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Attualità | 06 maggio 2020, 17:40

Distanziamento sociale e mascherine obbligatorie: appena partita la 'Fase 2' ma l'Assessore Giampedrone pensa già alla 'Fase 3'

Ne ha parlato a Maurilio Giordana, nell'intervista rilasciata a Radio Onda Ligure. Confermata l'importanza dei dispositivi di protezione ed il distanziamento sociale ma "Non si deve morire di Coronavirus e nemmeno di fame".

Distanziamento sociale e mascherine obbligatorie: appena partita la 'Fase 2' ma l'Assessore Giampedrone pensa già alla 'Fase 3'

“Tendenzialmente vedo buoni comportamenti che fanno seguito ad una situazione analoga nella Fase 1. Ora siamo nella fase della responsabilità e del giudizio e di una ripartenza”.

Lo ha detto l’Assessore alla Protezione Civile della Regione Liguria, Giacomo Giampedrone, nell’intervista rilasciata oggi a Radio Onda Ligure e condotta da Maurilio Giordana. “E’ fondamentale capire – prosegue Giampedrone - che dovremo convivere con il virus ancora per molti mesi, anche se speriamo nel meno possibile. Nella convivenza ci stanno tutte le norme di distanziamento sociale e le mascherine, obbligatorie al chiuso e nei luoghi pubblici. Certamente non salva totalmente dai problemi ma completa, insieme al distanziamento, il nostro modo di vivere”.

Al via anche la consegna gratuita delle mascherine della Protezione Civile nelle farmacie: “Abbiamo deciso di andare su un mercato mondiale in un momento in cui la pandemia aveva reso impossibile l’approvvigionamento di mascherine. Con la distribuzione del milione di mascherine nelle farmacie della Liguria, arriveremo ai 6 milioni totali, di cui 3 ai cittadini. Due saranno le tornate, con 500mila oggi ed altrettante da lunedì prossimo. L’appello è quello di non andare tutti oggi nelle farmacie: fatelo con giudizio e buonsenso, soprattutto se queste mascherine non le avete già avute”.

Ora si comincia già a pensare alla ‘Fase 3’? “Speriamo – risponde Giampedrone - perché è fondamentale in un momento della stagione cruciale per la Liguria. Noi stiamo ragionando su una ordinanza che vada a completare il nuovo Dpcm del Governo, che ha dato qualche libertà in più mantenendo però il distanziamento sociale. Il grande tema sarà come arrivare alla fase 3, che parte teoricamente il 18 maggio. Noi riteniamo che, ogni regione dovrebbe essere considerata dal Governo come autonoma, per fare scelte strategiche sul territorio. Ovvero, se il 18 maggio le linee epidemiologiche di una regione sono migliori rispetto ad un’altra, la fase 4 che dovrebbe partire il 1° giugno potrebbe essere anticipata, ovviamente con protocolli sanitari chiari e in tutta sicurezza”.

“Vogliamo confermare il nostro principio – termina l’Assessore regionale alla Protezione Civile - e cioè che non si deve morire di Coronavirus ma nemmeno di fame. Speriamo che il Governo approcci alla ‘Fase 3’ in questo modo, augurandoci che i dati epidemiologici della Liguria vadano sempre migliorando, sia nei ricoveri che nelle terapie intensive”.

Redazione

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