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Economia | 14 aprile 2020, 16:00

Coronavirus, ripresa delle attività di manutenzione degli stabilimenti balneari: anche ad Imperia sono tanti i dubbi da chiarire (foto)

A Diano Marina i titolari hanno scelto di aspettare almeno 24 ore per iniziare ad eseguire i lavori. Occorre comprendere le modalità di esecuzione delle opere in termini di convenienza e sicurezza

Coronavirus, ripresa delle attività di manutenzione degli stabilimenti balneari: anche ad Imperia sono tanti i dubbi da chiarire (foto)

Nonostante da oggi, come previsto dal decreto firmato dal governatore ligure Giovanni Toti, sia consentita la manutenzione straordinaria e l'allestimento delle attività balneari e dei piccoli chioschi sono tanti i nodi da sciogliere proprio per questo settore. Le attività consentite sono da espletare in modo isolato e "non a contatto con il pubblico", ha sottolineato Toti, e ciò comunque "comporta un’attenzione ancora maggiore nell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, nel rispetto delle regole sulle distanze di sicurezza e sulla profilassi, come il lavaggio delle mani, con una maggiore responsabilità da parte di tutti". I  titolari dei lidi, però attendono di conoscere meglio le regole da applicare proprio sulle modalità dell'esecuzione dei lavori ed è per questo che attenderanno domani per recarsi presso le proprie strutture in modo da non incorrere in sanzioni e soprattutto per lavorare in sicurezza.

Ciò, ad esempio, si è registrato stamani a Diano Marina, rinomata località turistica della provincia di Imperia, dove i gestori ha scelto di aspettare almeno 24 ore in modo da comprendere al meglio come lavorare. Da oggi comunque, il sindaco Giacomo Chiappori ha emanato un'ordinanza che permette di recarsi, solo ed esclusivamente, per motivi lavorativi presso le aree a concessione demaniale. Tante, però sono le domande che si pongono i gestori. "L'uso delle mascherine sarà obbligatorio? Come faranno tutti i lavoratori che ancora non le possiedono? Gli operai che devono eseguire i lavori possono operare in gruppo se ci sono delle opere che richiedono l'impiego di più soggetti? La distanza da mantenere è di un metro o due?", queste sono solo alcune domande che si pongono i titolari delle strutture e nel contempo il sindacato dei balneari chiede "un'ordinanza nazionale che stabilisca modalità uniche per tutto il territorio".


Un altro aspetto poi, da chiarire è se conviene davvero iniziare a installare le cabine e a predisporre la spiaggia attraverso i precedenti schemi. Si paventa la possibilità di un ritorno al mare con meno ombrelloni e divisi, l'uno dall'altro, da barriere di plexiglass da interporre tra ogni coppia di lettini. C'è chi ipotizza il divieto delle aree giochi per i bambini e l'impossibilità per i bar di ricevere il pubblico effettuando solo il servizio in spiaggia per evitare assembramenti. Ed è per questo che il settore attende di comprendere meglio come muoversi in modo da non dover spendere risorse per poi dover smontare tutto e ricominciare da capo o addirittura decidere di non "saltare" la stagione estiva 2020 e ciò sarebbe un durissimo colpo non solo per il golfo dianese, ma anche per l'intera Liguria.

Altro aspetto poi, da tener conto è che la fase 2 di avvio all'uscita dall'emergenza sanitaria, sarà gestita in modo diverso da ogni regione e non è detto che per i mesi estivi i villeggianti piemontesi e lombardi, che ogni anno rappresentano il principale bacino di utenza per il turismo ligure, potranno trascorrere le proprie vacanze nella nostra regione. Occorrerà infatti, attendere non solo l'andamento dell'epidemia, ma anche le determinazione di ogni singolo governatore regionale. Tanti e troppi quindi, sono i punti interrogativi che incidono sul turismo.

Redazione

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