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Cronaca | 06 marzo 2020, 20:07

Coronavirus: primo morto in provincia di Imperia, si tratta di un 75enne di Sanremo ricoverato al Borea (video)

“Per la prima volta stanno comparendo casi autoctoni, il cui tracciato epidemiologico risulta complesso. – ha spiegato Toti – Si tratta di persone già ospedalizzate". Salgono a 34 i casi in regione

Coronavirus: primo morto in provincia di Imperia, si tratta di un 75enne di Sanremo ricoverato al Borea (video)

Primo morto in provincia di Imperia per il contagio da coronavirus. Lo ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti nel consueto punto stampa. Si tratta di un uomo residente a Sanremo di 75 anni che si trovava all’ospedale Borea di Sanremo, dove era ricoverato per altre patologie.

Il paziente si trovava nel reparto di malattie infettive: "Dopo essere stato ricoverato in ospedale - scrive la Regione - per una perforazione intestinale. Dopo aver fatto una tac è emersa una brutta polmonite e sottoposto al test è risultato positivo. Successivamente il paziente, dal quadro clinico già compromesso, è deceduto nel reparto di infettivologia". In totale i decessi in Liguria salgono a cinque.

“Sono 34 i casi positivi ad oggi in Liguria. Sono in corso alcune decine di tamponi quindi è possibile che i numeri crescano ancora. Gli ospedalizzati sono 23, mentre 11 sono al domicilio. Le persone in sorveglianza attiva sono 521”.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha fatto il punto questa sera sull’emergenza coronavirus. Complessivamente si sono verificati 5 decessi in Liguria: l’ultimo in Asl1 all’ospedale di Sanremo, di un paziente di 75 anni, originario di Sanremo. “Si tratta di un caso randomico di un paziente che non rispondeva alle cure – ha spiegato il governatore -. Questo conferma che, per la prima volta, registriamo casi liguri, non collegati ai cluster noti del savonese e dello spezzino e per questo con un quadro epidemiologico molto più complesso da tracciare”. “Per questa ragione – ha proseguito il presidente Toti - anche alla luce dell’espansione del virus in Lombardia e in Piemonte, Siamo una delle prime regioni Ad aver predisposto un piano incrementale, in parte già in atto, per far fronte ad un aumento significativo dei casi che richiedano un ricovero in ospedale. Vogliamo e dobbiamo essere pronti a numeri importanti, perché il contagio ha un andamento esponenziale. Al contempo, stiamo individuando le strutture che utilizzeremo per la sorveglianza attiva di coloro che non possono trascorrere il periodo indicato al proprio domicilio o che vengono dimessi dagli ospedali. Ci prepariamo a gestire picchi di contagio senza andare in affanno ma garantendo cure adeguate a tutti coloro che ne avranno bisogno. Ognuno deve affrontare un piccolo sacrificio ma dobbiamo essere consapevoli che tra coloro che avranno bisogno di cure possono esserci parenti e amici di ciascuno di noi. È evidente che tutto questo durerà per il tempo necessario a gestire l’emergenza per poi tornare alla normalità”.

“Non vorrei assistere a fenomeni spiacevoli: nessuno è immune – prosegue il presidente della Regione - e non ha senso avere paura di un medico o di un infermiere o di un volontario di protezione civile. Quello che cittadini devono temere è il contagio che non si conosce, non quello che si conosce, si cura e si contiene. Ricordandoci sempre che nella stragrande maggioranza dei casi di coronavirus si guarisce”.

Alle polemiche sul Piano predisposto dalla task force di Alisa, presidente Toti risponde: “Chi ricopre cariche istituzionali dovrebbe sapere che da queste discendono anche delle responsabilità, tra cui quella di non parlare a vanvera facendo inutili allarmismi. Fare polemiche in questo momento penso sia cosa idiota e da sconsiderati. Gli ospedali torneranno alla loro vocazione non appena questa emergenza sarà superata. Non è detto che ne avremo bisogno ed è per questo che il Piano prevede step incrementali ma – sottolinea Toti - quando e se sarà necessario gli ospedali Evangelico e Micone potranno essere dedicati esclusivamente a questa emergenza. Credo che stiamo adottando scelte precauzionali e assolutamente razionali. Nessun quartiere o presidente di Municipio o esponente di partito politico dovrebbe mettersi a fare polemica per guadagnare un voto o due: lo trovo veramente sconsiderato”.

Per la prima volta stanno comparendo casi autoctoni, il cui tracciato epidemiologico risulta complesso. – ha spiegato Toti – Si tratta di persone già ospedalizzate".


