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Attualità | 11 aprile 2020, 10:34

Imperia: la Corte dei Conti boccia la richiesta di parere del comune sul rimborso delle spese legali a Paolo e Ilvo Calzia

Non è la corte dei conti a doversi esprimere sulla decisione di accordare o meno il rimborso delle spese legali sostenute da Paolo e Ilvo Calzia

Imperia: la Corte dei Conti boccia la richiesta di parere del comune sul rimborso delle spese legali a Paolo e Ilvo Calzia

Non è la corte dei conti a doversi esprimere sulla decisione di accordare o meno il rimborso delle spese legali sostenute da Paolo e Ilvo Calzia, rispettivamente ex segretario generale e attuale dirigente all’urbanistica del comune di Imperia, ente che nelle scorse settimane aveva chiesto un parere alla Corte.

I due, ricordiamo, furono assolti perché il fatto non sussiste, in primo e secondo grado, al processo sul porto turistico. Durante la fase di indagini Ilvo Calzia fu sospeso dal servizio, mentre Paolo alcuni anni prima era andato in pensione. Ilvo fu poi ricollocato prima all’ufficio patrimonio, e successivamente, dall’attuale sindaco Claudio Scajola, nuovamente all’urbanistica.

Paolo e Ilvo Calzia hanno presentato richiesta di risarcimento delle spese legali sostenute durante il processo, al comune, che ha chiesto alla Corte dei Conti il via libera al pagamento. Con la deliberazione del 26, tuttavia la Corte ha ritenuto inammissibile il parere richiesto dal comune.

La richiesta di parere di che trattasi – scrivono i giudici - è volta a conoscere, per un verso, se la formula assolutoria ‘perché il fatto non sussiste’ comune ai due dipendenti dell’amministrazione comunale coinvolti in un procedimento penale per fatti d’ufficio, legittimi l’amministrazione comunale alla refusione delle spese legali. Per altro verso, la richiesta di parere è volta a sapere se l’ammissione, qui ricorrente, alla costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale nel procedimento penale si frapponga alla refusione in quanto indice sintomatico del conflitto di interessi come ostativo alla refusione stessa. In termini meramente descrittivi, il secondo quesito assorbe il primo perché la costante giurisprudenza stabilisce che la costituzione di parte civile dell’amministrazione è rappresentativa ex se del conflitto di interessi per cui ‘la normativa sul rimborso delle spese legali prevede che l’Amministrazione, valutata l’assenza di conflitto di interessi, assuma a proprio carico la difesa del dipendente sin dall’inizio del procedimento e non alla conclusione dello stesso’). In tal senso, l’art. 491, commi 1 e 5, c.p.p. stabilisce che le decisioni inerenti, tra l’altro, alla costituzione di parte civile sono adottate con ordinanza, la quale dev’essere, in generale, motivata a pena di nullità. Il delineato contesto induce a ritenere non attinenti i quesiti in esame all’ambito della ‘contabilità pubblica’”.

Ilvo Calzia nel frattempo ha presentato causa al comune chiedendo un rimborso di 229mila euro relativo al periodo di sospensione.

Lo stesso dirigente, che è anche sindaco di Pontedassio, è stato di recente condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 285mila euro allo stesso comune di Imperia per alcuni incarichi professionali che Calzia avrebbe svolto all’insaputa del Comune tra il 1997 e il 2010.

QUI il parere della Corte dei Conti.

Francesco Li Noce

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