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Cronaca | 06 marzo 2020, 07:11

Psicosi coronavirus: sui social spopola il post "bufala" sui 18 operatori del pronto soccorso positivi al tampone

A generare allarme anche un audio inviato su decine di chat. Il personale sanitario entrato in contatto con la coppia bergamasca, che alloggiava in un hotel di Diano Marina, sta bene ed è asintomatico ed è in "isolamento fiduciario obbligatorio". Nessuno risulta essere stato contagiato

Psicosi coronavirus: sui social spopola il post "bufala" sui 18 operatori del pronto soccorso positivi al tampone

Tra "bufale" su Facebook e messaggi audio inviati su Whatsapp ieri sera, a Imperia e dintorni, si è toccato l'apice della psicosi.

L'emergenza per il contagio da Coronavirus non risparmia nessuno e nonostante la Regione Liguria ogni giorno con appositi punti stampa dia informazioni aggiornate su persone ospedalizzate, persone in sorveglianza attiva, nuovi contagiati e persone guarite, basta un sms inviato in qualche gruppo a gettare una comunità nello sconforto, che molto spesso sfocia nel grottesco. Erano da poco passate le ore venti che un utente tramite un post su Facebook allarmava l'universo social per il contagio di 18 operatori sanitari aggiungendo un 'ringraziamento' alla signora, originaria della provincia di Bergamo, che due giorni fa dall'albergo in cui soggiornava a Diano Marina si era recata in pronto soccorso ad Imperia poiché stava male.

Un malessere che successivamente ha riscontrato la sua positività, e quella del marito, al coronavirus; notizia questa che ha fatto scattare subito il protocollo ministeriale e ieri ha visto tutto il personale dell'albergo finire in quarantena assistita a casa, mentre i quasi 50 ospiti essere isolati all'interno dell'hotel a Diano insieme alla famiglia dei titolari della struttura e a quella del portiere.

Isolamento che è terminato nel tardo pomeriggio di ieri perché il comune di Diano, attraverso il corpo della polizia municipale, e i Carabinieri hanno provveduto a coordinare le operazione di rientro della comitiva nel bergamasco. Operazioni queste documentate dalla maggior parte di giornali, siti web di informazione, radio e tv locali e nazionali, ma che non sono bastate a placare la psicosi. Oltre al post diffuso su Facebook si è aggiunto anche un audio rimbalzato su decine e decine di chat. Un voce femminile "informava in tempo reale" che la positività al coronavirus era "transitata anche all'ospedale di Imperia dove 18 sanitari sono in quarantena perché positivi" e ciò ha portato ad una "rivalutazione dei turni di lavoro". La donna si è palesata come "operatore sul campo" sostenendo di dover sostituire un collega per il turno di guardia poiché lo stesso aveva avuto "l'onore", detto chiaramente in modo ironico, di visitare la donna giunta da Diano in pronto soccorso l'altro ieri mattina aggiungendo infine, che ogni "misura di contenimento dei contatti è sacrosanta".

Senza voler addossare responsabilità all'autrice dell'audio occorre, però fare chiarezza e riportare i dati veri. Lo si deve alle Istituzioni sanitarie e non che stanno fronteggiando l'emergenza con abnegazione e alto spirito di servizio, ma lo si deve soprattutto ai cittadini i quali hanno il diritto di entrare in possesso di informazioni veritiere e non di vedersi rifilare "bufale" quando si tratta di argomenti così delicati, la cui distorsione può generare non solo allarmismi per la propria salute, ma anche per la tutela economica e sociale di un'intera provincia già duramente provata dalla situazione generale.

E parte della psicosi, sempre su social e applicazioni di messaggistica, arrivano anche da Sanremo e Taggia. Anche in questo caso vengono fatti girare audio dove si confermano due casi di Coronavirus nella zona tra Arma e Taggia, vicino alla caserma dei Carabinieri. Girano messaggi su caos totali al pronto soccorso di Sanremo con infermieri che sui loro profili Facebook invitano a non uscire di casa. C’è anche quello secondo il quale i due coniugi dell’hotel ‘Paradiso’ di Diano sono stati portati al pronto soccorso di Sanremo (ovviamente è falso) invece delle malattie infettive al ‘Giannoni’, con la successiva messa in quarantena di dottori, infermieri ed equipaggio dell’ambulanza (anche questo falso).

Forse in molti dovremmo stare un pochino più calmi ed evitare questo tipo di 'catene di Sant'Antonio' che oggi sfruttano la velocissima rete di social e cellulari per diffondersi rapidamente ovunque. Fate attenzione perchè non è certo in questo modo che si sconfigge il virus. D'altro canto ieri abbiamo anche letto, che i 18 tra operatori del pronto soccorso e delle ambulanze che avevano portato i due coniugi bergamaschi in ospedale erano relativi a Sanremo (falso). Scrivere 'Coronavirus a Sanremo' parlando di questi 18 operatori è fuorviante.

Sono 42 in tutto le persone con "sorveglianza attiva" nel territorio di competenza dell'Asl 1 ossia della provincia di Imperia mentre due sono i contagiati, ossia i coniugi originari di Brembate di Sopra giunti da Diano Marina e ricoverati a Sanremo. Solo la coppia è quindi al momento risultata positiva al coronavirus. Come comunicato nella giornata di mercoledì è emerso che il 28 febbraio scorso la donna si era sentita male ed era stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso di Imperia, accompagnata dal marito. La donna era stata dimessa ed era rientrata in albergo. Mercoledì sera, a seguito di un malore, la signora è stata nuovamente trasportata al Pronto soccorso di Imperia, accompagnata dal marito.

"L’Asl 1 Imperiese - come riportato in una nota stampa ufficiale - ha provveduto a individuare tutto il personale sanitario e delle ambulanze che sono entrati in contatto con la coppia: si tratta di 10 dipendenti della Asl e 8 del personale dell’ambulanza e automedica, che si trovano già in isolamento fiduciario obbligatorio al proprio domicilio, sospesi dal servizio. Stanno bene e sono asintomatici". E ribadiamo riguardano la zona di Imperia e non Sanremo.

Quindi le 18 persone, al momento, non sono state contagiate né sono positive, ma si trovano in isolamento presso le proprie case in modo preventivo e la loro salute non versa in condizioni negative. Di negativo c'è solo il clima che si è creato sui social e sulle applicazioni di messaggistica (reali vettori del virus della psicosi) per cui gli unici 'vaccini' sono la corretta informazione e soprattutto il buon senso.

Angela Panzera - Carlo Alessi

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