Il governatore, che insieme ai suoi assessori ha ricordato le misure prese oggi dalla sua giunta, che prevedono incentivi fino a 500 euro per genitori con figli costretti a rimanere a casa per la chiusura delle scuole, ha detto di essere pronto a un incremento esponenziale dei casi, come già sta avvenendo in Lombardia e in Piemonte.

"Ci aspettiamo un incremento dei pazienti - ha inoltre aggiunto il presidente della Regione - Ci prepariamo ad affrontare picchi di contagio importanti senza ad andare in affanno"

In totale oggi i contagiati in Liguria sono trentaquattro, dieci in più rispetto a ieri. Ventitre sono ospedalizzati, undici in sorveglianza attiva. Sei sono i ricoverati all’ospedale di Sanremo, due sono i ricoverati in Asl2, nove al San Martino, due al galliera e cinque in Asl5.

CASI POSITIVI IN LIGURIA: totali 34, di cui:
Ospedalizzati complessivi: 23. In particolare:
Asl 1 (Imperia) 6
Asl 2 (Savona) 5
Ospedale Policlinico San Martino (Genova) 9
Galliera (Genova) 2
Asl 5 (Spezia) 1
Al domicilio: 11 

Pazienti in sorveglianza attiva: 521 totali
Asl 1 – 88
Asl 2 – 277
Asl 3 - 65
Asl 4 - 36
Asl 5 – 55

La vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale ha spiegato che il Piano elaborato dalla task force di Alisa “agisce in due direzioni, per potenziare sia la risposta ospedaliera sia la risposta territoriale”.

In particolare, per quanto riguarda gli ospedali “Il piano è puntuale e definito – ha sottolineato Viale - ed è stato elaborato per tempo rispetto bisogni potenziali emergenti. Il punto essenziale è che non dobbiamo considerare il singolo reparto o ospedale o la singola Asl ma pensare che tutto il sistema è chiamato a dare risposte ai liguri, a chi vive qui. E, considerata l’età dei liguri, è possibile che avremo bisogno di un numero maggiore di letti nelle terapie intensive e rianimazioni. Noi stiamo lavorando per questo, per garantire una risposta a chi ne avrà bisogno, con un piano che verrà attuato in modo progressivo, mano a mano che prevediamo aumenterà la domanda, sapendo che, una volta superata l’emergenza, il sistema tornerà alla normalità. Le polemiche sono sintomatiche del fatto che, probabilmente, chi le fa non si sta rendendo conto di cosa sta accadendo in Liguria, in Italia e nel mondo”.

Per quanto riguarda invece il potenziamento della risposta territoriale, la vicepresidente Viale ha sottolineato che “il percorso di domiciliazione è strategico e fondamentale. Per questo oggi in Giunta sono stati istituiti presso le Asl i Gruppi Strutturati di Assistenza territoriale (Gsat) dedicati all’emergenza epidemiologica da Covid19. Saranno formati da un medico di continuità assistenziale (guardia medica) e un infermiere per garantire l’assistenza domiciliare sia ai pazienti affetti da coronavirus senza sintomi di rilievo gestiti a domicilio sia ai pazienti dimessi dall’ospedale. Inoltre i Gruppi costituiranno un supporto per l’esecuzione dei tamponi nella fase di diagnosi precoce sui soggetti individuati e segnalati dai Servizi di igiene e prevenzione aziendali, lavorando in sinergia anche con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta".

“Abbiamo già registrato diverse adesioni – spiega l’assessore Viale – oltre 30 nella Asl3 e una decina nella Asl2. Voglio ringraziare tutto il personale sanitario, non solo coloro che stanno lavorando senza sosta nei nostri ospedali ma anche i professionisti che si stanno mettendo al servizio del sistema, in un momento di emergenza. Sono certa che insieme ce la faremo”.

I NUMERI DEL PIANO SANITARIO

Rianimazione e Terapia intensiva
Step 1:
25 posti dedicati a Covid19 dei 113 esistenti. 88 posti rimangono dedicati all’urgenza e all’elezione non differibile.
Step 2: aumento di 22 posti letto per traguardare 125 posti letto complessivi, di cui 65 saranno dedicati a pazienti con covid19.

Media intensità e Malattie Infettive
Step 1:
individuata necessità di 99 posti letto dedicati a pazienti con covid19.
Step 2: obiettivo 160 posti letto complessivi dedicati. Di cui: 17 all’ospedale di Sanremo (Asl1), 9 all’ospedale di Albenga, 14 all’ospedale di Savona (Asl2), 15 al Sant’Andrea della Spezia (Asl5). Area Metropolitana: 50 all’ospedale Evangelico, 25 al Galliera, 30 all’Ospedale Policlinico San Martino.
Step3: obiettivo 250 posti complessivi dedicati. Di cui circa 100 all’ospedale Micone di Sestri Ponente.

Francesco Li Noce

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