha delle modificazioni, in automatico sono arrivati due pareri, ma il comune di Imperia non ha mai dato risposte. C’è stato un sollecito di qualche giorno fa, su questo abbiamo convocato l’incontro odierno per avere pareri, consigli, approfondimenti degli argomenti. Lo abbiamo fatto ottenendo grande collaborazione su questo approfondimento. Io devo mettere insieme l’interesse dei cittadini che è la difesa dell’ambiente, l’occupazione della città, ma anche non trascinare il comune di Imperia in un contenzioso pericoloso. Credo che lo riusciremo a conciliare”.

Io i miei convincimenti personali li avevo, ma ritengo che il sindaco non debba muoversi per convincimenti personali, conoscere per deliberare, e quindi abbiamo fatto tutti gli approfondimenti. Ho scoperto anche cose che non sapevo, non si smette mai di imparare. Questo mi è servito oggi per avere il conforto senza posizioni diverse, direi complessivamente un giudizio unanime della necessità di muoversi in questo modo. Potrei dire un’altra cosa però: che siccome ci sono dei fondi dello Stato e della Regione per l’itticoltura, forse si potrebbe trovare il modo per valutare se in tutta la regione Liguria ci sono dei luoghi che possono essere più adatti per non sprecare i soldi per non sprecare i soldi e non rimandarli indietro in Europa”.   

Francesco Li Noce

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