/ Economia

Economia | 30 maggio 2020, 07:00

La crisi economica colpisce tutti i settori: anche le escort chiedono aiuto all’INPS

In molti, ora, si chiedono se le webcam e videochiamate rappresenteranno il futuro

La crisi economica colpisce tutti i settori: anche le escort chiedono aiuto all’INPS

Il nostro paese, come noto, sta vivendo una fase particolarmente complicata a causa dello scoppio della pandemia, che ha colpito l’Italia, per prima, tra i paesi occidentali. Le misure per contrastare il covid sono state molte limitanti, andando spesso ad intaccare una necessità primaria di ciascun individuo: lavorare per poter guadagnare e, conseguentemente, poter riuscire a mantenere un tenore di vita accettabile.

Una categoria di lavoratori, più di altri, ha subito un ingente danno a causa del lockdown: i lavoratori autonomi o le cosiddette “partite IVA”. Essi, infatti, rischiando in prima persona nell’esercizio dell’attività lavorativa, non hanno potuto registrare alcun incasso: in moltissimi casi, purtroppo, si è trattato di veri e propri drammi non solo per il singolo individuo, ma anche per l’intero nucleo famigliare dello stesso.

Aiuti di stato per i lavoratori autonomi: il caso delle escort

Per cercare di dare un po’ di sollievo a questi soggetti, lo stato, per il tramite dell’INPS, ha provveduto ad elargire un piccolo bonus di €.600,00, che in moltissimi casi, però, è giunto tardivamente nei conti correnti o, in alcuni casi, non è neppure arrivato. Una situazione, però, che dovrebbe diventare più fluida nei prossimi mesi: in quest’occasione, infatti, lo stato ha dovuto procedere al censimento dei beneficiari.

Esiste una categoria, però, che non ha potuto ottenere alcun ristoro dall’erario, in quanto non viene inquadrata legalmente come una vera e propria professione: le escort. Nonostante molte di esse, ormai da svariati anni, chiedano di poter aprire una partita IVA ed operare in piena legalità. pagando allo stato tutte le imposte dovute, queste donne sono restate invisibili agli occhi degli uomini del potere politico.

D’altro canto, non rientrando tra le professioni riconosciute dal legislatore, per queste lavoratrici non è stato previsto alcun indennizzo per la mancata possibilità di svolgere la propria professione, impossibile da esercitare a causa delle misure di distanziamento sociale imposte dal lockdown. Alcune di esse, però, non si sono date per vinte ed hanno ugualmente inoltrato la propria richiesta all’INPS.

L’inoltro di queste richieste, però, non sembra aver sortito l’effetto sperato. Da qui l’esigenza, quindi, di dover reinventare il proprio lavoro, per cercare di far fronte a tutti gli impegni che, nonostante il lockdown, queste donne, come qualsiasi altro lavoratore, hanno dovuto far fronte: dal pagamento dell’affitto a quello delle bollette, passando per le spese di prima necessità.

Lavorare ai tempi del covid, rispettando il protocollo sanitario

In alcuni casi, come quello delle escort Milano, si è assistito ad un radicale mutamento del modus operandi professionale, riuscendo a rispettare, pedissequamente, quanto stabilito dal rigido protocollo sanitario nazionale. Dagli incontri di persona, assolutamente vietati per preservare la salute propria e quella dei clienti, si è passati agli appuntamenti in rete o tramite videochiamata.

Un’evoluzione del lavoro che, soli pochi mesi fa, era considerata inimmaginabile, ma che col precipitare degli eventi è diventata una realtà. E spulciando i dati forniti dai siti specializzati, sembra che quest’opzione sia risultata particolarmente gradita dagli utenti, che hanno notato delle sensibili differenze tra quanto offerto delle escort rispetto alle classiche ragazze che si esibiscono in webcam.

Per chi operava nella realtà quotidianamente, traslare la propria professione nel mondo del web è avvenuto con naturalezza e disinvoltura: nessuna donna meglio di una escort, infatti, conosce i gusti e le esigenze degli uomini, anche le più folli ed impensabili. Esibirsi da remoto, di conseguenza, è risultato un esercizio semplice ed agevole.

In molti, ora, si chiedono se le webcam e videochiamate rappresenteranno il futuro. Di certo, complice l’incertezza sull’evolversi della pandemia, nei prossimi mesi saranno largamente fruite da una vasta gamma di utenti, che, tendenzialmente, dovrebbero essere propensi a mantenere le misure di distanziamento sociale adottate, per tutelare sé stessi e le altre persone.


MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium