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Cronaca | 08 marzo 2020, 09:51

Nella notte in molti dalle zone rosse alla nostra provincia: stiamo tutti uniti ma serve maggiore senso di responsabilità

Molti camper nella zona di Pian di Poma, ma non accusiamo nessuno per favore. Dobbiamo essere tutti coesi in un momento difficile per il paese, ma bisogna evitare gli spostamenti. E' la prima direttiva. Non viviamo un momento storico normale.

Nella notte in molti dalle zone rosse alla nostra provincia: stiamo tutti uniti ma serve maggiore senso di responsabilità

Una premessa: nessuno si permetta di insultare o fare facile ironia nei confronti di lombardi, piemontesi o di altre regioni. Però un ragionamento su quanto sta accadendo in queste ore in tutto il Nord-Ovest e, di riflesso anche nella nostra regione e provincia, va fatto.

Ieri sera è accaduto l’ennesimo ‘pasticcio’ con il Decreto reso ufficiale nella notte e, grazie a questo anticipo nella divulgazione, ha consentito a molti residenti delle zone rosse, di prendere treni ed auto per uscirne rapidamente. Questa notte in migliaia sono partiti dalla stazione centrale di Milano ed anche le autostrade liguri sono state stranamente prese d’assalto nella notte, con un traffico inusuale per la notte tra il sabato e la domenica.

Oggi vi documentiamo la presenza di molti camper parcheggiati nella zona di Pian di Poma a Sanremo, tutti provenienti da Piemonte, Lombardia ed Emilia. Noi non vogliamo assolutamente accusare chi è venuto via dalle zone rosse e da quelle che fino a ieri non lo erano. Ma le indicazioni delle autorità sono chiare: bisogna limitare gli spostamenti e, in casi particolari, chiudersi anche in casa. Questo è il modo per tentare di isolare il Coronavirus.

Questo, probabilmente, in molti non lo hanno ancora capito bene. Ed oggi siamo qui nuovamente a sottolinearlo. Pensiamo che a nessuno piaccia quanto sta accadendo e, tra l’altro, con un futuro economico a tinte particolarmente fosche. Ma il problema, adesso, è quello sanitario e se i contagi aumentano si rischia soprattutto il collasso degli ospedali e delle terapie intensive. E’ quanto dobbiamo evitare.

Nella nostra provincia i turisti sono e devono essere i benvenuti, da ovunque vengano. Ma, purtroppo, queste ‘fughe’ dalle zone rosse o che lo sono diventate da stanotte, sono un rischio elevatissimo. Non solo per i liguri, ma per tutti. Italiani, francesi, tutti sono (siamo) a rischio. Non diciamo a lombardi, piemontesi o altro (come purtroppo fanno molti sui social) di “tornare a casa vostra”, però da oggi bisogna fare molta attenzione.

Quanto accaduto nelle ultime ore (e ce lo dicono soprattutto le cronache nazionali) è quanto di più errato si possa fare. Chi scrive, ad esempio, ha deciso di non fare un viaggio di svago nell’ultimo weekend. Un viaggio fuori dall’Italia che non sarebbe stato assolutamente vietato. Ma ho deciso di non farlo con senso di responsabilità, un senso che dovremmo avere tutti in questo momento.

Lungi da noi fare paternali a nessuno, sia chiaro. Lungi da noi pensare che non parlare del virus e dei problemi che vanno a concatenarsi sia la soluzione. Questo è dimostrato da Francia e Germania che, forse con contagi superiori ai nostri, hanno viaggiato a vista per due settimane quando in Italia, invece, l’allarme è stato lanciato.

Scrivere quanto accade è il nostro dovere, la nostra missione. Ma dobbiamo farlo con attenzione. Come avrete notato noi non abbiamo pubblicato i nomi dei due morti di Bussana a Sanremo. In molti potranno dire "Li sanno tutti", ma noi abbiamo deciso così. E, fortunatamente, lo hanno fatto molti altri colleghi. Ora è il momento di stare uniti, è certo. Però, tornando al problema, chi si è spostato dalle zone rosse o divenute tali, dovrebbero comunque fare un piccolo esame di coscienza.

Comunque sia, serve una coesione tra tutti che forse non è da tutti, ma serve. Questo non è un momento qualunque.

(Foto di Tonino Bonomo)

Carlo Alessi

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