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Cronaca | 19 maggio 2020, 21:58

Studio dell'Università Bicocca di Milano: la nostra provincia ha superato come numero di contagi in proporzione alla popolazione anche il Veneto

L'Osservatorio (unico in Italia per il taglio disciplinare adottato per studiare il fenomeno) propone una lettura socio-territoriale della pandemia, messa a disposizione della collettività, con l'obiettivo di far riflettere sui diversi impatti del Covid-19 attraverso l'utilizzo di Gis (Sistemi informativi geografici) e open data.

Studio dell'Università Bicocca di Milano: la nostra provincia ha superato come numero di contagi in proporzione alla popolazione anche il Veneto

Le zone con la popolazione più longeva d'Italia non sono state travolte dal Covid-19. La provincia di Imperia, insieme a quelle di Aosta, Trento e Pesaro-Urbino, per morbilità (il numero di contagi rispetto alla popolazione di un territorio circoscritto) hanno ampiamente superato il Veneto, dove si erano registrati i primi casi. 

Quella relativa alla nostra provincia, è una delle realtà che emergono dai dati analizzati e tradotti in mappe dall'Osservatorio socio-territoriale Covid-19 (QUI), istituito da un gruppo di ricercatori di Base (Bicocca ambiente società economia) e dei dipartimenti di Sociologia e ricerca sociale e di Scienze dell'ambiente e della terra dell'Università di Milano-Bicocca.

L'Osservatorio (unico in Italia per il taglio disciplinare adottato per studiare il fenomeno) propone una lettura socio-territoriale della pandemia, messa a disposizione della collettività, con l'obiettivo di far riflettere sui diversi impatti del Covid-19 attraverso l'utilizzo di Gis (Sistemi informativi geografici) e open data.

"Incrociamo dati quali la densità e la longevità della popolazione - spiega il responsabile del team, Matteo Colleoni, professore di Sociologia dell'ambiente e del territorio e delegato della rettrice per la sostenibilità all'Università di Milano-Bicocca - la distribuzione dei redditi, dei servizi sanitari e i divari digitali, con i numeri riguardanti contagio, morbilità e mortalità, per descrivere l'evoluzione del virus. Sia su piccola che su larga scala, dagli ambiti provinciali italiani fino ai grandi cluster regionali europei. Dati utili a misurare la capacità di risposta dei territori".

"Da marzo a maggio – la descrive Colleoni – si nota in Italia una diffusione a macchia d'olio: dopo un mese, il Covid19 colpisce principalmente le zone limitrofe a quelle di primo contagio. Inoltre si evince che il lockdown ha funzionato impedendo la diffusione del contagio in altre regioni italiane». Confrontandola con la mappa della longevità, ovvero il rapporto percentuale tra popolazione over 65 e popolazione residente totale, se a livello europeo – afferma il responsabile dell'Osservatorio – tra le cause dell'alta morbilità italiana ha sicuramente giocato un ruolo importante l'anzianità della popolazione, scendendo nel dettaglio nazionale si scopre che i territori 'più longevi' non sono quelli dove il contagio si è maggiormente diffuso: lungo gli Appennini, in Liguria, in Sardegna, nelle aree più interne e meno urbanizzate gli over 65 superano il 30 per cento di presenza, ma il virus non si è diffuso ampiamente".

Da un confronto tra le due mappe dei dati della morbilità (casi Covid-19 per centomila abitanti) a inizio aprile e a inizio maggio, accanto al fenomeno dell'espansione a olio, si nota come tra le province più colpite (colorate in rosso: più di 600 casi di contagio su 100mila abitanti) sono entrate Pesaro-Urbino, Imperia, Trento o Aosta, inizialmente ai margini delle zone di più ampia diffusione del virus, ma ora, per numeri, sopra il Veneto, una delle due regioni dove si sono riscontrate le prime persone infette.

Redazione

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