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Cronaca | 27 maggio 2020, 19:05

È morto il 26enne di Imperia Never Milesi: una settimana fa lo schianto in Piemonte insieme al padre

L’auto con a bordo i Milesi, dopo l’urto, è finita diversi metri più a valle, terminando la sua corsa capottata su un fianco, in bilico sul fosso a bordo strada. All’arrivo dei soccorsi, sia il 26enne che il padre sono apparsi sin da subito in condizioni disperate.

Il luogo dell'incidente

Il luogo dell'incidente

Dopo aver lottato per giorni tra la vita e la morte, non ce l’ha fatta Never Milesi, il giovane di 26 anni di Imperia, rimasto coinvolto nel grave incidente stradale del 20 maggio lungo la strada provinciale 26, tra Paesana e Sanfront, quando erano da poco passate le 6.30 del mattino.

Milesi era alla guida di una Fiat Panda, insieme al padre, seduto al suo fianco, quando – all’altezza dell’incrocio con la strada che conduce alla borgata Pamparini – è avvenuto lo schianto con un’Audi, che proveniva da Paesana. L’auto con a bordo i Milesi, dopo l’urto, è finita diversi metri più a valle, terminando la sua corsa capottata su un fianco, in bilico sul fosso a bordo strada. All’arrivo dei soccorsi, sia il 26enne che il padre sono apparsi sin da subito in condizioni disperate.

Il giovane, stabilizzato ed intubato sul posto dal medico dell’emergenza sanitaria, era poi stato elitrasportato al Centro traumatologico ortopedico di Torino, in condizioni gravissime, dov'è morto due notti fa. Per lui non c'è stato nulla da fare: troppo gravi i traumi riportati a cranio e torace. Il padre, trasferito in prima battuta – in ambulanza – al Santissima Annunziata di Savigliano, era poi stato trasferito anch’egli al CTO di Torino, con gravi traumi su tutto il corpo. Il sinistro è stato rilevato dai Carabinieri della Compagnia di Saluzzo.

Si apprende, a margine della dinamica dell’incidente, che padre e figlio avevano trascorso in paese la loro prima notte, all’interno di un appartamento proprio in località Pamparini dove, ancora oggi, è posteggiato il loro furgone da lavoro. È del tutto presumibile, quindi, che i Milesi – non originari del luogo – fossero in Val Po per motivi di lavoro.

Nicolò Bertola

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