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Solidarietà | 21 maggio 2020, 07:11

Coronavirus: ad Imperia lo sfogo dell'associazione 'Giraffa a Rotelle' "La Regione apra i centri semiresidenziali"

"Sia noi genitori che i nostri figli siamo allo stremo delle forze, siamo realmente abbandonati, i fondi non arrivano e quindi non possiamo assumere nessuno che ci aiuti, i centri non vengono riaperti".

Coronavirus: ad Imperia lo sfogo dell'associazione 'Giraffa a Rotelle' "La Regione apra i centri semiresidenziali"

Arriva dall'associazione 'Giraffa a Rotelle' di Imperia, impegnata nelle tematiche relative alla disabilità, uno sfogo contro la regione, che, secondo quanto scrive l'associazione, non ha dato il via libera per la ripartenza dei centri semiresidenziali per disabili. “Senza questo piano i centri semiresidenziali non potranno riaprire, le famiglie continueranno ad essere sole ed in grande difficoltà”. 

Ci sta sfuggendo qualcosa - scrive l'associazione - perchè la Regione in questa 'Fase 2' sta aprendo di tutto, cercando di agevolare i lavoratori, i cittadini, i negozi, addirittura centri estivi e gonfiabili, ma nonostante i solleciti e la reale immensa difficoltà di noi famiglie con ragazzi disabili è una delle regioni che ancora non ha fatto il 'piano territoriale ripresa attività centri semiresidenziali diurni' come previsto dal articolo 8 dpcm del 26 aprile scorso. Senza questo piano i centri semiresidenziali non potranno riaprire, le famiglie continueranno ad essere sole ed in grande difficoltà".

"Sia noi genitori che i nostri figli - prosegue - siamo allo stremo delle forze, siamo realmente abbandonati, i fondi non arrivano e quindi non possiamo assumere nessuno che ci aiuti, i centri non vengono riaperti. Perdere la routine per i nostri figli qualunque sia la patologia è un dramma, e più tempo passa e più difficoltoso sarà il rientro, un altro trauma! Non possiamo fare affidamento su nessuno, un nonno certo non potrà mai gestire un nipote adulto con disabilità, chi di noi purtroppo è costretto a lavorare non sa come fare, non abbiamo il diritto di ripartire? Se di ripartenza si può parlare dato che la nostra vita è perennemente in 'Fase 1'. I nostri figli hanno già sofferto abbastanza, molti di loro chiedono in continuo di poter tornare dai loro operatori, il loro piccolo mondo. Chi invece non riesce ad esprimersi con il linguaggio esprime le proprie difficoltà con crisi o apatia. Mio figlio grande amante delle passeggiate e molto socievole, non vuole più uscire di casa, piange e ha paura. È doveroso che la Regione Liguria faccia questo piano territoriale al più presto. Ogni giorno perso è un giorno di sofferenza sui volti dei ragazzi e delle famiglie”.

Francesco Li Noce

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