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Economia | 19 maggio 2020, 07:11

Coronavirus, Diano Marina: il primo giorno post lockdown per i parrucchieri. Tra incertezze, paura e speranza i professionisti del benessere ripartono (foto)

Abbiamo raccolto le emozioni vissute da Jeanina Matei: "è stata una giornata impegnativa, ma ce l'abbiamo fatta anche grazie ai nostri clienti che ci stanno aiutando in questo nuovo inizio resposanbile"

Coronavirus, Diano Marina: il primo giorno post lockdown per i parrucchieri. Tra incertezze, paura e speranza i professionisti del benessere ripartono (foto)

È stata una giornata ricca di emozioni, ma anche di incertezza e paura quella vissuta ieri da molti titolari di saloni di estetica e di parrucchieri. L'avvio, anche per loro, della fase 2 è stato come se fosse il primo giorno dell'apertura delle loro attività. Un banco di prova importante che questa volta non ammette rischi ed errori. Garantire la sicurezza per se stessi e per i clienti è fondamentale come è fondamentale "salvare" le proprie imprese già duramente provate da oltre due mesi di lockdown. L'emergenza dovuta al contagio da coronavirus si è tramutata presto anche in un'emergenza economica e sociale che ha visto nelle piccole e medie imprese il settore più colpito dalle conseguenze dell'epidemia. I protocolli stilati dalle regioni sono ferrei: mascherine, igienizzante, sterilizzazione degli strumenti, pulizia accurata dei locali e soprattutto non si devono creare file all'interno degli esercizi e i clienti si ricevono solo su appuntamento.

Abbiamo raccolto le sensazioni della prima giornata post lockdown vissuta da Jeanina Matei, parrucchiera a Diano Marina, che insieme alla sorella Petra da ieri finalmente ha aperto il suo negozio. "È stata una giornata dura, impegnativa sotto tanti punti di vista, ma ce l'abbiamo fatta. Abbiamo cercato di accontentare tutti i nostri clienti, ci spiega, rispettando le regole. Anche per il clienti  non è stato semplici abituarsi a questo nuovo modo di usufruire dei servizi. "I nostri clienti, non sono solo semplici clienti, ma sono persone a cui noi siamo anche affezionati. Anche se con le mascherine sono irriconoscibili voglio dirgli, ci racconta, che sono bellissimi e capiamo anche se hanno fastidio quando i capelli tagliati cadono sul viso e pizzicano, ma loro non possono toccarsi e aspettiamo che lo facciamo noi con le salviette igieniche. Ci fanno anche 'tenerezza' quando stanno per entrare in negozio di corsa, ma noi li fermiamo alla porta perché occorre che attendono fuori il loro turno se dentro ci sono già altre persone e li vediamo che comprendono senza commentare".

La vita è cambiata, le giornate sono cambiate, le azioni che prima compivamo sono adesso diverse. Prima presentarsi direttamente in salone per chiedere se era possibile lavare e tagliare i capelli era una consuetudine adesso è vietato, quindi ci vuole un po' di pazienza e soprattutto impegno da parte di tutti per evitare di fare passi sbagliati. "Ci dispiace molto- racconta Jeanina- quando siamo qualche minuto in ritardo e loro aspettano sotto il sole il loro turno. Non lo facciamo di proposito, ma non possiamo farli entrare se non c'è posto e quindi così è più sicuro. Abbiamo apprezzato molto che da soli si igienizzano le mani e anche se qualcuno ogni tanto ci ha detto 'che lo aveva già fatto' ha provveduto perchè ha compreso che dietro la nostra insistenza, c'è solo accortezza e rispetto per la salute. Gli accorgimenti che tutte le persone mettono in piedi per noi sono una profonda collaborazione, un segnale di speranza di questo inizio positivo e responsabile"

Redazione

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