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Al Direttore | 10 aprile 2020, 16:31

Coronavirus, situazione alla Orengo-Demora di Borgomaro, le considerazioni del nostro lettore Francesco Vesco

Il nostro lettore Francesco Vesco ci scrive in merito alla situazione della casa di riposo Orengo-Demora di Borgomaro, denunciata questa mattina dal giornalista Stefano Sciandra, il quale ha il padre ricoverato all’interno della struttura

Coronavirus, situazione alla Orengo-Demora di Borgomaro, le considerazioni del nostro lettore Francesco Vesco

Il nostro lettore Francesco Vesco ci scrive in merito alla situazione della casa di riposo Orengo-Demora di Borgomaro, denunciata questa mattina dal giornalista Stefano Sciandra, il quale ha il padre ricoverato all’interno della struttura.

“Innanzitutto un caro saluto a Stefano, che conosco personalmente e al quale esprimo tutta la mia solidarietà e le cui considerazioni mi trovano completamente d’accordo ma che allo stesso tempo mi fanno venire il magone per l’attuale situazione. Stare senza ricevere notizie di un congiunto deve essere straziante. Quando sento lo slogan 'andrà tutto bene' mi viene da piangere….Ogni giorno contiamo circa 600 morti e siamo arrivati quasi a quota 20.000 per quello che si è dato a sapere, per quello che ci vogliono fare sapere…Alla fine della 'guerra', perché di guerra si tratta, quanti ne conteremo? 30.000? 35.000?, E allora mi chiedo ma se al contrario dovesse 'andare tutto male', dove arriveremo?

Purtroppo è arrivato il momento di pagare il conto e il nostro è salato. Quello che mi indigna maggiormente è che lo paghiamo con la vita. Le scelte politiche ed economiche sbagliate sotto forma di tagli alla sanità alla fine vengono a galla e la situazione è sotto gli occhi di tutti. Mancano macchinari, mezzi e braccia, con personale sanitario stremato perché chiamato a coprire turni di lavoro pesanti. Qualche Paese ci ha dato una mano facendoci arrivare mascherine, respiratori e anche medici, in nome di quella solidarietà sconosciuta all’UE, entità comunitaria fantasma, la cui inutilità si è manifestata ancora una volta in tutta la sua grandezza. Troppo facile dire che il covid-19 stronca solo chi ha patologie pregresse e gli anziani, perché ‘hanno già una situazione compromessa’.

Al di là  che i fatti dicono altro, in un Paese civile anche chi sta meno in salute o è avanti con l’età, meriterebbe attenzione, forse anche maggiore e dovrebbe avere quanto meno le stesse possibilità di ‘salvarsi’ (brutta parola) di tutti gli altri cittadini, se non altro per rispetto e dignità, senza partecipare ad una sorta di lotteria invisibile nella quale partono inesorabilmente battuti perché hanno meno numeri da giocarsi….

Gli anziani meritano rispetto, gli anziani sono quelli che con il loro sudore, i loro sacrifici e le loro privazioni, hanno permesso nel dopoguerra di ricostruire questo nostro (ora) sgangherato e squattrinato paese, regalandoci quel benessere di cui abbiamo impunemente approfittato. Proprio per questo non meritano di essere strappati ai loro cari, senza ricevere una carezza, senza che nessuno possa loro stringere la mano, senza regalare loro un ultimo bacio, spesso tristemente avvolti in un lenzuolo, come accadeva nei lazzaretti dei Promessi Sposi, e portati via. Quella delle bare sui camion militari a Bergamo è una scena che non si può e non si deve vedere ….Coloro che ci hanno trascinato in questa situazione si facciano un esame di coscienza oltre che snocciolare numeri…. Senza contare l’enorme punto interrogativo che accompagnerà il nostro domani, quello dei nostri figli e forse dei nostri nipoti. Forse nulla sarà più come prima: cambierà il nostro modo di vivere, di lavorare e anche di divertirsi, semmai riusciremo ancora a farlo….Intanto un caro saluto e un abbraccio all’amico Stefano e anche al suo papà”.

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